A tre giorni dall’incendio divampato nell’area PIP di Airola, in provincia di Benevento, il rogo non è ancora completamente spento e cresce l’attenzione per i dati ambientali. I primi rilievi Arpac sottolineano infatti una concentrazione complessiva di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili pari a 0,28 pg/Nm³ I-TEQ, un valore superiore al parametro di riferimento di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ utilizzato dalla comunità scientifica.
Le fiamme, scoppiate il 31 agosto nello stabilimento della Ecoenergy, hanno interessato un’area di circa 26mila metri quadrati e provocato il crollo parziale della struttura. Sul posto continuano a operare i Vigili del Fuoco, impegnati nello spegnimento dei focolai residui, nello smassamento dei materiali e nella rimozione delle macerie.
Ne abbiamo parlato qui: Maxi incendio nell’area industriale di Airola (Benevento), in fiamme un deposito di rifiuti: “barricatevi in casa”
Per raggiungere le zone diventate inaccessibili alle squadre a terra viene utilizzato anche un robot antincendio proveniente dal Comando di Avellino, mentre il dispositivo di soccorso è stato rafforzato con autobotti provenienti da Napoli, Avellino e Caserta.
Prosegue intanto il monitoraggio della qualità dell’aria. Oltre al campionatore installato nelle immediate vicinanze dell’incendio, sono stati posizionati altri tre rilevatori ad alto flusso ad Arienzo, Bucciano e Rotondi.
Cosa è successo
L’incendio è scoppiato nel pomeriggio del 31 agosto, intorno alle 16:17, nello stabilimento della Ecoenergy di via Carracciano, all’interno dell’area industriale di Airola. La struttura, adibita allo stoccaggio e al trattamento dei rifiuti, risultava già sottoposta a sequestro giudiziario.
In poche ore una densa colonna di fumo nero si è alzata sopra la Valle Caudina, rendendosi visibile a chilometri di distanza. Il sindaco di Airola Vincenzo Falzarano ha attivato il Centro Operativo Comunale e invitato i residenti delle aree maggiormente esposte ai fumi ad allontanarsi dalle abitazioni per precauzione.
L’allarme si è rapidamente esteso anche ai comuni vicini. A Montesarchio, San Martino Valle Caudina, Moiano e Paolisi sono state diffuse indicazioni di autoprotezione, con l’invito a restare in casa, tenere chiuse porte e finestre ed evitare attività all’aperto.
Anche l’ASL Benevento ha raccomandato di spegnere i sistemi di ventilazione che prelevano aria dall’esterno, evitare di lasciare indumenti all’aperto e lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo. In alcune aree è stato inoltre disposto temporaneamente il divieto di raccolta e consumo dei prodotti ortofrutticoli.
Sul fronte investigativo restano in corso gli accertamenti per chiarire le cause dell’incendio, con gli inquirenti che non escludono la matrice dolosa. Parallelamente, Legambiente Campania e Legambiente Valle Caudina hanno chiesto piena trasparenza sui risultati delle analisi ambientali e un rafforzamento dei controlli sui siti di stoccaggio dei rifiuti.