Il caro carburanti ha fatto scoppiare una rivolta dei trasporti che sta letteralmente mettendo in ginocchio il Mezzogiorno italiano. Nonostante i precedenti interventi a sostegno del settore, i presidi stradali organizzati dai camionisti si sono moltiplicati, bloccando snodi fondamentali in regioni come Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Le conseguenze non si sono fatte attendere, trasformandosi rapidamente in una vera e propria emergenza economica e sociale che rischia di estendersi all’intero stivale.
I sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, hanno lanciato un allarme drammatico, definendo le loro città a rischio paralisi e sommerse dai disagi. Con i Tir fermi lungo le autostrade e davanti ai porti, i mercati all’ingrosso sono rimasti vuoti e la distribuzione alimentare ha subito un colpo durissimo, creando enormi difficoltà per la fornitura di generi di prima necessità ai supermercati.
Scaffali vuoti e il fenomeno del panic buying
La carenza di rifornimenti ha colpito duramente i prodotti freschi e deperibili, come ortofrutta, carne, latte e banchi frigo. In molte zone della Campania e della Puglia, la merce sugli scaffali si è ridotta della metà, scatenando il cosiddetto panic buying. I cittadini, presi dal timore di una carestia prolungata, si sono precipitati nei punti vendita per fare scorte, spingendo le associazioni di categoria a lanciare appelli per evitare accumuli ingiustificati.
La situazione è critica anche in Sicilia, dove, nonostante la revoca dei blocchi decisa dal Comitato trasportatori siciliani e dall’Associazione imprese autotrasportatori siciliani (Aias) guidata da Giuseppe Richichi dopo i tavoli in prefettura, i giorni di stop hanno lasciato i magazzini completamente a secco. Nel frattempo, in Molise, al mercato di Termoli, il blocco dei flussi ha provocato un paradosso economico: il pesce fresco arriva a costare meno della verdura, mentre i consumatori, stretti nella morsa del caro-vita, riducono drasticamente gli acquisti all’osso.
Iniziano a scarseggiare le merci anche al Nord
Le proteste degli autotrasportatori stanno però iniziando a produrre conseguenze concrete e preoccupanti anche sulla distribuzione alimentare al Nord. La Fiesa Confesercenti Toscana ha infatti raccolto le prime segnalazioni allarmanti dagli operatori del settore ortofrutticolo, evidenziando pesanti rallentamenti nelle forniture di frutta e verdura in arrivo dai bacini del Mezzogiorno come Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata. Persino in Veneto le ripercussioni si fanno sentire, con Confcommercio regionale che segnala forniture che procedono a singhiozzo e una progressiva scarsità di prodotti alimentari nei supermercati e nei mercati rionali. Il blocco dei Tir sta così travolgendo l’intera catena logistica nazionale.
La linea dura del Viminale e le tensioni sul territorio
Il governo, dal canto suo, ha deciso di rispondere con la linea dura, mobilitando le forze dell’ordine per garantire la sicurezza e la libera circolazione delle merci. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ordinato un’azione a tappeto che ha portato all’identificazione di 1.339 soggetti ritenuti responsabili dei blocchi, con 71 denunce e 242 sanzioni amministrative, soprattutto in Campania.
Per tamponare l’emergenza, il Viminale ha disposto l’utilizzo di scorte della polizia per centinaia di mezzi pesanti, 500 soltanto in Campania, permettendo ai camionisti intenzionati a lavorare di muoversi in sicurezza. Ciononostante, non sono mancate tensioni e atti di violenza, come nel Casertano, dove sono state tagliate le ruote ai mezzi di chi aveva scelto di ripartire. La crisi ha toccato persino i trasporti aerei: gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria hanno registrato una carenza di carburante per i velivoli, chiedendo ai piloti di fare rifornimento altrove.
La risposta dell’esecutivo e il vertice di governo
La premier Giorgia Meloni ha presieduto a Palazzo Chigi un vertice d’urgenza insieme ai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, ai ministri Francesco Lollobrigida e Matteo Piantedosi, e ai sottosegretari Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano. L’esecutivo ha messo a punto un decreto legge mirato a riunire interventi specifici per il comparto dell’autotrasporto e nuove risorse finanziarie per il settore agricolo, che verrà esaminato dal Consiglio dei Ministri.
Dato che la situazione si sta parzialmente sbloccando, la Federazione regionale della logistica (Fedralog) ha annunciato la sospensione della protesta in Calabria, pur chiedendo risposte concrete in vista del prossimo incontro fissato con il ministro Matteo Salvini. Dal canto loro, le associazioni datoriali e di categoria, tra cui Confcommercio con Carlo Sangalli, Coldiretti con Ettore Prandini e Conftrasporto con Pasquale Russo, invocano il senso di responsabilità generale, avvertendo che senza una risoluzione immediata il sistema economico rischia il collasso definitivo.