Tokyo ha stabilito un incredibile e allo stesso tempo drammatico primato meteorologico, registrando ben 37 giorni consecutivi di precipitazioni ininterrotte cominciate il 27 agosto e terminate il 2 ottobre prima, finalmente, di un weekend soleggiato. Secondo i dati diffusi dall’Agenzia meteorologica giapponese, un evento di tale portata non si verificava dall’inizio delle rilevazioni storiche nel 1886, polverizzando il precedente record di 33 giorni stabilito nel 2019.
La situazione critica è precipitata nel mese di settembre, quando la stazione di osservazione del quartiere di Chiyoda ha accumulato ben 629 millimetri di pioggia, un quantitativo pari a circa tre volte la media stagionale e secondo solo al record storico di 670,9 millimetri registrato nel settembre 1958. A scatenare questa infinita ondata di maltempo sono stati i passaggi devastanti dei tifoni Krovanh e Dujuan, quest’ultimo responsabile di gravissime alluvioni, frane e della tragica perdita di 13 vite umane nelle prefetture circostanti come Chiba e Kanagawa, con oltre 1.9 milioni di persone costrette all’evacuazione durante il periodo festivo del Silver Week.
Tra disagi quotidiani, trasporti nel caos e collegamenti ferroviari paralizzati
Questa straordinaria sequenza di piogge ha completamente stravolto la vita quotidiana di residenti e turisti nella capitale, costretti a fare i conti con meno di 50 ore di sole in un intero mese. Il passaggio del tifone Dujuan del 21 settembre ha provocato la cancellazione immediata di 275 voli operati da Japan Airlines e All Nippon Airways, oltre alla sospensione totale di diverse linee ferroviarie gestite da JR East, isolando la capitale dalle aree limitrofe.
Le autorità locali hanno dovuto fronteggiare emergenze continue, inclusi i cedimenti degli argini attorno al lago Inbanuma e pesanti allagamenti nelle mete turistiche di Kamakura e Hakone. Esperti e climatologi attribuiscono questa anomalia estrema alla combinazione pericolosa tra il riscaldamento globale e gli effetti persistenti del fenomeno El Niño.
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Il paradosso climatico globale: il contrasto drammatico con le aree colpite dalla siccità
Mentre Tokyo e la regione del Kanto annegavano sotto milioni di litri d’acqua, il resto del pianeta offriva uno scenario climatico profondamente capovolto e drammaticamente speculare. Il fenomeno atmosferico El Niño, indicato dagli scienziati tra i principali motori di questa fase estrema in Giappone, continua a flagellare altre aree geografiche del globo con grave siccità prolungata, incendi boschivi devastanti e carenze idriche devastanti per l’agricoltura. Una situazione che, come ben sappiamo, ha colpito anche il nostro Paese e l’Europa intera con temperature record e quasi totale assenza di pioggia durante l’estate. Questo netto divario mette in evidenza la fragilità degli equilibri ambientali attuali, dove estremi opposti – piogge torrenziali record da una parte e desertificazione accelerata dall’altra – convivono simultaneamente, mettendo a dura prova la stabilità degli ecosistemi mondiali.