Alimenti per neonati e bambini, l’Europa abbassa i limiti per due contaminanti: cosa cambia dal 2027

Dal 2027 cambieranno le regole europee su due contaminanti che possono formarsi durante la lavorazione degli oli e che possono finire anche negli alimenti destinati ai più piccoli. L’Unione europea ha infatti introdotto nuovi limiti per 3-MCPD ed esteri glicidilici negli alimenti per la prima infanzia e in quelli a base di cereali destinati a lattanti e bambini piccoli.

Il nuovo regolamento è entrato in vigore il 19 agosto 2026, ma le nuove soglie per questi prodotti e per gli oli utilizzati nella loro preparazione si applicheranno dal 1° gennaio 2027.

Ma prima di capire cosa cambia, è utile chiarire di cosa stiamo parlando.

3-MCPD ed esteri glicidilici sono contaminanti di processo, cioè sostanze che non vengono aggiunte volontariamente agli alimenti, ma possono formarsi durante alcune lavorazioni industriali.

In particolare, possono svilupparsi durante la raffinazione ad alte temperature degli oli e dei grassi. Il fenomeno riguarda soprattutto gli oli vegetali raffinati e, storicamente, livelli più elevati sono stati riscontrati nell’olio di palma e nei grassi di palma.  Ma contaminanti di questo tipo possono formarsi anche durante la lavorazione di altri oli e grassi vegetali, oltre che di oli di pesce e di altri organismi marini.

Il 3-MCPD può essere presente come sostanza libera oppure sotto forma di esteri legati agli acidi grassi. L’EFSA lo ha studiato soprattutto per i possibili effetti a lungo termine su reni e fertilità maschile. Nel 2018 l’Autorità europea ha rivalutato la dose giornaliera tollerabile, sottolineando che per la maggior parte dei consumatori i livelli di esposizione non rappresentavano un problema, mentre una possibile criticità poteva riguardare le fasce di età più giovani con esposizioni elevate.

Gli esteri glicidilici sono invece composti che, una volta ingeriti, possono liberare glicidolo. È proprio quest’ultimo ad aver attirato particolare attenzione: l’EFSA lo considera genotossico e cancerogeno e, proprio per questo, non ha stabilito una dose giornaliera sicura per gli esteri glicidilici.

Dove si trovano 3-MCPD e glicidolo

Questi contaminanti possono essere presenti in diversi alimenti che contengono oli e grassi raffinati. Tra i prodotti in cui sono stati rilevati ci sono, per esempio, margarine, prodotti da forno, biscotti e altri alimenti trasformati.

Per quanto riguarda i più piccoli, l’attenzione riguarda soprattutto le formule per lattanti e di proseguimento, gli alimenti per la prima infanzia e i prodotti a base di cereali. C’è da specificare però che il latte formulato è già sottoposto a limiti specifici, la novità riguarda dunque altri alimenti destinati a lattanti e bambini piccoli.

Cosa cambia dal 2027 per baby food e cereali

Dal 1° gennaio 2027 entreranno per la prima volta in vigore specifici limiti per la somma di 3-MCPD e dei suoi esteri e per gli esteri glicidilici negli alimenti per la prima infanzia e negli alimenti trasformati a base di cereali destinati a lattanti e bambini piccoli.

I nuovi valori saranno:

  • 50 microgrammi per chilo per la somma di 3-MCPD ed esteri del 3-MCPD, espressa come 3-MCPD;
  • 25 microgrammi per chilo per gli esteri glicidilici, espressi come glicidolo.

I limiti si riferiscono al prodotto così come viene commercializzato.

L’Europa è intervenuta anche a monte, cioè sugli oli e sui grassi utilizzati per preparare questi alimenti. Dal 2027, negli oli e grassi vegetali, negli oli di pesce e negli oli di altri organismi marini destinati alla produzione di alimenti per la prima infanzia e prodotti a base di cereali, il limite per la somma di 3-MCPD ed esteri del 3-MCPD passerà da 750 a 500 microgrammi per chilo.

Per gli esteri glicidilici il limite sarà invece dimezzato, passando da 500 a 250 microgrammi per chilo.

L’obiettivo è quindi intervenire non soltanto sul prodotto che arriva sugli scaffali, ma anche sulle materie prime utilizzate per realizzarlo.

I prodotti che saranno già stati legalmente immessi sul mercato prima del 1° gennaio 2027 potranno rimanere in vendita fino al termine minimo di conservazione o alla data di scadenza. Per questo, nei primi mesi di applicazione delle nuove regole, potranno trovarsi sugli scaffali anche prodotti realizzati secondo le disposizioni precedenti.

Perché l’Europa sta intervenendo

La decisione arriva dopo anni di valutazioni scientifiche e di progressivo abbassamento dei livelli consentiti. L’EFSA aveva già evidenziato la presenza di questi contaminanti in diversi oli e alimenti e aveva segnalato una particolare attenzione per l’esposizione delle fasce più giovani della popolazione.

Il nuovo regolamento rappresenta dunque un ulteriore passaggio nella gestione di queste sostanze.

Fonti: Commissione europea, EFSA

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