Prima dei food influencer, dei tutorial su YouTube e delle ricette da salvare su Instagram, c’era una signora che spiegava come preparare la cena direttamente dalla televisione. Senza impiattamenti spettacolari, senza sfide tra chef e senza ingredienti impossibili da trovare. Si chiamava Wilma De Angelis e, per tanti italiani, era diventata una presenza familiare, quasi una persona di casa.
Wilma De Angelis è morta oggi, 11 ottobre 2026, a Milano, all’età di 96 anni. A dare la notizia è stato il nipote Fabio De Angelis, che l’ha salutata con un messaggio su Facebook: «Ciao zia Wilma. Le tue canzoni, la tua simpatia, il tuo sorriso e la tua gioia di vivere ci scalderà per sempre il cuore».
Cantante di successo, protagonista del Festival di Sanremo e interprete di brani come Nessuno e Patatina, Wilma aveva saputo reinventarsi quando la sua carriera musicale sembrava attraversare un momento difficile. E lo aveva fatto in un posto in cui, incredibilmente, non si sentiva affatto a suo agio: la cucina.
«Non so cucinare»: così nacque un pezzo di storia della televisione
Era il 1979 quando Paolo Limiti le propose di condurre Telemenù, un programma dedicato alle ricette su Telemontecarlo. L’idea era semplice: preparare un piatto davanti alle telecamere, spiegando ogni passaggio al pubblico a casa. Oggi potrebbe sembrare la cosa più normale del mondo. All’epoca, invece, i programmi televisivi dedicati alla cucina erano ancora pochissimi.
C’era però un piccolo problema: Wilma non era una cuoca. Lo raccontò lei stessa in un’intervista al Corriere della Sera: quando Limiti le propose il programma, rispose che non sapeva cucinare. Lui, però, era convinto che proprio quella inesperienza potesse trasformarsi nel suo punto di forza. Le affiancò uno chef, che le insegnava i trucchi delle preparazioni prima delle registrazioni.
Ed è forse questo il dettaglio che racconta meglio il suo successo. Wilma non si presentava come un’esperta irraggiungibile. Imparava, spiegava e accompagnava gli spettatori nella preparazione dei piatti con un linguaggio semplice e diretto.
In un’epoca in cui non bastava aprire lo smartphone per cercare una ricetta, quel piccolo appuntamento televisivo diventò un’abitudine per tantissime famiglie.
Le ricette di casa, prima che la cucina diventasse spettacolo
Telemenù debuttò nel 1979 e proseguì negli anni successivi, trasformandosi anche in Sale, pepe e fantasia. L’avventura televisiva legata alla cucina sarebbe durata complessivamente circa diciotto anni.
Erano programmi molto diversi dai cooking show di oggi. Niente eliminazioni, giudici severi o gare contro il tempo. Al centro c’era una ricetta da preparare e, soprattutto, da poter rifare a casa.
Tra piatti quotidiani, preparazioni per le feste e consigli pratici, Wilma De Angelis contribuì a rendere la cucina un appuntamento televisivo popolare, anticipando un fenomeno che sarebbe esploso molti anni dopo.
E se oggi siamo abituati a seguire chef e creator che ci mostrano come cucinare praticamente qualsiasi cosa, vale la pena ricordare che una parte di questa storia passa anche da quel piccolo studio di Telemontecarlo.
Non fu la prima in assoluto: già negli anni Settanta Ave Ninchi aveva portato le ricette sul piccolo schermo con A tavola alle 7. Ma Wilma riuscì a trasformare quel linguaggio in una presenza quotidiana e duratura.
La sua popolarità ai fornelli la portò anche a pubblicare libri di ricette, tra cui Quando cucina Wilma e In cucina con fantasia.
Dalle canzoni con Mina ai fornelli: una vita piena di seconde possibilità
Eppure Wilma De Angelis non era nata come volto della cucina televisiva. Classe 1930, milanese, aveva iniziato la sua carriera nella musica leggera negli anni Cinquanta, conquistando nel 1956 il titolo di Reginetta del Jazz italiano.
Nel 1959 era arrivato il debutto al Festival di Sanremo con Nessuno e Per tutta la vita. Proprio Nessuno sarebbe rimasta una delle canzoni più celebri della sua carriera, anche grazie all’interpretazione di Mina. Nel 1961 arrivò Patatina, brano che le regalò il soprannome di Miss Patatina e che il pubblico avrebbe continuato ad associarle per decenni.
Poi il mondo della musica cambiò. Arrivarono nuove generazioni di cantanti e, come Wilma stessa avrebbe raccontato, per molti artisti della sua epoca diventò sempre più difficile trovare spazio.
La televisione e la cucina le offrirono una seconda vita professionale. E lei riuscì a conquistare anche un pubblico che non l’aveva mai conosciuta come cantante.
Negli anni successivi continuò ad apparire in televisione, senza abbandonare del tutto la musica. Ancora nel 2024, a 94 anni, era tornata a cantare dal vivo a I migliori anni, riproponendo proprio Patatina e Nessuno.
Oggi resta il ricordo di una donna che ha attraversato epoche molto diverse dello spettacolo italiano, riuscendo ogni volta a trovare un modo per parlare al pubblico.
E forse, tra una canzone e una ricetta, la sua eredità più curiosa è proprio questa: aver dimostrato che per avvicinare le persone alla cucina non serve necessariamente essere grandi chef. A volte basta saper spiegare le cose con semplicità.