È stato necessario paralizzare intere Regioni per una settimana, tra strade bloccate e merci ferme, prima che il Governo arrivasse a un accordo con gli autotrasportatori e mettesse sul tavolo risorse concrete contro il caro gasolio.
Dopo giorni di tensioni, blocchi e difficoltà nelle consegne, arriva infatti l’accordo tra l’esecutivo e le associazioni dell’autotrasporto, accompagnato da un decreto legge approvato oggi 22 ottobre dal Consiglio dei ministri.
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Ad annunciarlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un videomessaggio illustra gli interventi che sarebbero stati concordati attraverso il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
Al centro dell’intesa ci sono 106 milioni di euro aggiuntivi per il credito d’imposta sul carburante, lo sblocco di pagamenti arretrati e nuove disposizioni per alleggerire le difficoltà finanziarie delle imprese. In più, arrivano 60 milioni di euro per il gasolio agricolo e 10 milioni per la pesca.
Una risposta all’emergenza economica, dunque, che – a detta della premier – punterebbe a garantire liquidità alle aziende e a ripristinare la circolazione delle merci. Senza però affrontare, almeno in questa fase, il problema strutturale: quanto può continuare a costare al sistema produttivo italiano la dipendenza dal gasolio?
Credito d’imposta sul gasolio, cosa prevede l’accordo
La misura principale riguarda il credito d’imposta riconosciuto alle imprese di autotrasporto per compensare l’aumento del prezzo del gasolio. Secondo quanto dichiarato da Meloni, il Ministero dei Trasporti ha già avviato i pagamenti relativi al periodo marzo-agosto 2026, mentre nei prossimi giorni le aziende dovrebbero ricevere gli acconti.
La novità riguarda soprattutto le procedure: i controlli saranno effettuati successivamente all’erogazione, per evitare che le verifiche amministrative rallentino ulteriormente l’arrivo delle risorse.
Il Governo ha inoltre annunciato 106 milioni di euro aggiuntivi rispetto ai 434 milioni già stanziati nei mesi precedenti, portando a circa 540 milioni di euro le risorse complessive indicate dalla presidente del Consiglio per il sostegno al carburante. Il rifinanziamento servirà anche a coprire i rincari di settembre e ottobre 2026. Le imprese avranno poi tempo fino al 31 marzo 2027 per utilizzare i crediti fiscali, superando la precedente scadenza di fine anno.
Un intervento sollecitato dalle associazioni di categoria, che già l’8 ottobre avevano denunciato ritardi burocratici e incertezze nell’accesso alle agevolazioni, chiedendo di trasformare gli impegni economici in pagamenti effettivi.
Leasing dei camion e trasporto via mare: le altre misure
L’accordo non riguarda soltanto il gasolio. Tra gli interventi annunciati figura anche la possibilità di rinviare il pagamento dei canoni di leasing dei veicoli utilizzati dalle imprese di autotrasporto, con una sospensione prevista fino al 31 marzo 2027.
Un’altra misura interessa i contratti di trasporto meno tutelati, per i quali viene rafforzato il meccanismo di adeguamento dei corrispettivi al costo del carburante. L’obiettivo è evitare che gli aumenti del diesel ricadano interamente sui trasportatori, soprattutto quando non hanno sufficiente potere contrattuale nei confronti dei committenti.
Per il trasporto via mare, invece, il Governo ha annunciato lo sblocco da novembre dei pagamenti arretrati relativi agli incentivi per i servizi marittimi.
Fonti: Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri / FAI