Roma Capitale ha messo a disposizione 583.600 euro per acquistare pannelli fotovoltaici da concedere in comodato d’uso gratuito. La prima fase è già aperta: fino al 3 novembre comunità energetiche, condomìni, gruppi di autoconsumatori e altri soggetti interessati possono segnalare quanti moduli servirebbero e dove potrebbero essere installati.
Quasi contemporaneamente la Lombardia ha finanziato due progetti pilota negli edifici Aler di Stezzano, in provincia di Bergamo, e Caronno Pertusella, nel Varesotto. Qui l’obiettivo è sperimentare fotovoltaico, autoconsumo collettivo e comunità energetiche direttamente nelle case popolari, per verificare quanto possano incidere sulle spese energetiche degli inquilini.
Chi può partecipare a Roma
L’avviso pubblicato da Roma Capitale serve innanzitutto a misurare la domanda potenziale. Possono partecipare Comunità energetiche rinnovabili, comprese quelle solidali, condomìni, gruppi di autoconsumatori collettivi, persone fisiche e giuridiche, enti del Terzo settore, cooperative, piccole e medie imprese e realtà impegnate nel contrasto alla povertà energetica e nell’inclusione sociale.
Chi aderisce deve indicare l’ubicazione della superficie disponibile, una stima della potenza che potrebbe essere installata e il numero di moduli richiesti. Gli impianti presi come riferimento hanno una taglia indicativa compresa tra 1 e 100 kWp.
Il Campidoglio userà queste informazioni per capire quanti pannelli acquistare, quali caratteristiche dovranno avere e come si distribuisce la domanda sul territorio. Prima si contano, quindi, tetti, superfici e moduli richiesti; sulla base di questa ricognizione potrà essere costruita la fase successiva. Partecipare adesso non equivale ancora a ottenere i pannelli e non assegna una priorità automatica. La manifestazione di interesse è il passaggio che precede l’eventuale procedura di concessione vera e propria.
Il comodato previsto dura 20 anni
Se l’iniziativa arriverà alla fase successiva, Roma prevede, salvo diverse determinazioni, di concedere i moduli fotovoltaici in comodato d’uso gratuito per 20 anni.
La ricognizione servirà anche a capire quali superfici presentano vincoli urbanistici, edilizi, paesaggistici o storico-artistici. Un dettaglio tutt’altro che secondario a Roma: in alcune zone potrebbero essere necessari moduli con caratteristiche cromatiche o di integrazione architettonica compatibili con le prescrizioni della Soprintendenza.
Il finanziamento arriva dalle risorse assegnate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica alle città coinvolte nella Missione europea “Climate-Neutral and Smart Cities”, della quale Roma fa parte dal 2022.
Il comodato riguarda i moduli fotovoltaici. Inverter, strutture, cablaggi, eventuali batterie, installazione e altri costi necessari per realizzare e mettere in esercizio l’impianto resterebbero invece a carico del beneficiario. È quindi un aiuto sul costo di una delle componenti principali dell’impianto, senza trasformarsi in un fotovoltaico completo chiavi in mano.
In Lombardia il fotovoltaico entra nelle case Aler
In Lombardia la sperimentazione è già concentrata su due complessi di edilizia residenziale pubblica. La Regione ha stanziato complessivamente 125.000 euro: 100.000 euro serviranno a cofinanziare fino al 40% la progettazione e la realizzazione degli impianti fotovoltaici, mentre altri 25.000 euro finanzieranno attività di informazione, formazione e supporto tecnico.
I due interventi saranno realizzati a Stezzano e Caronno Pertusella. Il primo sarà seguito da Aler Bergamo-Lecco-Sondrio, il secondo da Aler Varese-Como-Monza Brianza-Busto Arsizio. A Stezzano il lavoro era già cominciato nei mesi scorsi: Aler aveva pubblicato a febbraio una manifestazione di interesse per individuare una comunità energetica a cui aderire come socio produttore e consumatore per gli edifici di via Pino Zanchi.
Anche Caronno Pertusella sta già lavorando alla propria Comunità energetica rinnovabile, con l’obiettivo di coinvolgere cittadini, attività economiche, enti locali e imprese nella produzione e condivisione di energia da fonti rinnovabili.
Nei due progetti Aler gli impianti serviranno a sperimentare forme di autoconsumo collettivo condominiale e il collegamento alle comunità energetiche. Gli inquilini potranno così beneficiare dell’energia prodotta localmente e dei meccanismi economici previsti per l’energia condivisa. Il GSE prevede infatti per le comunità energetiche e i gruppi di autoconsumatori una tariffa incentivante sull’energia condivisa e un contributo per la valorizzazione dell’energia autoconsumata.
La Lombardia vuole usare i due edifici anche come banco di prova: insieme agli interventi partirà una ricognizione del patrimonio Aler per individuare altri immobili adatti a ospitare pannelli solari e configurazioni di autoconsumo. Roma parte dalla domanda e cerca superfici e futuri beneficiari; la Lombardia mette alla prova il modello direttamente nelle case popolari. Due strade diverse per portare il fotovoltaico anche dove il costo iniziale dell’impianto può essere l’ostacolo più difficile da superare.