Queste tapparelle fotovoltaiche producono elettricità mentre mantengono fresca la casa (e lontana da occhi indiscretI)

Ventuno persiane sulla facciata sud, circa 500 watt di picco ciascuna. In un condominio di 11 appartamenti a Schlatt, in Svizzera, sono bastate per portare la potenza fotovoltaica complessiva dell’edificio da 31 a circa 41 kWp. Il produttore stima per l’intero impianto, tetto compreso, una produzione di circa 38.500 kWh l’anno. La particolarità sta tutta nel posto in cui sono finite quelle celle solari: davanti alle finestre.

Si chiamano SolarSlide e sono persiane scorrevoli fotovoltaiche sviluppate da EHRET insieme al Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems ISE. Scorrono davanti alle vetrate, fanno ombra come una normale schermatura esterna e, mentre prendono il sole che vogliamo tenere fuori casa, producono elettricità. Una doppia funzione piuttosto elementare da spiegare. Meno da costruire.

Il pannello solare scorre davanti alla finestra

Ogni anta integra celle fotovoltaiche monocristalline all’interno di moduli vetro-vetro colorati. La struttura delle celle viene nascosta quasi completamente, quindi osservando la facciata non si ha necessariamente l’impressione di aver appeso un pannello fotovoltaico verticale davanti al soggiorno.

Le persiane possono arrivare fino a 1,5 metri di larghezza e 2,8 metri di altezza, essere azionate manualmente oppure con un motore e vengono proposte in otto colori standard, oltre alle tonalità personalizzate.

C’è però un prezzo energetico anche per l’estetica. Nella scheda tecnica di SolarSlide EHRET indica un’efficienza massima fino al 22%, mentre la colorazione può ridurre ulteriormente la potenza: circa il 3% per l’antracite, il 5% per il blu e fino al 18-20% per oro e terracotta. Il sole, evidentemente, non si lascia convincere del tutto dalla palette dell’architetto.

Una precisazione serve anche sul funzionamento. Le persiane non producono elettricità sfruttando il calore che accumulano sotto il sole. Sono celle fotovoltaiche: trasformano la radiazione solare in corrente elettrica. La schermatura della finestra svolge contemporaneamente un altro lavoro, limitando l’irraggiamento diretto attraverso il vetro e quindi il surriscaldamento degli ambienti.

SolarSlide e SolarSlide Pro

Il sistema viene proposto in due versioni. SolarSlide può essere collegato all’impianto fotovoltaico dell’edificio, utilizzando inverter ed eventuali sistemi di accumulo esterni. È la soluzione pensata soprattutto per facciate più estese e progetti in cui le persiane entrano in un impianto energetico più grande.

SolarSlide Pro integra invece un microinverter direttamente nell’anta e viene presentato dal produttore come una soluzione plug-and-play collegabile alla rete a 230 volt. La documentazione tecnica indica configurazioni con immissione fino a 800 W.

Questo non trasforma, però, ogni persiana in una piccola batteria. Il microinverter converte la corrente continua prodotta dalle celle in corrente alternata utilizzabile dall’impianto elettrico; per conservare l’energia per le ore successive serve comunque un sistema di accumulo.

E il “plug-and-play” va letto con un minimo di attenzione anche in Italia. ARERA prevede procedure semplificate per gli impianti di produzione sotto gli 800 W, ma requisiti tecnici e modalità di collegamento devono rispettare la normativa nazionale e la CEI 0-21. Insomma, non significa necessariamente scegliere una presa libera dietro al divano e considerare concluso l’impianto.

Quando il tetto non basta, resta la facciata

Il primo impiego su larga scala raccontato da EHRET è interessante proprio per questo. Nel complesso residenziale di Schlatt erano già presenti 167,9 metri quadrati di fotovoltaico sul tetto, per una potenza di 31 kWp. La superficie disponibile non bastava però per raggiungere gli obiettivi energetici previsti dal progetto.

Sono quindi arrivate 21 persiane fotovoltaiche sulla facciata sud, ciascuna con circa tre metri quadrati di modulo e una potenza intorno ai 500 Wp. La potenza totale è salita a circa 41 kWp.

È probabilmente questo l’aspetto più interessante delle persiane fotovoltaiche. Tetti piccoli, già occupati, ombreggiati oppure semplicemente insufficienti non sono l’unica superficie di un edificio che riceve luce solare. Finestre e facciate possono aggiungere spazio produttivo senza chiedere al fabbricato di ospitare un elemento completamente nuovo: la schermatura solare, in molti casi, servirebbe comunque.

Naturalmente una facciata verticale non produce per magia. La stessa documentazione del produttore precisa che la resa dipende dall’orientamento, dall’azimut, dalla posizione dell’anta e dalle ombre. A questi fattori si aggiungono dimensioni, colore scelto e caratteristiche dell’edificio. Una persiana esposta male resta una persiana esposta male, anche dopo averle regalato delle celle solari. C’è poi il peso: circa 22,6 chilogrammi al metro quadrato, esclusi alcuni componenti. Installazione e struttura devono quindi essere progettate, non improvvisate.

E manca ancora un numero piuttosto utile per capire quanto questa soluzione possa diffondersi nelle abitazioni: il prezzo. Sul sito del produttore non compare un listino pubblico. Tra moduli fotovoltaici su misura, vetro, guide, microinverter, struttura e installazione, sarà proprio il costo a decidere quante di queste persiane finiranno davvero davanti alle finestre. Il tetto resta la superficie più ovvia da guardare quando si parla di fotovoltaico. SolarSlide aggiunge però un posto che passava già parecchie ore sotto il sole a fare soltanto ombra. Ora almeno può lavorare due volte. Il conto economico, per il momento, resta dietro la persiana.

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