Negli ultimi anni la crisi climatica ha trasformato gli incendi boschivi in una delle emergenze ambientali più difficili da gestire. Temperature più elevate, stagioni secche più lunghe e foreste sempre più vulnerabili stanno aumentando la probabilità che un singolo fulmine scateni roghi devastanti. In questo scenario è nata un’idea tanto affascinante quanto controversa: prevenire i fulmini prima che colpiscano il suolo e causino incendi devastanti.
Una startup canadese, Skyward Wildfire, sostiene di poter ridurre drasticamente questo rischio intervenendo direttamente all’interno delle tempeste. L’azienda afferma di aver sviluppato una tecnologia capace di diminuire l’attività dei fulmini nelle celle temporalesche più pericolose, con l’obiettivo di evitare che scoppino incendi su larga scala.
Il progetto ha già attirato milioni di dollari di investimenti e l’interesse delle autorità antincendio. Tuttavia, la comunità scientifica invita alla cautela: le prove indipendenti sull’efficacia del sistema sono ancora limitate.
Perché prevenire i fulmini potrebbe ridurre gli incendi boschivi
Per comprendere perché questa tecnologia sta attirando tanta attenzione basta osservare ciò che è accaduto in Canada nel 2023. Nel giugno di quell’anno, durante un’ondata di caldo particolarmente intensa, migliaia di fulmini colpirono la provincia del Québec, provocando oltre 120 incendi quasi contemporaneamente.
Le condizioni meteorologiche erano estremamente favorevoli alla propagazione del fuoco. Foreste secche e praterie aride permisero alle fiamme di diffondersi rapidamente. Gli incendi continuarono a bruciare per settimane e la stagione si trasformò nella peggiore mai registrata nel Paese.
Alla fine dell’anno il Canada contò quasi 7.000 incendi, che devastarono decine di milioni di acri e produssero circa 500 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio. Centinaia di migliaia di persone furono costrette ad abbandonare le proprie case.
I dati mostrano un elemento decisivo: quasi il 60% degli incendi fu provocato dai fulmini, responsabili del 93% della superficie totale bruciata. Questo significa che ridurre anche solo una parte delle scariche nuvola-terra potrebbe diminuire significativamente il numero di roghi.
Il cambiamento climatico rischia inoltre di aggravare il problema. L’aria più calda trattiene più umidità e aumenta l’energia convettiva dell’atmosfera, cioè il motore che genera temporali e fulmini. Diversi studi suggeriscono che queste condizioni potrebbero portare a un aumento della frequenza dei fulmini, soprattutto nelle regioni settentrionali dove il riscaldamento globale procede più velocemente.
Nelle zone boreali e artiche gli incendi causati da fulmini stanno già aumentando. Quando si combinano con vegetazione secca e stagioni del fuoco più lunghe, il risultato è un rischio crescente di incendi estremi.
Come funzionerebbe la tecnologia di Skyward
La società canadese Skyward Wildfire, con sede a Vancouver, sostiene di aver sviluppato un sistema capace di ridurre i fulmini nuvola-terra nelle tempeste ad alto rischio di incendi. Nel 2026 l’azienda ha annunciato di aver raccolto 7,9 milioni di dollari canadesi per accelerare lo sviluppo della tecnologia e ampliare le operazioni.
In origine la startup dichiarava di poter prevenire “fino al 100% dei fulmini”. L’affermazione è stata successivamente rimossa dal sito ufficiale dopo le richieste di chiarimento da parte di ricercatori e giornalisti. Oggi l’azienda sostiene di poter prevenire la maggior parte dei fulmini nelle celle temporalesche trattate, una formulazione più prudente.
I dettagli tecnici non sono completamente pubblici. Tuttavia diversi documenti indicano che il metodo potrebbe basarsi su una tecnica storica di inseminazione delle nuvole tramite particelle chiamate chaff metallico.
Il chaff è composto da sottili fibre di vetro rivestite di alluminio, utilizzate da decenni in ambito militare per disturbare i radar. Una volta disperse nelle nuvole temporalesche, queste fibre agiscono come minuscoli conduttori elettrici. In teoria potrebbero redistribuire e neutralizzare le cariche elettriche all’interno della tempesta, impedendo che si accumulino fino a generare un fulmine.
Secondo i materiali diffusi dalla società, aerei o droni rilascerebbero queste particelle nelle celle temporalesche considerate più pericolose. Il sistema utilizzerebbe anche strumenti di intelligenza artificiale per prevedere le tempeste, identificare quelle ad alto rischio e pianificare le rotte di intervento.
Un documento tecnico collegato alla Banca Mondiale afferma che durante un test con Alberta Wildfire nel 2024 la tecnologia avrebbe ridotto i fulmini tra il 60% e il 100% rispetto a celle di controllo. Si tratta però di dati aziendali non ancora verificati attraverso pubblicazioni scientifiche indipendenti.
Una tecnologia con basi scientifiche reali ma ancora senza prove definitive
L’idea di sopprimere i fulmini tramite inseminazione delle nuvole non è nuova. Esperimenti simili sono stati condotti già negli anni Cinquanta e Sessanta negli Stati Uniti.
Il Progetto Skyfire, promosso dal Servizio Forestale statunitense, tentò di ridurre i fulmini inseminando nuvole sopra alcune aree montuose. Alcuni risultati suggerirono una diminuzione significativa delle scariche verso il suolo. Tuttavia i campioni erano limitati e i ricercatori stessi sottolinearono la necessità di ulteriori studi.
Negli anni Settanta la NASA e la NOAA lanciarono il Progetto Thunderbolt, basato proprio sull’uso di chaff metallico nelle tempeste. Gli esperimenti mostrarono risultati promettenti ma il programma fu chiuso per il timore che il materiale potesse interferire con le comunicazioni radio.
Ricerche più recenti mostrano risultati contrastanti. Alcuni studi indicano che la presenza di chaff può influenzare l’elettrificazione delle tempeste, mentre altri non trovano prove sufficienti per dimostrare una riduzione consistente dei fulmini.
Uno studio presentato alla conferenza dell’American Geophysical Union ha confrontato tempeste con presenza di chaff e tempeste naturali. Le prime risultavano generalmente più piccole e di durata inferiore, ma il numero totale di lampi registrati era in alcuni casi più alto. Per questo motivo diversi scienziati ritengono che la tecnica abbia una base fisica plausibile ma che l’efficacia operativa resti controversa.
Un altro tema riguarda i possibili effetti ambientali della dispersione di chaff nell’atmosfera. Studi militari indicano che il materiale tende a disperdersi rapidamente e viene considerato generalmente poco tossico. Alcuni rapporti governativi statunitensi hanno però segnalato potenziali interferenze con radar meteorologici e sistemi di controllo del traffico aereo. È stata inoltre citata una possibilità remota di accumulo nei bacini idrici con conseguenze chimiche sull’acqua.
Organizzazioni ambientaliste chiedono quindi maggiore trasparenza sulle operazioni della startup, in particolare sui materiali utilizzati, sulle quantità rilasciate e sugli effetti sugli ecosistemi. Anche l’assenza di pubblicazioni scientifiche peer reviewed sui test effettuati finora rende difficile valutare le affermazioni dell’azienda.
Prevenire gli incendi prima che inizino: una promessa ancora da dimostrare
Nonostante le incognite, l’interesse verso tecnologie di prevenzione resta molto alto. Spegnere gli incendi boschivi una volta iniziati richiede risorse enormi e mette a rischio vigili del fuoco, comunità locali ed ecosistemi.
Per questo motivo alcuni ricercatori vedono con favore lo sviluppo di strumenti capaci di intervenire prima ancora che un incendio divampi. La tecnologia proposta da Skyward rappresenta una delle idee più ambiziose in questo campo. Al momento, però, le prove pubbliche disponibili non permettono ancora di stabilire se sia davvero in grado di ridurre i fulmini in modo affidabile e su larga scala.
Il concetto scientifico esiste da decenni e potrebbe funzionare in determinate condizioni. Dimostrarne l’efficacia operativa richiederà però dati aperti, test indipendenti e verifiche scientifiche rigorose. Solo allora si potrà capire se fermare i fulmini diventerà davvero uno strumento concreto per limitare gli incendi boschivi o se resterà una promessa tecnologica difficile da realizzare.
Fonte: Skyward Wildfire
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