Non solo Punta Marina: i pavoni sono diventati la mascotte di questo borgo emiliano (e attraversano perfino sulle strisce)

Mentre la riviera romagnola fa i conti con colonie ben più numerose, anche il borgo bolognese di Castenaso vanta una sua peculiare colonia di eleganti pavoni che si aggira indisturbata tra le strade cittadine. Come raccontato dalla comandante della polizia locale Cristina Bignami, questi animali si sono perfettamente integrati nel tessuto urbano sin dal loro arrivo nel 2017, quando nella zona della Bassa Benfenati comparvero una pavona bianca e tre piccoli, battezzati ironicamente Fred, Ginger e Rosi.

Oggi gli esemplari sono circa 15 e la loro quotidianità è fatta di abitudini sorprendenti: dormono sugli alberi, gironzolano attorno alla casa di riposo e al poliambulatorio, beccano le briciole vicino a un chiosco di gelati e, dettaglio non da poco, attraversano sulle strisce pedonali rigorosamente in fila indiana. Non sono mancati momenti difficili, come la drammatica alluvione del 2023 che ha decimato i nidi fluviali, ma la popolazione di uccelli ha saputo resistere, nonostante una convivenza cittadina non sempre idilliaca.

Sono diventati persino le mascotte della Festa dell’Uva

La convivenza con i residenti alterna momenti di grande affetto a inevitabili tensioni di vicinato. Se da un lato molte famiglie accolgono volentieri i volatili nei giardini o salvano le uova portandole in incubatrice, dall’altro non mancano le proteste per le urla notturne durante la stagione riproduttiva e per i graffi e i ricordini lasciati sui cofani delle automobili.

Il sindaco Carlo Gubellini e la presidente della Pro Loco Nadia Sapori hanno dovuto fare i conti anche con episodi incresciosi, come quello di alcuni giovani che hanno preso di mira gli animali con le frecce, ricordando che si tratta di fauna selvatica protetta. Nonostante le divisioni tra chi li adora e chi li detesta, la consacrazione definitiva è arrivata in occasione della Festa dell’Uva: i pavoni hanno sbaragliato la concorrenza di uva e bottiglie, diventando le mascotte ufficiali dell’evento e finendo perfino stampati su magliette e calamite, a dimostrazione che ormai fanno parte a pieno titolo dell’identità della comunità.

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