Nel 2027 un triciclo elettrico lungo poco più di due metri dovrebbe arrivare direttamente a casa dentro un kit. Due giorni di montaggio, poi si pedala. È il nuovo Vhélio di serie, evoluzione del progetto open source nato in Francia per mettere insieme capacità di carico da cargo bike, posizione reclinata e assistenza elettrica. L’associazione Vélo Solaire Pour Tous lo presenta come un veicolo ordinabile online, consegnato a domicilio e abbastanza semplice da assemblare da essere paragonato a un grande gioco di costruzioni.
Chiamarlo piccola auto solare rende bene l’idea delle proporzioni, un po’ meno quella tecnica. Il Vhélio resta un ciclo a pedalata assistita a tre ruote: motore da 250 W, pedali, ruote da 20 pollici e un abitacolo aperto che ricorda più una chaise longue con il portabagagli che una citycar. La versione di pre-serie pesa 77 chili e misura 2,10 metri di lunghezza, 90 centimetri di larghezza e 1,05 metri di altezza, esclusa l’eventuale struttura solare.
Due adulti, un bambino e 200 chili complessivi
La configurazione annunciata per il modello di serie ospita due adulti più un bambino, con una capacità complessiva di trasporto di 200 chili che comprende anche conducente e passeggeri. I due sedili principali scorrono su guide e possono essere regolati per persone alte da 1,50 a 2,10 metri.
La parte elettrica cambia parecchio rispetto al Vhélio che già circola oggi. La pre-serie monta un motore Virvolt da 250 W e 80 Nm e una batteria agli ioni di litio da 700 Wh, per la quale l’associazione dichiara circa 50 chilometri per carica. È possibile installarne una seconda. Ci sono poi freni idraulici con dischi da 203 millimetri e freno di stazionamento, cambio Shimano Nexus 8 e telaio in acciaio. Sono dati ancora provvisori: la scheda tecnica specifica espressamente che il documento non è contrattuale.
Il risultato è qualcosa che occupa molto meno spazio di un’automobile, permette di trasportare persone e spesa e, grazie alle tre ruote, elimina anche il piccolo dettaglio di dover mantenere l’equilibrio. Per qualcuno è abbastanza importante: l’associazione indica proprio tra gli utenti potenziali anche chi non sa andare in bicicletta o ha difficoltà motorie, come spiega nella presentazione del progetto Vhélio.
Il pannello solare ci sarà, però non è ancora quello del modello attuale
Qui serve separare bene due veicoli che si assomigliano molto nei nomi. Il Vhéliotech, disponibile già oggi per l’autocostruzione, pesa 85 chili, può trasportare due adulti e due bambini e utilizza una batteria da 522 Wh con circa 25 chilometri dichiarati per carica. Può montare un pannello fotovoltaico flessibile da 220 W: secondo i dati riportati nella documentazione ufficiale, un’ora di pieno sole può aggiungere circa 8 chilometri di autonomia.
Quegli 8 chilometri per ora di sole riguardano quindi il Vhéliotech attuale, non il futuro Vhélio di serie. Per quest’ultimo la struttura destinata al pannello fotovoltaico compare ancora tra gli accessori non commercializzati, insieme alla protezione antipioggia, al cassone, alle estensioni laterali, alla sfera di traino e alla localizzazione GPS. La futura versione potrà dunque diventare solare, però la scheda tecnica di pre-serie non assegna ancora al pannello una potenza o un guadagno preciso di autonomia.
È una distinzione piccola solo sulla carta. Il nuovo modello passa da 522 a 700 Wh per batteria, promette il doppio dell’autonomia dichiarata e cambia anche materiale del telaio, dimensioni, peso e capacità di trasporto. Mettere insieme i numeri delle due versioni produce un Vhélio che, per ora, esiste soltanto nelle descrizioni un po’ troppo entusiaste.
Dal garage alla produzione di serie
Il progetto nasce nel 2020 attorno a Grégory Barrier, che dopo un polso rotto aveva iniziato a cercare un mezzo alternativo sia alla bicicletta tradizionale sia all’automobile. Dai primi prototipi è nata l’associazione Vélo Solaire Pour Tous, che ha continuato a sviluppare il mezzo con una logica collaborativa e open source.
Il Vhéliotech è stato pubblicato in open source nel 2022: piani, modellazione 3D, guida di montaggio, distinta dei componenti e fornitori sono disponibili liberamente. L’associazione riferisce che ne circolano ormai più di cento. Il problema è che costruirselo significa comprare singolarmente i componenti e affrontare un montaggio decisamente più impegnativo di quello promesso per il modello 2027.
Il passaggio alla serie serve anche a rendere il progetto commerciabile in modo molto più semplice. L’attuale Vhéliotech appartiene infatti al mondo dell’autocostruzione, mentre il nuovo veicolo viene sviluppato per essere venduto con marcatura CE e nel rispetto delle norme europee dedicate ai cargo cycle. Anche il modello commerciale continuerà a essere open source, almeno secondo gli impegni pubblicati dall’associazione.
Manca ancora un dato piuttosto concreto: il prezzo. L’associazione non lo ha pubblicato per il Vhélio di serie e sta raccogliendo le manifestazioni d’interesse di privati, imprese, associazioni e amministrazioni in vista del lancio del 2027, attraverso il sito ufficiale del nuovo modello. Il kit può anche ricordare un LEGO gigante. Prima di capire quanti ne vedremo davvero sulle ciclabili, manca il pezzo meno ludico della scatola: il cartellino.