Smog, Trump fa un favore alle case automobilistiche e smantella anche tutte le norme sulle auto a basse emissioni

L’amministrazione Trump farà un ennesimo passo indietro sulle politiche climatiche degli States, strizzando l’occhio alle case automobilistiche. Il Dipartimento dei Trasporti ha infatti approvato una nuova regola che mira a indebolire gli standard sull’efficienza dei consumi delle auto e dei veicoli commerciali leggeri, cancellando una parte significativa delle misure introdotte durante la presidenza Biden per ridurre le emissioni e accompagnare la transizione verso veicoli più efficienti ed elettrici.

Si tratta della nuova iniziativa dall’altisonante (e propagandistico) nome “Freedom Means Affordable Cars” e riguarda gli standard CAFE, ossia quel pacchetto di norme federali che stabiliscono quanta strada, in media, devono riuscire a percorrere i nuovi veicoli con una determinata quantità di carburante.

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Secondo la Casa Bianca e il Dipartimento dei Trasporti, la revisione servirà a rendere le automobili meno costose e a lasciare maggiore libertà ai produttori. Mossa che, secondo ambientalisti e associazioni sanitarie, sortirà il risultato esattamente opposto sul lungo periodo: più benzina consumata, più spese per gli automobilisti e più emissioni climalteranti. E non si tratta di un settore marginale: negli USA, i trasporti sono responsabili di circa il 28% delle emissioni dirette di gas serra, risultando la prima fonte nazionale di emissioni secondo l’EPA.

Cosa cambia con le nuove regole di Trump

Gli standard sull’efficienza dei carburanti stabiliscono quanto devono diventare efficienti, nel tempo, le nuove auto vendute negli Stati Uniti. Come spiega il Guardian, l’amministrazione Biden aveva previsto incrementi piuttosto sostenuti: circa l’8% all’anno per le automobili nei model year 2024 e 2025, il 10% nel 2026 e poi il 2% annuo dal 2027 al 2031.

L’amministrazione Trump ha deciso invece di rivedere al ribasso l’intero percorso, compresi alcuni standard riferiti agli anni precedenti, e di prevedere aumenti molto più contenuti dell’efficienza fino al 2031.

Il Dipartimento dei Trasporti sostiene che in questo modo i produttori potranno costruire i veicoli che i consumatori “vogliono comprare” senza essere costretti a investire così rapidamente nell’elettrificazione della flotta. Secondo le stime ufficiali, la nuova regola dovrebbe ridurre di circa 1.300 dollari il prezzo medio di un veicolo nuovo e generare risparmi complessivi per 138 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni.

Grazie alla leadership del presidente Trump, abbiamo finalmente posto fine al mandato illegale che costringeva i produttori automobilistici a produrre veicoli elettrici più costosi che le famiglie americane non volevano. Mentre Joe Biden e Pete Buttigieg hanno promosso un’agenda verde che ha reso le nostre strade meno sicure e aumentato i costi per gli americani laboriosi, questa amministrazione sta portando sollievo alle famiglie e rifacendo rivivere il cuore pulsante della manifattura americana, ha detto il Segretario ai Trasporti degli Stati Uniti Sean P. Duffy. Con i nostri standard di buon senso in atto, stiamo rendendo di nuovo il sogno americano accessibile, mettendo auto più sicure sulla strada e investendo nell’operaio automobilistico americano.

Ma, ovviamente, c’è un altro lato della medaglia.

Più carburante e più CO2

Sono le stesse valutazioni governative citate nella proposta a indicare che l’allentamento degli standard potrebbe far aumentare il consumo di carburante di circa 100 miliardi di galloni (circa 380milioni di metri cubi) entro il 2050. La conseguenza stimata sarebbe una spesa aggiuntiva per la benzina nell’ordine di 185 miliardi di dollari e un aumento delle emissioni di anidride carbonica di circa il 5%.

In altre parole, le automobili potrebbero costare meno al momento dell’acquisto, ma utilizzare più carburante durante la loro vita utile. Quindi, va da sé che quello che sarebbe il beneficio immediato sul prezzo d’acquisto rischierebbe di essere compensato da maggiori costi alla pompa.

Dan Becker, responsabile della campagna Safe Climate Transport del Center for Biological Diversity, ha accusato l’amministrazione di ignorare sia la disponibilità delle tecnologie più efficienti sia i milioni di veicoli a basso consumo già presenti sulle strade statunitensi.

Anche il Sierra Club ha annunciato l’intenzione di contrastare la nuova regola, sostenendo che standard meno severi potrebbero finire per rendere più costoso guidare proprio perché i veicoli consumerebbero più carburante. The Guardian

No, negli Stati Uniti non esisteva un “obbligo” di comprare auto elettriche

Trump continua a presentare queste decisioni come la fine di quello che definisce un “mandato per le auto elettriche”. Ma la definizione è fuorviante. L’amministrazione Biden aveva fissato l’obiettivo di arrivare al 50% delle vendite di nuovi veicoli elettrici entro il 2030 e aveva introdotto standard sulle emissioni e sull’efficienza più severi, che di fatto incentivavano i produttori a mettere sul mercato più veicoli elettrici e a basso consumo.

Non esisteva però una norma federale che imponesse alle case automobilistiche di vendere esclusivamente auto elettriche o ai consumatori di acquistarle. Eppure, come abbiamo visto, il segretario ai Trasporti Sean Duffy non ha fatto a meno di presentare la nuova iniziativa proprio come la fine di quello che ha definito un “mandato illegale”, sostenendo che le precedenti regole avrebbero costretto le case automobilistiche a produrre veicoli elettrici più costosi non richiesti dalle famiglie americane.

È una narrativa che accompagna da tempo la politica dell’amministrazione Trump sull’automotive e che si inserisce nell’ormai noto e più ampio arretramento delle norme federali sul clima e sull’inquinamento.

Negli ultimi mesi l’amministrazione Trump ha già indebolito altri strumenti federali utilizzati per monitorare, regolamentare e ridurre le emissioni dei veicoli. La nuova revisione degli standard CAFE si inserisce quindi in una linea politica precisa: rallentare la transizione verso veicoli più efficienti ed elettrici e ridurre gli obblighi ambientali imposti ai produttori. In tutto questo, il dato di fondo resta difficile da ignorare: negli Stati Uniti il trasporto su strada rappresenta la parte principale delle emissioni del settore trasporti, che da solo pesa per circa il 28% delle emissioni dirette di gas serra del Paese.

Ridurre l’efficienza richiesta alle nuove automobili significa quindi intervenire proprio su uno dei settori che più contribuiscono alla crisi climatica americana.

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