Allarme bomba nelle scuole di tutta Europa: migliaia di studenti evacuati, cosa sappiamo delle e-mail minatorie (e chi c’è dietro)

Una normale mattinata di scuola trasformata, nel giro di pochi minuti, in una corsa fuori dalle aule. Bambini radunati nelle palestre, genitori chiamati a recuperarli, insegnanti alle prese con le procedure di evacuazione e forze dell’ordine impegnate a controllare gli edifici.

È quanto accaduto lunedì 19 ottobre, quando una raffica di e-mail contenenti minacce di attentati ha raggiunto numerosi istituti scolastici italiani ed europei, facendo scattare evacuazioni precauzionali e operazioni di sicurezza.

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Da Nord a Sud Italia, fino al Regno Unito e ad alcuni Paesi dell’Europa centro-orientale, il copione è apparso simile: messaggi elettronici che annunciavano la presenza di bombe nelle scuole, accompagnati da riferimenti religiosi e proclami estremisti. Ma, fortunatamente, i controlli finora comunicati dalle autorità non hanno portato al ritrovamento di ordigni.

In ogni caso, se il pericolo annunciato non ha trovato riscontro, resta da chiarire chi abbia deciso di prendere di mira centinaia di scuole e se gli episodi registrati nei diversi Paesi siano effettivamente collegati.

Cosa è accaduto in Italia

Secondo quanto riferito dall’ANSA, almeno 50 istituti scolastici in Italia hanno ricevuto un’e-mail minatoria apparentemente inviata dal ministero dell’Istruzione dell’Arabia Saudita.

Il messaggio, che riportava nell’oggetto la frase “La morte è vicina”, annunciava la presenza di un ordigno esplosivo all’interno degli edifici scolastici e conteneva minacce di ulteriori attentati:

Vi informiamo con la massima urgenza che in questo momento nell’edificio è stato collocato un ordigno esplosivo contenente nitrato d’ammonio. Oggi, con il permesso di Allah, condurremo una serie di attacchi terroristici pianificati sul territorio nazionale. Ciò che proverete oggi è solo l’inizio. Un giorno, il vostro governo cederà il potere e verrà instaurata la Sharia. Allahu Akbar.

Il mittente visualizzato nelle e-mail non rappresenta, naturalmente, una prova della loro effettiva provenienza. Un indirizzo di posta elettronica può infatti essere falsificato per simulare l’identità di un’istituzione o di un’organizzazione.

Le segnalazioni hanno fatto immediatamente scattare i protocolli di sicurezza, con l’intervento delle forze dell’ordine e, in diversi casi, delle unità cinofile specializzate nella ricerca di esplosivi. Le verifiche riportate finora hanno dato esito negativo.

Dove sono state evacuate le scuole

Particolarmente estesa è stata l’emergenza in Veneto. Qui, nel Veronese soprattutto, sono state disposte evacuazioni precauzionali nelle aree di Castel d’Azzano e Bosco Chiesanuova. Secondo l’ANSA, i provvedimenti hanno interessato complessivamente 27 plessi scolastici, dalle scuole dell’infanzia fino alle secondarie di primo grado.

Gli alunni sono stati inizialmente radunati nelle palestre, mentre le famiglie venivano contattate per organizzare il rientro a casa. Nel frattempo, le unità cinofile hanno avviato le operazioni di controllo. Altri tre istituti sono stati coinvolti da segnalazioni analoghe nel Padovano.

In Emilia-Romagna, l’allarme ha riguardato, tra gli altri, il polo scolastico di Rivalta, nel Reggiano, dove circa 80 bambini sono stati allontanati precauzionalmente dagli edifici. In Toscana sono state segnalate evacuazioni e verifiche nelle province di Lucca e Arezzo.

L’emergenza ha raggiunto anche la Calabria, con tre scuole interessate dalle minacce: l’istituto Volta di Cotronei, nel Crotonese, l’istituto Jerace di Polistena e l’istituto comprensivo Giovanni XXIII di Villa San Giovanni, nel Reggino. A Cotronei sono intervenuti anche specialisti con unità cinofile provenienti da Vibo Valentia, impegnati nelle ispezioni dei locali scolastici.

In Irlanda del Nord oltre 300 scuole

In Irlanda del Nord, oltre 300 scuole hanno ricevuto e-mail minatorie, secondo quanto riferito dall’Education Authority. La maggior parte degli istituti è rimasta aperta, mentre alcuni hanno disposto evacuazioni precauzionali. La polizia (PSNI) ha confermato che i messaggi provenivano dall’estero e che non sono stati trovati elementi sospetti. Le minacce sono quindi considerate falsi allarmi, con un rischio basso per la popolazione. Proseguono le indagini per identificare i responsabili.

Minacce anche in Scozia, Ungheria e Serbia

E-mail minatorie sono state segnalate anche in Scozia, Ungheria e Serbia, provocando controlli ed evacuazioni precauzionali. In Ungheria sarebbero state coinvolte oltre 70 scuole. La contemporaneità degli episodi fa ipotizzare una possibile campagna internazionale, ma al 20 ottobre non ci sono conferme ufficiali di un collegamento tra tutti i casi. Le indagini sono ancora in corso.

Chi ha inviato le e-mail?

Le e-mail ricevute da alcune scuole italiane facevano riferimento alla religione islamica e contenevano minacce relative all’introduzione della Sharia. Anche nel Regno Unito il ministro nordirlandese Paul Givan ha descritto il contenuto delle comunicazioni come apparentemente riconducibile ad ambienti islamisti.

Ma, l’utilizzo di slogan o riferimenti religiosi non dimostra che gli autori appartengano realmente a gruppi estremisti. Il contenuto potrebbe essere stato utilizzato per spaventare i destinatari, attribuire falsamente le minacce a determinati ambienti oppure amplificare l’impatto mediatico dell’operazione.

Saranno le indagini informatiche a chiarire l’origine effettiva dei messaggi. In Italia sono stati avviati accertamenti da parte degli investigatori, tra cui la Digos, mentre nel Regno Unito le forze di polizia stanno cercando di ricostruire la provenienza delle comunicazioni.

Per ora non risultano identificati pubblicamente i responsabili e non ci sono elementi sufficienti per affermare che si sia trattato di un’azione terroristica organizzata.

Fonti: ANSA / Corriere del Veneto / Education Authority / The Straits Times

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