Un’esistenza segnata da una patologia complessa e mai identificata con certezza si è spenta all’improvviso lontano da casa. Giorgia Kus, conosciuta online da oltre 360mila persone, è deceduta a soli 11 anni nella giornata di ieri. La bambina si trovava in vacanza nella Penisola Iberica insieme ai genitori, William Kus e Francesca Doretto, per fare visita al nonno paterno.
Venerdì 21 agosto le sue condizioni di salute sono precipitate repentinamente a causa di una grave crisi respiratoria. La corsa d’urgenza al pronto soccorso di Elche ha rivelato la presenza di una polmonite. Considerata la fragilità del quadro clinico, i medici hanno disposto il trasferimento immediato al centro specialistico di Alicante. Durante il ricovero, il quadro si è complicato ulteriormente per la comparsa di trombi negli arti inferiori, trattati con eparina. Dopo giorni di apprensione, il cuore della piccola ha smesso di battere, lasciando un vuoto incolmabile.
Le parole dei genitori e l’ultimo disperato aggiornamento
Attraverso i canali social dedicati alla figlia, i genitori avevano tenuto informata la vasta comunità di sostenitori fino agli ultimi momenti. Prima del drammatico epilogo, la famiglia aveva condiviso l’evoluzione del ricovero spiegando:
L’abbiamo subito portata in pronto soccorso ad Elche dove l’hanno immediatamente sedata e intubata. Poi ci hanno trasferito ad Alicante ospedale più attrezzato. Ha una polmonite.ù
Poco dopo, i medici avevano confermato la gravità della situazione ma la speranza non si era spenta:
Ci hanno detto che è a rischio di vita ma che c’è speranza. Le novità sono dei trombi nelle gambe, ora devono mettere eparina per scioglierli per evitare embolie polmonari.
Purtroppo, la situazione è degenerata irrimediabilmente nelle ore successive. Il doloroso annuncio definitivo è giunto con un messaggio spiazzante nella sua drammaticità:
Scusate la brevità del post ma non so che scrivere ora. Giorgia non ce l’ha fatta.
Una vita di coraggio tra terapie e sfide burocratiche
Il percorso medico di Giorgia Kus era iniziato all’età di 4 anni, quando un’improvvisa infiammazione alla schiena le aveva tolto la capacità di camminare, costringendola all’uso della sedia a rotelle e del busto ortopedico. Per garantirle le migliori cure possibili e costanti sedute di fisioterapia, la famiglia aveva scelto di trasferirsi da Trieste a Conegliano, in provincia di Treviso.
La bambina era stata seguita a lungo presso la Pediatria dell’ospedale di Padova e nella struttura riabilitativa di Conegliano, ottenendo piccoli ma significativi progressi. La madre Francesca Doretto aveva trasformato questo lungo calvario in una narrazione di speranza attraverso il libro La principessa sorriso, una favola scritta per spiegare alla figlia le sue vicissitudini quotidiane. Oltre alle sofferenze fisiche, la famiglia aveva affrontato dure battaglie burocratiche per abbattere le barriere architettoniche e fare ottenere alla piccola l’iscrizione all’istituto di Rua di Feletto, afferente all’Istituto comprensivo 3 Brustolon. Tra pochi giorni la bambina avrebbe dovuto iniziare il suo nuovo percorso alle scuole medie, un traguardo atteso con grande entusiasmo che purtroppo non ha potuto raggiungere.