Lo scorso lunedì la città di Bolzano si è svegliata di fronte a un amaro episodio di discriminazione che ha colpito il quartiere Don Bosco. Nel parco delle Semirurali, lo storico murale Oltre la competizione – realizzato nel 2025 per promuovere lo sport come simbolo di rispetto e inclusione – è stato gravemente deturpato. Ignoti hanno coperto con della vernice spray esclusivamente i volti e i corpi del bambino nero protagonista dell’opera, lasciando intatte tutte le altre raffigurazioni.
La ferma condanna delle istituzioni
A denunciare pubblicamente l’accaduto con tanto di scatti fotografici è stato il consigliere di circoscrizione Daniel Colm del Team K, supportato dai consiglieri comunali Matthias Cologna e Thomas Brancaglion, insieme ai colleghi Margareth Fink, Lukas Abram, Alex Castellano e Pedro Rincon. Per l’opposizione non si tratta di semplice vandalismo, ma di un vero e proprio atto di razzismo mirato.
Il sindaco Claudio Corrarati ha espresso una ferma condanna, definendo l’azione inaccettabile per la comunità bolzanina e incaricando il comandante della Polizia locale Fabrizio Piras di sporgere denuncia contro ignoti. Il primo cittadino ha invitato tutte le forze politiche a moderare i toni per evitare che la comunicazione in città si incendi. Il Team K ha comunque presentato una richiesta di dibattito d’urgenza durante la seduta del Consiglio comunale di martedì, chiedendo che l’amministrazione si costituisca parte civile in un eventuale processo.
Lo scontro politico sul murale del festival ELLA e la giunta divisa
L’imbrattamento del murale si inserisce in un clima di forte tensione culturale che da settimane infiamma il dibattito pubblico a Bolzano. Sotto i riflettori c’è il blocco di un’altra opera d’arte urbana, ideata per il muro perimetrale della scuola Ada Negri in viale Druso nell’ambito del festival ELLA. Il bozzetto firmato dalle artiste Nadia Groff e Margherita Paoletti del Belva Studio reinterpretava gli Arcani maggiori dei tarocchi attraverso figure femminili nere. L’assessora comunale alle pari opportunità Patrizia Brillo, esponente di Fratelli d’Italia, ha bloccato il progetto chiedendo che i personaggi venissero rappresentati con la pelle rosa o color ottanio, ritirando poi il sostegno al festival.
La decisione di Patrizia Brillo ha scatenato la dura reazione dell’opposizione. La consigliera dei Verdi Chiara Rabini, insieme ai colleghi Luca Di Biasio de La Sinistra e Nadia Mazzardis del PD, ha accusato la giunta di voler controllare l’arte e cancellare la diversità. Sette consigliere di opposizione, tra cui Cornelia Brugger, Monica Bonomini, Monica Franch, Stefania Baroncelli, Lina Marino e Anna Mariani, hanno depositato un’interrogazione urgente al sindaco Claudio Corrarati – il cui assessorato alla cultura continua invece a sostenere il festival ELLA – per chiarire se la censura sia stata davvero condivisa dall’intero esecutivo cittadino.