Sposarsi tra le vette dell’Alta Val di Susa e della Val Chisone diventa un’impresa decisamente onerosa se uno dei due è un cittadino straniero. Le amministrazioni comunali di Claviere (con la delibera del 1° ottobre), Pragelato (con la delibera del 6 ottobre) e Sestriere (con la delibera dell’8 ottobre) – municipi appartenenti all’Unione montana dei Comuni olimpici della Via Lattea – hanno approvato un nuovo tariffario per la celebrazione dei matrimoni civili. Il regolamento stabilisce che le nozze tra residenti rimangano completamente gratuite e che la tariffa salga a 250 euro se uno degli sposi è italiano ma non residente. La vera stangata scatta però per i cosiddetti matrimoni misti: se almeno uno dei due futuri coniugi possiede la cittadinanza straniera, il costo schizza fino a 1.000 euro.
La misura ha subito scatenato forti polemiche in tutto il Piemonte. Il presidente dell’Unione montana e sindaco di Sauze d’Oulx, Mauro Meneguzzi, e il segretario comunale Diego Joannas hanno difeso la decisione spiegando che l’incremento di 750 euro rispetto alla tariffa standard non ha fini discriminatori, ma serve a coprire la complessa gestione burocratica. Secondo gli amministratori, la verifica dei documenti, i contatti con consolati e ambasciate e l’allestimento delle sale comunali comportano un carico di lavoro straordinario per la decina o quindicina di unioni celebrate ogni anno nella valle.
Il ricorso dell’ASGI e l’estensione della tassa agli altri Comuni
Il provvedimento ha incassato l’immediata e dura opposizione dell’ASGI, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione. L’organizzazione ha giudicato inaccettabile la sovratassa, annunciando l’intenzione di impugnare formalmente le delibere dei tre Comuni davanti ai giudici del TAR per incostituzionalità e discriminazione sulla nazionalità.
I legali evidenziano infatti come la maggiorazione da 1.000 euro si applichi automaticamente anche nei casi in cui lo sposo straniero sia regolarmente residente nel Comune, a prescindere dall’effettiva complessità dell’istruttoria burocratica, le cui spese di traduzione e legalizzazione restano comunque a carico degli sposi.
Mentre l’associazione prepara la battaglia legale, la controversa misura rischia di fare scuola. Altri Comuni della zona come Cesana Torinese, Sauze di Cesana e Sauze d’Oulx stanno valutando se adottare delibere analoghe nei prossimi giorni. Lo scontro istituzionale e giuridico resta aperto attorno alla legittimità di applicare tariffe differenziate per un servizio pubblico sulla base della sola cittadinanza degli sposi.