Ammassati e malnutriti in un allevamento abusivo lager: salvati 110 cani Alaskan Malamute a Imola

L’intervento congiunto condotto a Imola dai Carabinieri Forestali e dai servizi veterinari dell’Ausl di Bologna ha portato alla luce una realtà di gravissimo degrado all’interno di una proprietà privata adibita ad allevamento abusivo. L’operazione è scaturita da un’ispezione disposta dalla Procura di Bologna nell’ambito di un procedimento penale avviato nell’ottobre 2025 a carico della proprietaria per maltrattamento di animali.

Il controllo era stato inizialmente stabilito per verificare le condizioni di 4 esemplari già sottoposti a un precedente sequestro e lasciati in custodia giudiziaria alla stessa donna. All’arrivo dei militari la situazione si è rivelata catastrofica: uno dei cani precedentemente sequestrati è stato trovato deceduto, un altro è risultato introvabile e presumibilmente morto da tempo, mentre ben 110 esemplari di razza Alaskan Malamute, suddivisi in 94 adulti e 16 cuccioli, sopravvivevano ammassati tra deiezioni, malnutrizione e grave disidratazione.

110 Alaskan Malamute salvati da un allevamento abusivo

@ENPA

La rete di soccorso e il ruolo fondamentale dell’Enpa

Di fronte all’emergenza sanitaria, l’Ente Nazionale Protezione Animali si è attivato immediatamente sul campo affiancando le forze dell’ordine nelle operazioni di messa in sicurezza. L’associazione ha preso in carico oltre 20 animali, con priorità assoluta per i cuccioli e per gli esemplari in condizioni cliniche o comportamentali maggiormente compromesse, distribuendoli in strutture idonee dislocate tra Bologna, Faenza e Vicenza.

Nello specifico, il canile di Faenza ha accolto 19 cani, tra cui diverse femmine che potrebbero essere incinte. La presidente nazionale Giusy D’Angelo ha espresso profonda indignazione per l’accaduto, sottolineando come la priorità sia ora garantire cure veterinarie tempestive e avviare un percorso di recupero psicologico e fisico. La rete dei volontari continua a lavorare in sinergia con altre sigle animaliste, come la Lav, per reperire ulteriori spazi idonei senza gravare finanziariamente sullo Stato.

Gli ostacoli burocratici e la gestione legale degli animali

Il sequestro preventivo dei 110 cani è stato convalidato dall’autorità giudiziaria, aprendo una delicata fase di stallo legale per il loro futuro. Poiché l’ordinamento giuridico considera ancora gli animali come beni mobili legati al procedimento penale, gli esemplari presi in custodia non risultano al momento adottabili da famiglie private.

Sarà esclusivamente il giudice competente a doversi pronunciare per sbloccare la loro posizione e concedere il via libera agli affidamenti definitivi. Nel frattempo, l’intenso lavoro svolto dai volontari rappresenta l’unica garanzia per assicurare cibo, riparo e affetto a questa numerosa comunità di Alaskan Malamute, in attesa che la giustizia accerti in modo definitivo le responsabilità penali dell’ex allevatrice.

Fonte: ENPA

Leggi tutto