Ancora un altro furto in terra francese. Nelle sale del Centro d’arte contemporanea di Issoire, in Alvernia, si è infatti consumato uno dei colpi più surreali e bizzarri della storia recente. Nella notte tra il 4 e il 5 ottobre, i ladri sono riusciti a trafugare L’Apocalypse, un monumentale libro d’artista – fra i più preziosi al mondo – commissionato nel 1958 dall’editore Joseph Forêt e ispirato al testo di San Giovanni. L’aspetto più incredibile della vicenda risiede nella logistica del furto: l’opera pesa complessivamente 210 chilogrammi, dei quali ben 150 appartengono alla sola e mastodontica copertina in bronzo realizzata da Salvador Dalí, impreziosita con inserti in oro, pietre preziose e conchiglie.
Spostare un simile colosso richiede un’operazione complessa, ben lontana dal classico furto di piccoli dipinti o oggetti tascabili. La procura di Clermont-Ferrand e la gendarmerie locale hanno aperto un’inchiesta per far luce sulle modalità e sui responsabili di un’azione che il sindaco di Issoire, Bertrand Barraud, ha definito un danno inestimabile. L’estrema unicità del volume, caratterizzato da dimensioni imponenti e da una riconoscibilità totale, rende peraltro altamente improbabile una sua ricomparsa sul mercato ufficiale dell’arte.

La storia travagliata del capolavoro e la disperazione del collezionista Christian Karoutzos
Il valore inestimabile del volume non risiede soltanto nei materiali preziosi della copertina, ma anche nella straordinaria squadra di grandi artisti e intellettuali del Novecento radunata da Joseph Forêt. All’impresa artistica parteciparono infatti scrittori del calibro di Jean Cocteau, Emil Cioran, Jean Giono ed Ernst Jünger, affiancati da pittori e scultori come Georges Mathieu, Bernard Buffet, Leonor Fini, Léonard Foujita, Pierre-Yves Trémois e Ossip Zadkine, ciascuno autore di tre opere interne su pergamena. Dopo aver viaggiato in oltre 150 mostre internazionali negli anni Sessanta e aver vissuto peripezie tra Svizzera e Giappone, l’opera era stata acquistata nel 2003 per 2 milioni di franchi, pari a oltre 300.000 euro, da Christian Karoutzos, amministratore delegato di un’azienda di restauro.
Il collezionista, che aveva impiegato ben 10 anni di lavoro incessante sette giorni su sette per pagare l’acquisto e che aveva deciso di esporre finalmente il capolavoro al pubblico nel suo museo aziendale inaugurato dieci anni fa, ha commentato la perdita con parole durissime rilasciate alla stampa locale. Sotto shock per il furto del volume che custodiva da oltre vent’anni, Christian Karoutzos ha dichiarato che questa notte è stata assassinata la Francia e il patrimonio culturale nazionale, lasciando aperta l’inquietante questione di come un oggetto così pesante e celebre sia potuto svanire nel nulla.
