La vicenda umana e giudiziaria di Maricarmen Abascal si è conclusa tragicamente all’ospedale Gregorio Marañón di Madrid, dove l’anziana ottantasettenne era ricoverata dallo scorso 23 settembre. Una data che coincide con il giorno del suo sfratto coatto, eseguito in diretta televisiva da un appartamento nel quartiere del Retiro in cui aveva vissuto per circa 70 anni. Portata via in barella dagli agenti in assetto antisommossa tra la folla inferocita, l’inquilina non ha retto all’impatto emotivo e fisico della crisi abitativa, spegnendosi senza essere riuscita a rientrare nella propria dimora nonostante un accordo raggiunto in extremis dai legali.
Lamentamos comunicar que en el día de hoy ha fallecido Maricarmen.
“Un día aquí en Madrid, nos fuimos a juntar a defender las casas que nos quieren robar.
Maricarmen no estás sola, nada nos detendrá.
El Sindicato es familia, lo vamos a luchar.” pic.twitter.com/jjFLmrIshx— Sindicato de Inquilinas e Inquilinos de Madrid (@InquilinatoMad) October 7, 2026
La casa in questione era stata presa in affitto originariamente dal padre nel 1956, e la donna vi era rimasta anche dopo la morte dei genitori, pagando regolarmente un canone mensile di 500 euro. Nel 2020, tuttavia, l’edificio è stato acquistato dalla società Urbagestión Desarrollo e Inversión, dando inizio a una battaglia legale culminata con la decisione della Corte Suprema e la moltiplicazione della spesa fino a 2.650 euro al mese. Una cifra del tutto insostenibile per la pensione di una persona sola, affetta da una disabilità riconosciuta del 50%, che ha trasformato un contratto di lungo corso in un incubo giudiziario.
Gracias por todo el amor. Maricarmen estaría muy emocionada pic.twitter.com/nECQOKuNLu
— Sindicato de Inquilinas e Inquilinos de Madrid (@InquilinatoMad) October 7, 2026
L’esplosione della rabbia sociale e lo sciopero generale fissato per l’undici novembre
La drammatica uscita in barella di Maricarmen Abascal è diventata immediatamente il detonatore di una protesta dirompente, capace di radunare migliaia di indignados nella Puerta del Sol e di dare vita al movimento del popolo delle chiavi. Con lo slogan gridato in tutto il Paese secondo cui “todos somos Maricarmen”, i cittadini hanno risposto a un’emergenza che non riguarda più soltanto le fasce più deboli, ma anche chi lavora e non riesce a sostenere l’aumento vertiginoso del caro affitti. La pressione della piazza ha costretto l’esecutivo guidato da Pedro Sánchez a varare decreti d’urgenza e, a fronte delle profonde spaccature politiche, a decretare lo scioglimento delle camere con la convocazione di elezioni anticipate fissate per il 29 novembre.
Lo que hace un mes era inimaginable, hoy lo hemos conseguido.
Aprobamos en el Consejo de Ministros todas las medidas del Decreto Maricarmen que dará alivio a más de 5 millones de personas:
– Prórroga ampliada hasta 31 diciembre 2028.
– Subidas del 0% en los contratos por encima…— Mónica García (@Monica_Garcia_G) September 29, 2026
La scomparsa della donna ha ulteriormente polarizzato il clima politico e sociale, spingendo le principali organizzazioni sindacali a confermare uno sciopero generale di 24 ore per l’11 novembre, un appuntamento di mobilitazione congiunta che non si vedeva dal 2012. Le piazze spagnole torneranno a riempirsi per chiedere interventi strutturali contro la speculazione immobiliare e salari dignitosi, trasformando l’eredità morale di Maricarmen Abascal nel simbolo indelebile di una generazione che rifiuta di essere sfrattata dal proprio futuro.