A 26 anni questa coppia ha costruito una casa usando blocchi di polistirolo: col fai-da-te ha risparmiato 220mila euro

A 26 anni Hannah e Charlie Bird stanno dando gli ultimi ritocchi a una casa di 140 metri quadrati che, per circa l’80% dei lavori, hanno costruito con le proprie mani. Succede a Burnham-on-Sea, cittadina del Somerset affacciata sul canale di Bristol. Il conto indicato dalla coppia è di circa 190mila sterline, poco più di 220mila euro. Secondo le stime di Hannah, lavorare in proprio avrebbe permesso loro di risparmiarne circa 100mila, equivalenti a oltre 115mila euro.

A rendere il cantiere parecchio diverso da quello di una villetta inglese tradizionale sono soprattutto i muri. Da lontano sembrano montati con giganteschi mattoncini bianchi. Sono blocchi ICF, un sistema che usa elementi isolanti in polistirene espanso da impilare senza malta e riempire successivamente di calcestruzzo. Quindi no, la casa non è esattamente “fatta di polistirolo”. Per fortuna.

casa polistirolo

Instagram – @thattravelcouple

Dentro i blocchi c’è calcestruzzo

ICF significa Insulated Concrete Formwork. Come spiega la Insulating Concrete Formwork Association britannica, i blocchi sono formati da due strati di materiale isolante, spesso polistirene espanso (EPS), con una cavità centrale. Vengono incastrati tra loro, rinforzati dove necessario e poi riempiti di calcestruzzo. Una volta indurito, il materiale forma la struttura portante, mentre i casseri restano al loro posto e diventano l’isolamento interno ed esterno della parete. Hannah ha commentato la sua esperienza così:

È come con i Lego, è a prova di idiota. Quello che a un muratore richiedeva una settimana, noi due insieme riuscivamo a farlo in un’ora.

Una valutazione decisamente entusiasta, riferita alla loro esperienza, che rende bene quanto il sistema abbia semplificato il montaggio delle pareti. La coppia ha conosciuto l’ICF nel dicembre 2023, durante una fiera dedicata all’edilizia, dopo aver già acquistato nel giugno 2022 un terreno di circa mille metri quadrati per 70mila sterline.

Prima erano arrivate altre ipotesi, spiega Hannah:

Abbiamo sempre voluto ristrutturare, ma qui le case da sistemare costavano 200mila sterline e non avevano nemmeno il tetto.

Comprare una casa nuova nella zona significava invece, secondo i prezzi raccolti dalla coppia, partire da circa 375mila sterline per due camere da letto. A complicare la scelta c’erano anche le esperienze poco incoraggianti di amici e conoscenti con abitazioni appena costruite, dove alcuni problemi erano comparsi già nelle prime settimane. Così hanno scelto di costruire.

Due anni di lavori, tra scavi, cemento e tutorial

Prima ancora di montare i blocchi, Hannah e Charlie hanno dovuto ripulire e recintare il terreno, sistemare l’accesso alla proprietà e occuparsi dei collegamenti alle reti elettrica e idrica. Operazioni che hanno richiesto mesi di lavoro, ben lontane dalla semplicità dei mattoncini a incastro.

Per realizzare le pareti hanno inviato le planimetrie all’azienda fornitrice, che ha calcolato il materiale necessario e mandato un tecnico sul posto per mostrare come utilizzare il sistema. Il resto lo hanno imparato strada facendo.

Abbiamo passato tantissimo tempo su Instagram e TikTok, perché continuavamo a chiederci: lo stiamo facendo nel modo giusto?

Del resto, vedere qualcuno montare una parete sullo schermo è una cosa. Ritrovarsi a farlo davvero, sapendo che diventerà il muro della propria camera da letto, è un’altra. Il risultato, secondo il racconto della coppia, è stato comunque sorprendente: in pochi giorni le pareti avevano già raggiunto una delle prime quote previste dal progetto.

Il risparmio sta soprattutto nel fai-da-te

La cifra delle 100mila sterline risparmiate è una stima della coppia, basata sui costi che ritiene di aver evitato costruendo autonomamente gran parte dell’abitazione, e non il risultato di un confronto indipendente tra due cantieri identici. Hannah calcola di aver risparmiato circa 30mila sterline soltanto sulla manodopera. Il costo complessivo dichiarato per il progetto arriva invece a circa 190mila sterline.

Il vantaggio economico deriva soprattutto dalla possibilità di svolgere direttamente lavori che, in un cantiere tradizionale, richiederebbero l’intervento di professionisti. Il polistirolo, insomma, non trasforma magicamente una casa costosa in una casa economica. La stessa associazione britannica di settore spiega che i materiali ICF sono generalmente più costosi rispetto ad alcuni sistemi tradizionali. I risparmi possono arrivare dalla posa più rapida, dal minore utilizzo di attrezzature pesanti e dalla riduzione delle ore di manodopera specializzata.

Per una coppia disposta a fare direttamente gran parte del lavoro, quella differenza diventa parecchio concreta. Naturalmente, alcune fasi richiedono comunque competenze professionali, verifiche strutturali e il rispetto delle normative edilizie.

Isolante sì, impatto zero no

Il sistema porta anche un vantaggio sul fronte energetico. Lo strato isolante resta continuo lungo la parete e la struttura può raggiungere livelli elevati di isolamento e tenuta all’aria, riducendo la quantità di energia necessaria per riscaldare o raffrescare l’edificio. La Insulating Concrete Formwork Association sottolinea anche la possibilità di ridurre gli scarti di cantiere e migliorare l’efficienza energetica durante l’utilizzo dell’abitazione.

Nei loro due anni di lavoro hanno ottenuto 140 metri quadrati, due camere da letto, uno studio, un garage e un parcheggio da otto posti auto. Una superficie che, secondo i prezzi immobiliari raccolti dalla coppia nella zona, sarebbe costata sensibilmente di più acquistando una casa nuova. Hannah, che lavora come travel blogger, e Charlie hanno raccontato l’avanzamento del progetto anche sui social, condividendo i progressi e le difficoltà di un’esperienza che li ha trasformati, almeno per un paio d’anni, in muratori di casa propria.

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