Questa start-up francese ha messo a punto un mini drone autonomo che dà la caccia alle zanzare al posto tuo

Pesa appena 40 grammi, pattuglia il giardino da solo e quando trova una zanzara fa una cosa piuttosto semplice: le corre dietro e la colpisce in volo. Si chiama Tornyol ed è il micro-drone sviluppato dall’omonima startup francese per trasformare la lotta alle zanzare in una piccola missione autonoma, senza spray, piastrine o sostanze chimiche sparse nell’ambiente.

L’idea ricorda inevitabilmente un robot aspirapolvere, solo che al posto delle briciole sul pavimento ci sono zanzare che volano. L’utente delimita l’area da proteggere sulla mappa della stazione di base, il drone decolla, pattuglia la zona, torna a ricaricarsi e poi riparte. Quando individua l’insetto giusto, lo intercetta direttamente con le eliche. La parte complicata, naturalmente, viene prima: trovare una zanzara in mezzo a tutto quello che vola, si muove e ondeggia in un giardino.

Un sonar riconosce il battito delle ali

Tornyol non si limita a cercare minuscoli puntini con una telecamera. Il sistema utilizza un sonar ultrasonico capace di sfruttare gli echi prodotti dagli insetti in volo.

Ogni specie ha infatti caratteristiche diverse nel battito delle ali. Frequenza e struttura armonica producono una sorta di firma che il sistema può analizzare per distinguere una zanzara da altri insetti, comprese api e altri impollinatori che sarebbe decisamente meglio lasciare ai propri affari.

La tecnologia sviluppata dalla startup nasce da un sistema chiamato LeSonar2, costruito con 380 microfoni, 32 emettitori ultrasonici da 40 kHz e un processore FPGA. Secondo Tornyol, il sonar riesce a ricostruire l’ambiente tridimensionale, rilevare movimenti estremamente piccoli e individuare bersagli fino a circa otto metri.

Sul drone destinato all’uso domestico tutto questo lavoro serve a una sequenza molto più facile da raccontare: rileva, identifica, insegue, colpisce. Per la zanzara è sostanzialmente Top Gun, solo molto più corto.

Torna alla base e riparte da solo

L’altro elemento interessante è l’autonomia del sistema. Tornyol descrive il prodotto come una combinazione tra micro-drone e base di ricarica pensata per lavorare senza che qualcuno debba pilotarlo con un radiocomando. Si imposta la zona da sorvegliare e il drone esegue le proprie pattuglie. Quando la batteria scende torna autonomamente alla base, si ricarica e riparte. L’obiettivo dell’azienda è mantenere una protezione continua dell’area, intervenendo quando viene rilevata la firma di una zanzara.

La dimensione ridotta serve anche a rendere il velivolo adatto agli spazi domestici. La startup lo presenta come silenzioso e sufficientemente leggero da poter operare vicino alle abitazioni; il progetto punta proprio sui piccoli droni “tinywhoop”, già molto diffusi nel mondo del volo FPV. I fondatori Alex Toussaint e Clovis Piedallu stanno lavorando rispettivamente sull’elaborazione dei segnali e sull’elettronica, e sui sistemi di controllo e intercettazione. La società è entrata nel programma Y Combinator nell’autunno 2025.

Dalla terrazza alla lotta contro le malattie trasmesse dalle zanzare

Il giardino di casa è soltanto la versione più immediata del progetto. Tornyol punta molto più in alto: utilizzare flotte di micro-droni anche su superfici maggiori, riducendo il ricorso alla disinfestazione chimica e ai sistemi fissi di cattura.

Secondo i calcoli della startup, una decina di droni potrebbe arrivare a operare su circa un chilometro quadrato. L’azienda ritiene che un sistema mobile possa avere un vantaggio evidente rispetto a una trappola: invece di aspettare che l’insetto raggiunga il dispositivo, è il dispositivo ad andare a cercare l’insetto.

La prospettiva interessa soprattutto per le aree in cui le zanzare sono vettori di malattie come malaria, dengue e West Nile. Nel suo manifesto, Tornyol lega infatti lo sviluppo della tecnologia alla possibilità di abbattere i costi del controllo delle popolazioni di zanzare e raccogliere, attraverso la stessa rete di rilevamento, informazioni sui loro movimenti e sulle aree di riproduzione. È un salto notevole rispetto alla classica serata estiva trascorsa a schiaffeggiarsi una caviglia.

Quando arriverà il drone anti-zanzare

Il progetto è ancora nella fase che precede la distribuzione su larga scala. Sul sito dell’azienda è possibile lasciare un deposito rimborsabile di 100 dollari per riservare il proprio posto, mentre Tornyol indica come obiettivo l’avvio delle spedizioni negli Stati Uniti nel 2027.

Nella presentazione pubblicata da Y Combinator, la startup parla di un servizio da circa 50 dollari al mese per il sistema domestico composto da drone e base. Per ora Tornyol sta quindi costruendo la macchina che dovrebbe fare qualcosa che l’umanità pratica da millenni con risultati alterni: trovare la zanzara prima che sia lei a trovare noi. Con 40 grammi di drone, un sonar e parecchi algoritmi, almeno la ciabatta può restare al suo posto.

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