A Vineland, nel New Jersey, Stati Uniti, 62 generatori a gas hanno lavorato per mesi accanto a un data center destinato ai carichi dell’intelligenza artificiale. Tutti senza i permessi ambientali richiesti. Quando gli ispettori statali li hanno trovati, il 29 luglio 2026, la flotta aveva già accumulato complessivamente oltre 46mila ore di funzionamento. Una stima elaborata sui dati tecnici degli impianti dalla ricercatrice della Rutgers University Xiaomeng Jin arriva a circa 140 tonnellate di ossidi di azoto, i NOx.
Il 22 settembre il Dipartimento per la protezione ambientale del New Jersey ha multato DataOne per 1,07 milioni di dollari per aver installato e utilizzato i generatori senza le autorizzazioni previste dalla legge statale sull’inquinamento atmosferico.
Il collegamento con l’intelligenza artificiale passa da Nebius. Il sito è di proprietà e gestito da DataOne, mentre Nebius utilizza la struttura per installare e gestire server e GPU. E proprio da Vineland la società fornisce a Microsoft capacità GPU dedicata attraverso un accordo quinquennale che, secondo la documentazione depositata alla Securities and Exchange Commission statunitense, può valere circa 17,4 miliardi di dollari fino al 2031. Quasi 123 megawatt di generatori a gas. Sul fronte delle autorizzazioni, invece, zero.
I primi generatori erano accesi dall’ottobre 2025
Ogni generatore aveva una potenza di 1.982 kW. In New Jersey il permesso preventivo e il certificato operativo sono richiesti già per apparecchi da 37 kW in su, come precisa lo stesso dipartimento ambientale nel provvedimento contro DataOne.
L’ispezione del 29 luglio, però, arriva parecchio dopo l’accensione delle prime macchine. Secondo la ricostruzione contenuta in una lettera inviata successivamente da DataOne alle autorità, i generatori avevano cominciato ad arrivare nel luglio 2025. Sedici erano entrati in funzione nell’ottobre 2025, altri sedici all’inizio di febbraio. A giugno 2026 erano accesi tutti e 62.
Il dipartimento ambientale sostiene che durante una precedente visita, nel dicembre 2025, i generatori non fossero stati osservati. Nel frattempo, a Vineland qualcuno li sentiva eccome.
Tiffany Leone-Vespa, che vive a circa un miglio dal data center, ha descritto il rumore come quello di un aereo dietro casa. Nei registri della contea risultano inoltre oltre cento segnalazioni per rumore presentate da marzo, molte delle quali indicavano proprio i generatori come possibile fonte. Poi sono arrivati gli ispettori. Dopo più di 46mila ore complessive.
Le 140 tonnellate di NOx sono una stima
Le 140 tonnellate di NOx non sono state misurate da una centralina rimasta accesa accanto al data center per quasi un anno. La stima è stata elaborata da Xiaomeng Jin, docente del Dipartimento di Scienze ambientali della Rutgers University, analizzando i dati tecnici relativi ai generatori e al loro funzionamento ottenuti attraverso documenti pubblici. Jin si occupa di chimica atmosferica, modellistica della qualità dell’aria e telerilevamento.
Parliamo quindi di una stima tecnica delle emissioni, con l’incertezza che accompagna necessariamente questo tipo di ricostruzione. Il numero serve anche a evitare un altro equivoco: non significa che 140 tonnellate di NOx siano state misurate direttamente nell’aria respirata dai residenti.
Jin e Bruce Buckheit, ex responsabile della divisione dell’EPA che si occupava dell’applicazione delle norme sull’inquinamento atmosferico, hanno calcolato anche cosa potrebbe produrre la flotta se utilizzata a pieno regime: oltre 1.500 tonnellate di NOx in un anno. Anche questo è un valore potenziale, non la quantità effettivamente rilasciata. Sono due numeri diversi. Uno prova a ricostruire ciò che è già avvenuto; l’altro descrive ciò che quelle 62 macchine sarebbero capaci di emettere lavorando a pieno utilizzo.
I NOx escono dal recinto del data center
Gli ossidi di azoto vengono prodotti durante la combustione dei carburanti e contribuiscono alla formazione dell’ozono a livello del suolo e del particolato secondario.
Secondo l’Environmental Protection Agency statunitense, respirare concentrazioni elevate di biossido di azoto può irritare le vie respiratorie e aggravare soprattutto l’asma, aumentando sintomi come tosse, respiro sibilante e difficoltà respiratorie. Le esposizioni più lunghe possono inoltre contribuire allo sviluppo dell’asma e aumentare la vulnerabilità alle infezioni respiratorie.
I generatori a gas, ricorda anche il dipartimento ambientale del New Jersey, producono inoltre anidride carbonica, monossido di carbonio e altri inquinanti legati alla combustione.
DataOne contesta la conclusione delle autorità secondo cui quei generatori avessero bisogno dei permessi, ma ha annunciato che presenterà le richieste necessarie.
La soluzione definitiva dovrebbe arrivare dalle celle a combustibile
I generatori avrebbero dovuto rappresentare una soluzione temporanea. Per l’alimentazione stabile del sito, Nebius indica infatti un sistema di produzione elettrica fuori rete basato sulle celle a combustibile di Bloom Energy.
Nella pagina ufficiale dedicata al progetto di Vineland, Nebius presenta le fuel cell come la futura fonte di energia del complesso: produzione sul posto attraverso un processo elettrochimico, senza la combustione utilizzata dai generatori e con un impatto acustico inferiore.
È la soluzione promessa per il funzionamento permanente del data center. Quando gli ispettori sono arrivati, però, i 62 generatori a gas avevano già accumulato oltre 46mila ore di funzionamento.