Questa statua gonfiabile dedicata alla dea della democrazia crolla se i visitatori smettono di gonfiarla

Per tenere in piedi la democrazia, a Gand, in Belgio, bisogna mettersi a pompare. Letteralmente. Una grande statua gonfiabile raffigurante la Dea della Democrazia resta eretta soltanto finché qualcuno continua a immettere aria al suo interno. Basta interrompere lo sforzo e la figura comincia ad afflosciarsi. Non servono discorsi solenni: il risultato è sotto gli occhi di tutti.

L’installazione si chiama Perseverance (Goddess of Democracy) ed è opera di zweintopf, duo artistico austriaco. È stata presentata a Gand nell’ambito di Democracy Workout, un percorso interattivo organizzato dal Design Museum Gent per invitare i visitatori a esercitare, anche fisicamente, alcune capacità necessarie alla vita democratica.

Una dea che ha bisogno di qualcuno disposto a pompare

All’inizio di ottobre la statua è stata collocata sull’acqua, accanto al Gravensteen, il castello medievale di Gand. Una figura monumentale, bianca, con il braccio sollevato e una torcia in mano. L’aspetto è quello di un monumento celebrativo, con una differenza piuttosto importante: senza l’intervento delle persone, perde aria.

I visitatori possono azionare una pompa collegata alla scultura. Finché qualcuno lavora, la dea mantiene la sua forma. Quando ci si ferma, si piega su sé stessa. C’è chi pompa e chi guarda. Chi si impegna per qualche minuto e chi probabilmente preferisce lasciare il lavoro agli altri. L’opera funziona anche così, senza bisogno di sapere nulla di arte contemporanea.

Secondo la presentazione del museo, la scultura raggiunge i nove metri d’altezza. Altre descrizioni dell’installazione riportano misure inferiori. La sua caratteristica più interessante, comunque, è quella che nessun metro può registrare: quanto tempo le persone sono disposte a continuare.

La statua distrutta a piazza Tiananmen

La figura riprende un’immagine che ha una storia precisa. Nel maggio del 1989, durante le proteste per la democrazia a Pechino, un gruppo di studenti d’arte realizzò una statua alta circa dieci metri e la innalzò in piazza Tiananmen. La chiamarono Dea della Democrazia. Aveva il volto rivolto verso il grande ritratto di Mao Zedong e teneva una torcia sollevata. Era costruita con materiali relativamente semplici, ma diventò rapidamente uno dei simboli delle manifestazioni.

Pochi giorni dopo, nella notte tra il 3 e il 4 giugno, l’esercito cinese intervenne per reprimere le proteste. La statua venne distrutta durante l’operazione militare, che provocò un numero di morti ancora oggi oggetto di stime differenti e di una pesante censura da parte delle autorità cinesi. La versione gonfiabile di zweintopf recupera quella figura e le aggiunge una fragilità visibile. Il monumento che a Pechino fu abbattuto dai militari, qui può cedere semplicemente perché nessuno continua ad alimentarlo.

L’opera era stata ideata nel 2019, trent’anni dopo la repressione di Tiananmen. La sua presenza a Gand la inserisce in un percorso dedicato alla partecipazione, al confronto e alla capacità di affrontare i conflitti senza rinunciare al dialogo.

La democrazia diventa un esercizio fisico

Democracy Workout comprende diverse installazioni distribuite tra il museo e alcuni spazi cittadini. Ci sono esercizi che chiedono di trovare un equilibrio con un’altra persona, attività dedicate alla disinformazione e perfino un chiosco delle risposte facili, dichiarato permanentemente chiuso. Una scelta che, considerato il successo delle risposte facili nella politica contemporanea, ha una sua discreta ironia.

Il percorso si ispira alle competenze democratiche individuate dall’organizzazione danese We Do Democracy: ascoltare, negoziare, convivere con le differenze e partecipare alle decisioni collettive.

La Dea della Democrazia è stata esposta accanto al castello nei primi giorni di ottobre, in occasione della riapertura del Design Museum Gent. L’installazione all’aperto era temporanea e non si trova più in quella posizione. Il progetto del museo prosegue con le altre attività del percorso.

La scultura lascia un’immagine difficile da dimenticare. Una persona può iniziare a pompare, un’altra può darle il cambio. Oppure tutti possono fermarsi e guardare cosa succede. Per una volta, la partecipazione democratica si può misurare anche con il fiato.

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