Il Canada sta per costruire (in fabbrica) una centrale nucleare trasportabile per alimentare più di 40mila case

Il Canada vuole costruire una centrale nucleare in fabbrica, trasportarla fino al luogo di destinazione e installarla senza dover realizzare da zero un grande impianto sul posto. Il progetto è previsto a Belledune, nella provincia del New Brunswick, e comprende due microreattori nucleari che dovrebbero fornire elettricità a un massimo di 40mila abitazioni, secondo le stime dei promotori. Se realizzato, sarebbe la prima centrale nucleare trasportabile commerciale del Paese.

Il 5 ottobre 2026, la società americana BWX Technologies (BWXT) ha annunciato che i suoi microreattori BANR sono stati selezionati per l’impianto. A guidare l’iniziativa sono Prodigy Clean Energy e due comunità indigene, Pabineau First Nation ed Eel River Bar First Nation, che avranno la proprietà della centrale. L’obiettivo è metterla in funzione nei primi anni Trenta, con una potenza dichiarata fino a 50 megawatt elettrici.

La tecnologia è interessante soprattutto per il metodo di costruzione. E potrebbe trovare applicazione nelle regioni più isolate del Canada, dove portare combustibile e garantire una fornitura elettrica continua può diventare un problema logistico enorme. Per ora, però, la centrale esiste soltanto come progetto industriale: mancano ancora le autorizzazioni e diversi passaggi tecnici prima dell’eventuale costruzione.

Una centrale nucleare che si costruisce in fabbrica e si trasporta sul posto

Nelle centrali nucleari tradizionali gran parte delle attività di costruzione e assemblaggio avviene direttamente nel sito scelto, con cantieri che possono durare molti anni. Prodigy Clean Energy propone un percorso diverso: realizzare buona parte dell’impianto in uno stabilimento industriale, trasportarlo e completare sul posto le operazioni necessarie alla messa in servizio. Il sistema prende il nome di Transportable Nuclear Power Plant (TNPP). La centrale dovrebbe arrivare a destinazione già assemblata, pronta per le successive operazioni di caricamento del combustibile, collaudo e avviamento.

Secondo il progetto presentato da Prodigy, questa impostazione permetterebbe di concentrare gran parte del lavoro in ambienti industriali controllati, riducendo le attività di costruzione nel luogo di installazione. La società indica un periodo di circa 18 mesi per fabbricazione, trasporto e installazione della centrale. La stima riguarda queste fasi operative e non comprende necessariamente tutti i tempi necessari per autorizzazioni, sviluppo ingegneristico e preparazione del sito.

Il progetto prevede anche la possibilità di trasferire la centrale, una volta terminata la vita operativa, verso strutture specializzate per lo smantellamento. Un approccio pensato per evitare che ogni località debba gestire autonomamente tutte le operazioni finali di dismissione, anche se la sua applicazione concreta dovrà essere verificata.

Come funzionano i due microreattori BANR

La centrale di Belledune dovrebbe ospitare due reattori BANR (BWXT Advanced Nuclear Reactor), ciascuno progettato per produrre 75 megawatt termici, equivalenti a circa 22 megawatt di potenza elettrica. Le due unità offrirebbero quindi una capacità nominale complessiva di circa 44 MW elettrici. I promotori continuano a indicare per l’intera centrale una potenza massima fino a 50 MW, senza dettagliare completamente la differenza tra i due valori. Il reattore BANR sviluppato da BWXT utilizza una tecnologia ad alta temperatura raffreddata a gas e un combustibile nucleare particolare, chiamato TRISO.

Ogni particella di combustibile contiene un minuscolo nucleo di uranio protetto da diversi rivestimenti di carbonio e materiali ceramici. Questi strati sono progettati per trattenere i prodotti radioattivi della fissione anche quando vengono raggiunte temperature molto elevate. L’uranio utilizzato appartiene alla categoria HALEU, combustibile a basso arricchimento ma con una concentrazione di uranio-235 superiore a quella normalmente impiegata nei reattori commerciali tradizionali. Nel caso del BANR, l’arricchimento previsto è del 19,75%.

Un’altra caratteristica riguarda il raffreddamento passivo. Il reattore è progettato per smaltire il calore residuo attraverso fenomeni fisici naturali, limitando la dipendenza da sistemi attivi alimentati elettricamente. Si tratta di soluzioni sviluppate per migliorare la sicurezza e semplificare alcuni aspetti della gestione. La loro efficacia nell’impianto proposto a Belledune dovrà comunque essere dimostrata attraverso le verifiche previste dall’autorità canadese.

Perché il Canada vuole portare il nucleare nelle aree isolate

In molte regioni settentrionali canadesi l’elettricità viene ancora prodotta con generatori diesel. Il problema riguarda anche il trasporto del carburante, che può richiedere lunghi collegamenti stradali, marittimi o aerei, con costi elevati e difficoltà legate alle condizioni climatiche. Una centrale nucleare di piccole dimensioni potrebbe fornire elettricità in modo continuativo senza richiedere consegne frequenti di combustibile.

È una delle ragioni per cui i promotori guardano alle comunità remote, alle miniere e agli insediamenti industriali. Prodigy intende utilizzare Belledune come primo banco di prova di un modello industriale che, nelle intenzioni dell’azienda, potrebbe essere replicato e destinato anche ad altre regioni del Canada settentrionale.

La partecipazione delle comunità indigene costituisce un elemento importante dell’iniziativa. Pabineau First Nation ed Eel River Bar First Nation saranno proprietarie dell’impianto, che dovrebbe sorgere nei loro territori tradizionali. Il governo provinciale del New Brunswick ha inoltre firmato una lettera d’intenti per l’acquisto dell’elettricità prodotta dalla futura centrale. Si tratta di un primo impegno istituzionale, ancora diverso da un contratto definitivo di fornitura.

L’interesse per i microreattori si inserisce in un settore energetico dove le alternative comprendono anche impianti solari, eolici, sistemi di accumulo e reti locali ibride. La scelta più conveniente dipende dalle condizioni del territorio, dai consumi, dai collegamenti disponibili e dai costi complessivi di realizzazione e gestione.

Tempi, costi e scorie: cosa deve ancora dimostrare il progetto

Il calendario è ambizioso. Prodigy punta all’entrata in esercizio nei primi anni Trenta, ma deve ancora completare passaggi fondamentali, tra cui le verifiche sul sito, la progettazione dettagliata e il percorso autorizzativo.

Il confronto con gli altri progetti nucleari canadesi aiuta a comprendere la situazione. A Darlington, in Ontario, è già in costruzione un piccolo reattore modulare BWRX-300 da 300 MW elettrici. La Canadian Nuclear Safety Commission ha rilasciato la licenza di costruzione nell’aprile 2025, mentre nel marzo 2026 ha autorizzato il superamento del primo vincolo regolatorio relativo alla realizzazione delle fondamenta.

Belledune si trova in una fase molto precedente. Il suo primato riguarderebbe specificamente la formula della centrale trasportabile commerciale, ancora tutta da realizzare. Rimangono inoltre da definire i costi effettivi dell’elettricità, le modalità operative di gestione del combustibile e dei rifiuti radioattivi e l’effettiva convenienza della produzione industriale in serie. Le particelle TRISO sono progettate per trattenere i prodotti della fissione, ma il combustibile esaurito continuerà a richiedere sistemi di gestione e smaltimento adeguati.

Anche il vantaggio economico della costruzione in fabbrica dipenderà dalla possibilità di produrre più impianti simili. Realizzare un primo esemplare è diverso dal costruirne decine, con processi standardizzati e una filiera già organizzata. La prospettiva resta comunque interessante per un Paese dalle dimensioni enormi, dove collegare alcune comunità alla rete elettrica principale è particolarmente complesso.

Il progetto di Belledune proverà a verificare se una centrale nucleare possa essere realizzata soprattutto in fabbrica, trasportata e installata con un lavoro sul posto più contenuto rispetto agli impianti tradizionali. Per conoscere il risultato servirà aspettare i primi anni Trenta, ammesso che il calendario venga rispettato. Prima della centrale trasportabile, devono ancora arrivare le autorizzazioni.

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