Sta per aprire il più grande ponte per la fauna selvatica al mondo: salverà migliaia di animali (passando sull’autostrada di Los Angeles)

La California si appresta a varcare una nuova frontiera nella tutela della biodiversità globale. Il 2 dicembre 2026 aprirà ufficialmente il Wallis Annenberg Wildlife Crossing, una maestosa infrastruttura verde progettata per scavalcare le 10 corsie della trafficatissima autostrada U.S. 101 Freeway ad Agoura Hills, a nord-ovest di Los Angeles. Con una superficie complessiva di circa 5.200 metri quadrati – suddivisi tra la campata principale di 4.000 metri quadrati sopra l’arteria stradale e un secondo passaggio di 1.150 metri quadrati sopra Agoura Road – la struttura si attesta come il più grande sovrappasso faunistico del mondo. L’opera, dal valore finanziario di 114 milioni di dollari, nasce per ripristinare il corridoio biologico tra le Santa Monica Mountains, le Simi Hills, le Santa Susana Mountains e la Los Padres National Forest.

L’ispirazione per questa imponente sfida infrastrutturale affonda le sue radici nella storia di P-22, il celebre puma rimasto confinato per anni all’interno dell’area urbana angelina. Come sottolineato da Beth Pratt, direttrice regionale per la California della National Wildlife Federation, la presenza delle grandi arterie di comunicazione ha trasformato gli ecosistemi naturali in isole isolate, minacciando la sopravvivenza delle specie selvatiche. La realizzazione del viadotto è iniziata nel 2022 e ha richiesto complessi interventi strutturali, tra cui lo spostamento sotterraneo di elettrodotti ad alta tensione, la deviazione di una condotta idrica e la salvaguardia delle querce secolari presenti a Liberty Canyon.

Botanica, genetica e il ripristino dei corridoi biologici

L’obiettivo primario dell’infrastruttura verde è abbattere l’effetto barriera provocato dal traffico veicolare e ridurre drasticamente l’elevata mortalità causata dagli investimenti stradali. L’opera consentirà il transito in sicurezza a numerose specie selvatiche, tra cui puma, cervi, coyote, linci rosse, orsi e volpi. Sotto il profilo genetico, il passaggio ricopre un ruolo cruciale per evitare l’estinzione delle popolazioni locali di felini: il responsabile della sezione fauna della Santa Monica Mountains National Recreation Area, Seth Riley, ha evidenziato come oltre 25 anni di studi abbiano dimostrato il grave impatto dell’autostrada sul flusso genico dei grandi predatori.

Attualmente il cantiere si sta concentrando sulla creazione del vero e proprio habitat naturale. Il progetto prevede la piantumazione di circa 50.000 alberi, arbusti e piante perenni autoctone, accompagnata dal ripristino ecologico di ulteriori 5 ettari di spazio aperto. Un investimento avveniristico che promette di trasformare la convivenza tra lo sviluppo urbano di Los Angeles e la natura selvaggia della California.

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