Come si costruisce una bicicletta a energia solare? Può percorrere 1.300 km con soli 200 W di pannelli solari

Due pannelli da 100 W fissati sopra il portapacchi anteriore, un motore centrale da 250 W e due batterie da 36 V. Con questa configurazione Shawn Ryan ha percorso circa 1.300 chilometri in Francia durante il Sun Trip 2026, affrontando anche i grandi passi alpini. La bici, completamente carica di attrezzatura da campeggio e materiale fotografico, pesava 61 chili. La parte meno romantica del viaggio è che il sole non ha fatto proprio tutto: nell’intero percorso Ryan ha dovuto collegarsi due volte alla rete elettrica.

Il risultato resta piuttosto interessante, soprattutto perché quella che Ryan descrive nel resoconto completo della costruzione della sua bici solare nasce da un normale cargo bike Omnium modificato in poche settimane. Il Sun Trip Auvergne-Rhône-Alpes 2026, partito da Lione il 22 giugno e terminato ad Albertville il 4 luglio, ha portato 33 partecipanti di sei Paesi lungo un percorso ufficiale di circa 1.400 chilometri, con tappe sul Galibier e sull’Iseran. Ryan ne ha percorsi circa 1.300 con il suo prototipo.

Tre pannelli erano troppi, quindi ne ha lasciati due

Il progetto iniziale prevedeva tre pannelli solari da 100 W montati sul pianale anteriore, per una potenza nominale complessiva di 300 W. Sulla carta sembrava meglio. Sulla strada un po’ meno: durante i test la bici era diventata troppo lunga e scomoda da manovrare, soprattutto nel traffico e negli spazi stretti.

Ryan ha quindi lasciato fissi soltanto due pannelli, per 200 W, portando con sé il terzo. Durante le soste lo tirava fuori, lo orientava verso il sole e lo utilizzava come caricatore aggiuntivo. Più superficie fotovoltaica aiuta, insomma, fino al momento in cui bisogna anche riuscire a girare l’angolo.

Il cargo bike si prestava bene all’esperimento proprio per il grande pianale anteriore. Ryan sottolinea però che non serve necessariamente quel modello: una bici robusta può funzionare, purché esista un sistema sicuro per fissare i pannelli. Un rimorchio offre ancora più superficie disponibile, pagando qualcosa in ingombro e maneggevolezza.

Come arriva l’energia solare alla batteria

La parte elettrica è più semplice di quanto suggerisca l’aspetto della bici. Ryan ha evitato la catena pannello-inverter-caricabatterie, che comporterebbe diverse conversioni e componenti aggiuntivi. Il suo schema è molto più corto: pannelli solari, regolatore MPPT boost, batteria.

Il componente utilizzato è un Genasun GVB-8 da 41,7 V, progettato per aumentare la tensione proveniente dai pannelli e adattarla alla ricarica di batterie al litio da 36 V. Il motore è invece un Tongsheng TSDZ2B centrale da 250 W. Durante la marcia i pannelli alimentano il sistema mentre il motore preleva energia dalla batteria. Se producono meno di quanto serve in quel momento, la batteria fornisce la differenza; quando la richiesta scende, l’energia disponibile può tornare a caricarla.

Qui però finisce la parte da bricolage allegro. Ryan raccomanda di verificare prima con il produttore che la batteria possa essere caricata attraverso il collegamento scelto e, soprattutto, che il sistema consenta la ricarica mentre il motore è in funzione. Non tutti i sistemi integrati lo permettono. Anche protezioni e fusibili devono essere dimensionati correttamente. Collegare un pannello a una batteria per e-bike a caso resta un ottimo sistema per trasformare una gita domenicale in qualcosa di parecchio meno rilassante.

I 200 W diventavano 70-100 W mentre pedalava

La potenza scritta sul pannello e quella disponibile in movimento sono due cose diverse. I 200 W nominali montati sulla bici producevano generalmente tra 70 e 100 W durante la marcia, a seconda del meteo e della posizione del sole. Quando Ryan si fermava e disponeva anche il terzo pannello nella direzione migliore, la produzione tipica saliva a circa 150 W.

Il test più interessante è arrivato durante una giornata da circa 130 chilometri su terreno molto collinare. Ryan ha azzerato il misuratore collegato all’uscita del regolatore MPPT prima di partire: a fine tappa aveva registrato 985 Wh di energia solare immessa nel sistema, pari a circa 7,58 Wh per chilometro.

La batteria era piena al mattino e, dopo un’ultima ricarica solare serale, era tornata praticamente allo stesso livello. Nel frattempo il cargo bike da 61 chili aveva viaggiato a una media di 21-22 km/h. Il sole quindi non spingeva da solo un motore da 250 W: alleggeriva continuamente il lavoro della batteria, mentre Ryan continuava naturalmente a pedalare. È la somma di quelle decine di watt raccolte per ore a fare la differenza.

A 41 °C anche la batteria ha detto basta

Il margine, comunque, era ridotto. Ryan stesso considera 200 W vicini al minimo necessario per affrontare distanze e dislivelli simili. In alcune giornate le batterie non riuscivano a recuperare completamente l’energia consumata e per due volte, nei circa 1.300 chilometri complessivi, è servita una presa elettrica.

Poi è arrivata l’ondata di caldo. Con temperature intorno ai 41 °C, una delle batterie ha assorbito abbastanza calore da far intervenire il sistema di gestione interno, che ha temporaneamente bloccato la ricarica per proteggere le celle. Il viaggio ha quindi mostrato anche un limite abbastanza concreto della mobilità solare: tanto sole aiuta i pannelli, troppo caldo può cominciare a creare problemi al resto dell’elettronica.

Ryan vuole ora alleggerire bici e bagaglio di circa dieci chili, utilizzare pannelli più efficienti e leggeri, migliorare il raffreddamento del motore e sistemare meglio aerodinamica e bagagli. Il Sun Trip sta già preparando per il 2028 una nuova traversata tra Lione e Guangzhou, in Cina. La distanza sarà di tutt’altra scala.

Per il prototipo delle Alpi, intanto, la prova più interessante è già arrivata: 200 W fissati davanti a una bicicletta non sostituiscono una batteria né cancellano salite, nuvole e caldo. Possono però raccogliere abbastanza energia, ora dopo ora, da portare un cargo bike pesante molto più lontano dalla presa di corrente. Due volte, su 1.300 chilometri, la presa ha comunque avuto l’ultima parola.

Leggi tutto