Cinque secondi per raggiungere la temperatura di utilizzo, un apparecchio grande quanto una mano e una produzione appena passata da 600 a 1.500 pezzi al mese. Héra è un piccolo dispositivo francese di crioterapia portatile pensato per dare sollievo durante le vampate di calore, soprattutto quelle legate alla menopausa.
L’idea è di Thaddée Caron, fondatore della startup Athana, che racconta di aver cominciato a lavorarci dopo aver visto sua madre Marina alle prese con le vampate senza trovare una soluzione pratica da usare nel momento in cui arrivavano. Da quel problema molto domestico è nato un oggetto che oggi viene assemblato in Francia, è arrivato nelle farmacie e nel 2026 ha conquistato anche una medaglia d’argento al Concours Lépine, come risulta dal palmarès ufficiale dell’edizione 2026.
Come funziona Héra
Il principio è piuttosto semplice. Si accende il dispositivo e si appoggia la superficie refrigerante su zone come viso, collo, nuca, décolleté o polsi. Secondo Athana, Héra raggiunge in circa cinque secondi la temperatura impostata e permette di scegliere tra due livelli di raffreddamento, 10 °C e 5 °C.
In sostanza, invece di cercare disperatamente un ventilatore, una finestra aperta o il reparto surgelati del supermercato, il freddo viene applicato direttamente sulla pelle quando arriva la vampata. Il dispositivo è ricaricabile tramite USB-C e può essere utilizzato più volte durante la giornata. Athana lo commercializza come apparecchio di comfort e benessere, non come dispositivo medico. Ed è una distinzione utile, soprattutto quando si passa dalle sensazioni ai numeri.
I primi dati arrivano da 100 donne
Nel 2024 l’azienda ha condotto uno studio d’uso interno su 100 donne in menopausa. Secondo i dati pubblicati da Athana nella storia del progetto, il 96% delle partecipanti si è dichiarato soddisfatto, mentre è stata osservata una riduzione media del 32% delle vampate.
Il dato più immediato riguarda però il freddo: Athana riferisce una diminuzione di 15 °C della temperatura cutanea nel punto di applicazione dopo cinque secondi. Sono risultati interessanti, con un limite piuttosto chiaro: arrivano da una valutazione interna dell’azienda e non equivalgono ancora a una dimostrazione clinica dell’efficacia di Héra. Athana stessa lo precisa e ha avviato un percorso di ricerca dedicato proprio a verificare meglio gli effetti del dispositivo.
Ora arriva lo studio clinico
La nuova investigazione clinica su Héra sarà condotta all’Institut Rafaël sotto la responsabilità scientifica dell’oncologo Alain Toledano. Il protocollo prevede 50 adulti, seguiti per tre mesi, con vampate considerate fastidiose e in terapia ormonale da almeno sei mesi. I partecipanti dovranno annotare frequenza e intensità degli episodi in un diario e compilare questionari utilizzati nella ricerca per valutare anche impatto sulla vita quotidiana, qualità del sonno e qualità della vita.
Per ora, però, siamo ancora prima del primo partecipante. Il protocollo è stato sottoposto al Comité de protection des personnes e all’agenzia francese ANSM, ma le inclusioni non sono ancora iniziate e non esistono risultati clinici. Niente bocciatura preventiva, quindi, e nemmeno promozione con lode anticipata: il dispositivo produce freddo rapidamente e lo studio interno ha dato segnali incoraggianti. Quanto questo riesca a incidere sulle vampate in condizioni controllate sarà il passaggio successivo.
Da 600 a 1.500 Héra al mese
Nel frattempo il prodotto è già entrato in una fase decisamente meno sperimentale dal punto di vista industriale. Il 18 settembre Athana e AMIPI Industrie hanno inaugurato a Cholet, nella Francia occidentale, una nuova linea produttiva dedicata a Héra. La capacità è così passata da 600 a 1.500 apparecchi al mese.
C’è anche un altro pezzo interessante della storia. Héra viene assemblato e confezionato nella cosiddetta usine apprenante et inclusive di AMIPI, dove lavorano anche persone con disabilità cognitive. Per inserire il dispositivo nella linea, le diverse fasi di assemblaggio sono state scomposte e adattate affinché il lavoro potesse diventare anche uno strumento per sviluppare precisione, destrezza e capacità di memorizzazione. Per la nuova attività sono state create tre postazioni specifiche.
È un bel salto per un oggetto nato da una vampata di calore osservata in famiglia. La produzione corre già a 1.500 pezzi al mese; per capire quanto quei cinque secondi di freddo riescano a fare la differenza sulle vampate, invece, bisognerà aspettare che cominci lo studio.