Il bonus da 800 euro per le partite Iva ha un nome poco amichevole, Iscro, e una scadenza ormai vicina, riconducibile al 31 ottobre. Entro quella data i liberi professionisti iscritti alla Gestione separata possono chiedere all’Inps l’indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa, una sorta di cassa integrazione per autonomi, che la legge di Bilancio 2024 ha reso strutturale. Le domande sono aperte dal 15 giugno, come ha comunicato l’Istituto con il messaggio n. 1987/2026.
Quanto spetta
L’assegno vale il 25% della media semestrale dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni che precedono quello prima della domanda, quindi, per coloro che dovessero presentarla nel 2026, conterebbero il 2023 e il 2024. Un professionista che abbia dichiarato 6.000 e 5.000 euro avrà una media di 5.500 euro, cioè 2.750 a semestre, e dunque un’indennità di 687,50 euro al mese. La cifra degli 800 euro, a dire il vero, è già superata: con la rivalutazione Istat l’importo mensile per quest’anno non può scendere sotto 255,53 euro né salire oltre 817,69. Il pagamento dura sei mesi e parte dal giorno successivo alla presentazione della domanda.
I requisiti
La platea è più stretta di quanto la parola “bonus” lasci intendere. Servono una partita Iva attiva da almeno tre anni e la regolarità dei contributi versati alla Gestione separata. Se l’iscrizione non è stata formalizzata ma i versamenti risultano, la domanda non viene bloccata. Il reddito del 2025 non deve superare 12.749,18 euro, cioè i vecchi 12mila euro rivalutati, e deve anche essere inferiore al 70% della media dei due anni precedenti. Ad esempio, chi nel 2023 e nel 2024 abbia guadagnato in media 10.500 euro rientrerebbe solo se nel 2025 fosse rimasto sotto quota 7.350.
Sono esclusi i titolari di pensione diretta, gli iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie e chi percepisce l’Assegno di inclusione. Poi c’è la regola del biennio: se avete già ottenuto l’Iscro nel 2024 o nel 2025 non potrete richiederla. Può farlo invece chi aveva visto la domanda respinta o revocata. La fruizione, infine, è legata alla partecipazione a dei percorsi di aggiornamento professionale.
Come fare domanda
La richiesta si invia solo per via telematica. Bisogna usa il servizio Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche sul sito dell’Inps, oppure il Contact center (c’è il numero 803 164, gratuito da rete fissa, oppure lo 06 164164 da cellulare, a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore). Al momento dell’invio bisogna autocertificare i redditi degli anni che servono al calcolo, poi l’Agenzia delle Entrate incrocerà i dati e comunicherà l’esito all’Istituto. Ricordiamo che la procedura chiude il 31 ottobre.
Fonte: Inps