A Roma arriva la spesa a rate: vogliamo davvero chiamare progresso indebitarsi per riempire il frigo?

Prima erano soprattutto automobili, elettrodomestici e altri acquisti importanti a essere pagati a rate. Oggi, invece, la rateizzazione sta entrando sempre più nella vita quotidiana ed è arrivata anche al supermercato: si può infatti fare la spesa, riempire il carrello e rimandarne il pagamento o dividerlo in più rate. È la nuova possibilità introdotta da Pewex, catena di supermercati presente a Roma e nel Lazio, che consente ai clienti di dilazionare il pagamento della spesa attraverso l’app e il servizio finanziario Klarna.

Una possibilità presentata come flessibile e comoda per i consumatori, ma che apre anche una domanda tutt’altro che banale: fin dove si può spingere il credito al consumo, se arriva a riguardare persino il cibo, cioè uno dei bisogni più basilari che esistano?

Come funziona

La spesa a rate è disponibile, come spiega la stessa catena, in tutti i punti vendita del marchio. Pewex è una realtà della grande distribuzione presente nella capitale e nella sua provincia: il servizio riguarda quindi esclusivamente la rete della catena e non, almeno per ora, i supermercati italiani in generale.

Il sistema viene gestito attraverso l’app Pewex e Klarna, la società che offre servizi di pagamento dilazionato e Buy Now Pay Later. Al momento del pagamento, il cliente può scegliere tra diverse possibilità: saldare subito l’intero importo, rimandare il pagamento di 30 giorni senza interessi, oppure dividere la spesa in tre rate mensili, anche in questo caso senza costi aggiuntivi.

È inoltre possibile finanziare la spesa su un periodo più lungo, da 6 a 12 rate mensili — ma qui la musica cambia, perché viene applicato un tasso di interesse, con condizioni che dipendono da Klarna e sono soggette ad approvazione. È proprio questa formula a meritare più attenzione in quanto trasforma la spesa alimentare, un acquisto ricorrente e necessario, in un piccolo debito con tanto di interessi da restituire.

Va detto anche che il procedimento non è complicato, ma richiede una preparazione prima di arrivare alla cassa: chi vuole usare il servizio deve avere l’app Pewex e completare la registrazione a Klarna, fornendo diversi dati personali e finanziari: numero di telefono, data di nascita, indirizzo di fatturazione, codice fiscale e i dati della carta o del conto da usare per il pagamento.

Perché fa discutere

Dietro la comodità di poter scegliere come pagare, la novità di Pewex apre una questione ben più ampia. Se oggi si può mettere a rate persino la spesa settimanale, quella che serve a riempire il frigo di casa, viene spontaneo chiedersi: quanto è diventato difficile arrivare a fine mese?

Fino a poco tempo fa il pagamento dilazionato riguardava soprattutto beni costosi e non indispensabili, oggi entra invece nel carrello del supermercato, e riguarda ciò che le famiglie comprano ogni settimana, senza eccezioni: pane, pasta, latte, frutta, verdura.

Il problema non è certo poter dividere una spesa particolarmente alta, né scegliere questa formula significa automaticamente trovarsi in difficoltà economica. Può capitare a chiunque di avere un mese più pesante del solito. Il punto è un altro: cosa succede quando il credito diventa lo strumento con cui si sostengono anche le spese più ordinarie e ripetitive?

Perché rateizzare un acquisto eccezionale da qualche migliaio di euro è una cosa. Cominciare a pagare a rate quello che si ricomprerà la settimana dopo è tutta un’altra storia. Se oggi si spendono 150 euro al supermercato e si decide di pagarli in tre mesi, non si è fatto un affare: si è solo spostato il conto nel futuro. Nel frattempo, però, la spesa continua — e le rate rischiano di accumularsi una sull’altra, mese dopo mese.

Questo è il punto più delicato. La rateizzazione può dare, nell’immediato, la sensazione di avere più margine economico. Ma non abbassa il costo della vita di un solo centesimo. E se diventa un’abitudine, rischia di trasformare un bisogno ricorrente — mangiare — in un impegno finanziario altrettanto ricorrente.

Resta quindi una domanda parecchio inquientante: siamo davvero arrivati al punto in cui, per comprare il cibo, bisogna pensare a come finanziarlo? Il servizio può essere utile in situazioni specifiche, certo. Ma il solo fatto che il Buy Now Pay Later sia entrato nel carrello della spesa dice qualcosa su un contesto in cui, per molte famiglie, anche le spese alimentari più ordinarie stanno diventando sempre più pesanti da sostenere.

Il commento dell Cgil

Duro il commento della Cgil, che vede dietro questa “nuova comodità” un segnale tutt’altro che rassicurante: il credito che entra nella spesa quotidiana perché il reddito, ormai, non basta più a coprire con la stessa facilità anche i bisogni essenziali.

In un post su Facebook, il segretario generale Natale Di Cola contesta proprio questa normalizzazione della rateizzazione anche sui piccoli importi:

Ce la raccontano come libertà e comodità per la clientela ma la verità è che si sta sfruttando la crisi delle persone per massimizzare ancora di più i profitti su beni primari e irrinunciabili. Questa è la misura della difficoltà che vivono le persone nel nostro Paese.

Per la Cgil il problema va affrontato alla radice, intervenendo su prezzi e rincari, non rendendo semplicemente più comodo rimandare il pagamento della spesa:

È inaccettabile. Cos’altro deve accadere prima che il Governo e le istituzioni del territorio affrontino il caro vita? Bisogna calmierare i prezzi, accendere i fari sui rincari ingiustificati per combattere le speculazioni e serve, soprattutto, un’alternativa pubblica, perché è incredibile che l’accesso al cibo continui a essere esclusivamente nelle mani del mercato e del comportamento opportunistico della grande distribuzione.

Fonte: Pewex   / Natale Di Cola

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