Si porta dietro l’auto quasi come una roulotte, poi una volta arrivata si apre fino a diventare una piccola casa a forma di A. Il Camping House progettato dallo studio statunitense Atelier Lune prende qualcosa dalla tenda e qualcosa dalle tiny house: viaggia compatto, si dispiega sul posto e dentro trova spazio anche per cucina, bagno, zona notte e produzione di energia.
Il meccanismo è forse la parte più interessante. Arrivata a destinazione, la struttura viene stabilizzata, si sbloccano le cerniere e l’involucro si apre a ventaglio, recuperando il volume che durante il viaggio era stato ripiegato. Secondo Atelier Lune, servono poche ore per passare dalla configurazione da trasporto a quella abitabile. In pratica, una tenda per chi alla frase “dormire nella natura” vuole aggiungere una cucina vera, un bagno e possibilmente anche un tetto che produca elettricità.
Si apre come una tenda e dentro diventa una piccola casa
Camping House è organizzata attraverso tre moduli che i progettisti chiamano Ports. Il Residential Port ospita gli spazi per vivere e dormire, con mobili trasformabili che permettono di cambiare configurazione durante la giornata. Il Utility Port concentra invece cucina e bagno. Poi c’è l’Extended Port, che può essere aggiunto per guadagnare spazio e ricavare un piccolo studio, una zona per gli ospiti oppure un deposito. Il sistema può quindi crescere a seconda delle necessità senza dover trascinare fin dall’inizio una casa più grande.
Anche gli arredi partecipano al gioco del trasformismo: il letto può essere richiuso, gli spazi cambiano funzione e sopra la zona principale trova posto anche una mezzanina. Le grandi aperture portano luce all’interno e la classica copertura spiovente delle A-frame crea più altezza proprio nel centro dell’abitazione.
Per sistemarla sul terreno non sono previste fondazioni permanenti. La casa utilizza un sistema di ancoraggio reversibile, pensato per ridurre gli interventi sul suolo e permettere alla struttura di essere rimossa e trasferita altrove. Arrivi, apri casa, rimani quanto serve e poi richiudi tutto. Un trasloco che, almeno sulla carta, richiede decisamente meno scatoloni.
Fotovoltaico sul tetto, batterie e acqua piovana
La possibilità di spostarsi lontano dalle reti tradizionali è una parte centrale del progetto. Sul tetto sono previsti pannelli fotovoltaici integrati, collegati a batterie per accumulare l’elettricità prodotta. A questi si aggiunge un sistema per la raccolta dell’acqua piovana.
Anche la ventilazione cerca di sfruttare il meno possibile gli impianti meccanici. Le aperture favoriscono la circolazione trasversale dell’aria, mentre una camino solare sfrutta il riscaldamento dell’aria per spingerla verso l’alto e favorirne l’espulsione. In estate le sporgenze del tetto e la membrana esterna servono a creare ombra.
Atelier Lune ha pensato la casa anche per condizioni meno da cartolina. Per l’inverno sono previsti pannelli isolanti, pavimenti coibentati, giunti sigillati e strutture progettate per limitare i ponti termici.
Sul fronte dei materiali, la struttura portante utilizza alluminio riciclabile, mentre il progetto comprende isolamento di origine biologica, membrane tessili riparabili e rivestimenti esterni sostituibili. L’idea è rendere riparabili singole parti senza dover intervenire sull’intera struttura.
Non serve soltanto per andare in vacanza
Una casa pieghevole trainabile fa pensare abbastanza rapidamente a una radura, qualche albero e una settimana trascorsa lontano da tutto. Atelier Lune guarda però anche ad applicazioni decisamente più pratiche.
Il Camping House è stato pensato per il lavoro da remoto, gli spostamenti stagionali e l’ecoturismo, ma anche come possibile alloggio temporaneo nelle emergenze. Dopo incendi, alluvioni o situazioni di carenza abitativa, più unità potrebbero essere trasportate sul posto e utilizzate per creare piccoli insediamenti con camere, cucine e bagni, per poi essere trasferite quando non servono più.
La modularità permette inoltre di affiancare diverse unità e adattare la configurazione al numero di persone e alla funzione richiesta. Una caratteristica che rende l’idea più interessante della semplice tiny house da parcheggiare nel bosco per il fine settimana. Il progetto si è già fatto notare nel mondo dell’architettura e del design: Camping House è stato finalista agli Architizer A+Awards 2026 nella sezione dedicata alla sostenibilità e ha ricevuto il Red Dot Design Award 2026 nella categoria Design Concept.
Ed è proprio questa ultima parola a mettere il Camping House, almeno per ora, nel garage dei desideri: si tratta ancora di un concept. Atelier Lune non ha annunciato un prezzo né una data di commercializzazione. La casa sa già come dovrebbe piegarsi, produrre energia, raccogliere acqua e viaggiare dietro un’auto. Adesso le manca giusto la possibilità di comprarla.