La UE investe 3,4 miliardi di euro innovazione tecnologica per tagliare le emissioni: i 3 progetti italiani selezionati

Navi che trasportano ammoniaca verde e possono utilizzarla anche per navigare. Dispositivi capaci di produrre idrogeno dall’acqua e, quando serve, trasformarlo nuovamente in elettricità. E vecchi giacimenti di gas sotto l’Adriatico destinati a ospitare l’anidride carbonica delle industrie. Sono tre dei progetti selezionati dall’Unione europea nell’ambito di un programma da 3,4 miliardi di euro per sostenere le tecnologie pulite e ridurre le emissioni.

Si chiamano GAFF, SPRINTER e Ravenna CCS Phase 2. Compaiono nell’elenco ufficiale pubblicato dalla Commissione europea il 19 ottobre 2026, nell’ambito dell’Innovation Fund, il programma che finanzia l’innovazione industriale per la decarbonizzazione.

I 3,4 miliardi riguardano l’intera selezione europea, non soltanto i tre progetti localizzati in Italia. I tre progetti hanno superato la selezione europea. Ora dovranno arrivare gli accordi di finanziamento. Intanto, le tecnologie selezionate raccontano tre aspetti molto diversi della transizione energetica.

Navi che trasportano ammoniaca verde e la usano anche come carburante

Una nave carica di ammoniaca verde che utilizza quello stesso combustibile per attraversare il mare. È ciò che prevede GAFF, Green Ammonia Fueled Fleet, un progetto dedicato a uno dei settori più difficili da liberare dai combustibili fossili: il trasporto marittimo.

L’iniziativa punta a realizzare una flotta di navi per il trasporto di gas, equipaggiate con motori capaci di funzionare con ammoniaca, GPL e gasolio marino. Tre combustibili diversi, per poter operare anche mentre la rete internazionale di rifornimento dell’ammoniaca è ancora in costruzione.

Le imbarcazioni dovrebbero collegare India, Golfo del Messico ed Europa nord-occidentale, trasportando fino a un milione di tonnellate di ammoniaca verde all’anno. Potranno inoltre rifornire altre navi direttamente in mare, una possibilità importante per sviluppare l’utilizzo di questo combustibile senza aspettare che ogni porto disponga delle infrastrutture necessarie. Secondo le stime presentate alla Commissione, GAFF potrebbe evitare oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente nei primi dieci anni di attività.

L’ammoniaca è interessante perché la sua molecola non contiene carbonio: utilizzarla come combustibile non genera direttamente anidride carbonica. Se viene prodotta a partire da idrogeno ottenuto con elettricità rinnovabile, può contribuire a ridurre le emissioni del trasporto marittimo. Il progetto è coordinato da Færder Tankers Norway AS, una società norvegese. La Commissione lo classifica tra quelli localizzati in Italia, anche se la scheda pubblicata non chiarisce quali attività saranno realizzate sul territorio italiano.

SPRINTER, il progetto italiano per produrre più tecnologie per l’idrogeno

L’idrogeno può servire ad accumulare energia, ma per produrlo e utilizzarlo occorrono dispositivi che devono ancora diventare più diffusi e accessibili su scala industriale. È su questo passaggio che lavora SPRINTER, il progetto coordinato dall’italiana SolydEra Spa. L’azienda vuole ampliare un impianto pilota esistente e aumentare la produzione di stack, i componenti nei quali avvengono le reazioni che permettono di produrre idrogeno oppure ricavare elettricità utilizzandolo.

La capacità produttiva prevista passa da 8 a 50 megawatt all’anno nella configurazione per celle a combustibile, con una capacità equivalente di 150 megawatt all’anno nella configurazione per elettrolizzatori. Le due cifre si riferiscono a configurazioni differenti della stessa capacità industriale.

Gli elettrolizzatori utilizzano elettricità per separare l’idrogeno dall’ossigeno presente nell’acqua. Le celle a combustibile compiono il percorso opposto dal punto di vista energetico: utilizzano idrogeno per produrre elettricità. Alcune tecnologie a ossidi solidi, come quelle sviluppate da SolydEra, possono funzionare in entrambe le modalità.

Quando gli impianti fotovoltaici producono più elettricità di quanta ne serva in quel momento, quell’energia può essere utilizzata per ottenere idrogeno e conservarlo per un impiego successivo. L’idrogeno può poi alimentare una cella a combustibile, pur con le perdite energetiche proprie di ogni conversione. SPRINTER interviene sulla produzione dei dispositivi necessari a rendere possibili queste applicazioni. L’obiettivo è passare da una capacità ancora limitata a una produzione industriale decisamente più ampia.

A Ravenna la CO₂ delle industrie finirà nei giacimenti di gas esauriti

Al largo di Ravenna, i giacimenti di gas ormai esauriti potrebbero essere utilizzati per conservare l’anidride carbonica catturata dagli impianti industriali. È il progetto Ravenna CCS Phase 2, coordinato da Eni, che prevede un’infrastruttura capace di ricevere, trasportare e immagazzinare fino a 4 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno.

L’anidride carbonica potrà raggiungere Ravenna attraverso condotte, navi, treni e camion. Una volta arrivata, verrà trasferita nei siti di stoccaggio individuati sotto il fondale dell’Adriatico. La possibilità di utilizzare mezzi di trasporto differenti permetterebbe anche agli stabilimenti industriali che non dispongono di un collegamento diretto con Ravenna di accedere al servizio.

La tecnologia è conosciuta come CCS, dall’inglese Carbon Capture and Storage, cioè cattura e stoccaggio del carbonio. È pensata soprattutto per i settori nei quali eliminare le emissioni risulta particolarmente difficile, come alcuni processi della produzione di cemento e dell’industria chimica. Una prima fase del progetto è già stata avviata nel 2024 da Eni e Snam. La CO₂ proveniente da un impianto di trattamento del gas naturale a Casalborsetti viene destinata allo stoccaggio nel giacimento esaurito di Porto Corsini Mare Ovest.

La seconda fase ha dimensioni ben maggiori e punta a servire diverse attività industriali, anche fuori dall’area ravennate. I 4 milioni di tonnellate annue indicano la capacità di stoccaggio prevista, che richiederà nuove infrastrutture e il completamento delle procedure autorizzative. Per i giacimenti dell’Adriatico si prospetta una seconda vita industriale: dopo aver fornito gas naturale, potrebbero diventare depositi per una parte dell’anidride carbonica prodotta dalle industrie.

Da dove arrivano i finanziamenti europei

I finanziamenti fanno parte dell’Innovation Fund, uno dei principali strumenti europei per sostenere le tecnologie innovative a basse emissioni. Il programma viene finanziato principalmente attraverso i proventi del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, l’ETS. Le imprese dei settori interessati devono disporre di quote per coprire le proprie emissioni di gas serra. Una parte di queste viene acquistata attraverso aste e i ricavi contribuiscono a finanziare interventi per la transizione energetica.

Una parte del denaro pagato dalle imprese per le emissioni viene così utilizzata per sviluppare tecnologie capaci di ridurle. Le candidature sono state numerose. Secondo i dati pubblicati dalla Commissione europea, al bando sono arrivate 358 proposte da 27 Paesi, con richieste di finanziamento per complessivi 17,5 miliardi di euro. Il budget iniziale era di 2,9 miliardi.

GAFF dovrà realizzare e mettere in servizio la flotta, SPRINTER ampliare la produzione dei propri dispositivi e Ravenna CCS costruire le infrastrutture previste dalla seconda fase. Per tutti e tre, la selezione europea è il primo passaggio. Il successivo si giocherà tra cantieri navali, linee di produzione e impianti industriali. Dove le tecnologie dovranno cominciare a funzionare e le emissioni evitate potranno essere misurate.

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