Sotto una chiesa medievale nel Foggiano emergono i resti di 7-8 bambini di età inferiore a un anno

Sette o otto bambini, tutti morti prima di compiere un anno e alcuni quando avevano soltanto pochi mesi. I loro resti sono emersi durante gli scavi archeologici in corso a Siponto, frazione di Manfredonia, nel Foggiano, dentro una piccola sepoltura del cimitero medievale sorto nell’area dell’antico anfiteatro romano.

La scoperta risale agli ultimi giorni di settembre ed è stata resa nota da ArcheoSipontum, l’associazione che collabora alle attività di ricerca e divulgazione nel sito. Le ossa sono già state pulite e preparate per le analisi antropologiche; seguiranno indagini sul DNA e la datazione al carbonio 14. È da lì che potranno arrivare indicazioni più precise sull’età alla morte, sulla cronologia della sepoltura e, se il materiale genetico lo consentirà, anche su eventuali rapporti tra i piccoli.

Sotto il cimitero medievale c’è un anfiteatro romano

La sepoltura si trova nel cimitero sviluppato accanto a una chiesa medievale, costruita a sua volta sopra muri e ruderi dell’anfiteatro romano. Nel giro di pochi metri Siponto mette quindi una sopra l’altra parecchie delle sue vite: la città romana, quella medievale e le sue ultime fasi prima dello spopolamento.

Gli scavi sistematici sono condotti dal 2021 dalle Università di Foggia e Bari e hanno ormai interessato circa 5.000 metri quadrati. Come spiega l’Università di Foggia nella scheda dedicata al progetto, nell’area dell’anfiteatro sono già emerse diverse fasi di rioccupazione: abitazioni, fosse granarie, sepolture, un edificio di culto e il cimitero.

Il Ministero della Cultura riassume la storia indagata dal progetto in circa 1.500 anni, dalla fondazione della colonia romana fino al progressivo spopolamento della città nel XIV secolo a favore della vicina Manfredonia.

Secondo l’archeologo Giuliano Volpe, docente dell’Università di Bari e tra i responsabili delle ricerche, la nuova tomba appartiene proprio alle fasi più tarde di questo cimitero, tra XIII e XIV secolo. La cronologia, per ora, rimane comunque una prima attribuzione: sarà la datazione al carbonio 14 a precisarla.

Molte tombe di donne e bambini

Nel cimitero sono già emerse numerose sepolture femminili e infantili, comprese quelle di neonati. Per Volpe questa presenza testimonia l’alta mortalità infantile che accompagnava l’ultima fase di vita di Siponto.

La nuova scoperta aggiunge però un dettaglio diverso: qui i resti di sette o otto bambini molto piccoli si trovavano insieme nella stessa sepoltura. L’analisi antropologica dovrà ora stabilire con maggiore precisione quanti mesi avesse ciascuno di loro e potrà fornire informazioni sullo stato delle ossa e sulle condizioni di vita.

Pochi giorni prima gli scavi di Siponto avevano già restituito un’altra deposizione destinata inevitabilmente a colpire: una donna adulta con un bambino accolto dal braccio destro. Si tratta però di un altro settore della città, quello dell’antico quartiere portuale, dove è stato individuato un secondo cimitero medievale.

Nel resoconto dello scavo firmato dallo stesso Giuliano Volpe la donna viene stimata tra i 30 e i 40 anni e il bambino intorno ai 4-5. La posizione dei corpi suggerisce un legame stretto, ma non autorizza ancora a chiamarli madre e figlio: anche lì saranno le analisi a dire qualcosa di più.

È una distinzione piccola solo in apparenza. A Siponto, in poche settimane, sono riaffiorati due cimiteri e due pezzi diversi degli ultimi secoli della città.

Per i sette o otto bambini dell’anfiteatro, invece, al momento sappiamo molto meno. Erano tutti sotto l’anno di età, alcuni avevano pochi mesi e furono deposti insieme quando Siponto si avvicinava alla conclusione della sua lunga storia urbana. L’antropologia proverà ora a stabilire quanti mesi avessero; il carbonio 14 quando furono sepolti; il DNA, se conservato abbastanza bene, potrebbe raccontare se tra loro esistessero legami di parentela. Dopo sette secoli, per ora, bastano le ossa: piccolissime, e ancora piene di domande.

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