Anche le balene provano il lutto: lo straziante video di una mamma che veglia per giorni il suo cucciolo nato morto

Al largo della costa meridionale della Gold Coast, in Australia, è stato documentato un comportamento toccante che ha visto protagonista una femmina di megattera. L’episodio, ripreso in un video dai ricercatori della Griffith University e della Sea World Foundation e pubblicato sulla rivista Discover Animals, mostra un’enorme balena intenta a vegliare il proprio cucciolo nato morto. A differenza di quanto osservato in passato, la madre non si è limitata a una breve interazione, ma è rimasta sott’acqua accanto al piccolo per ore e forse per giorni, mantenendo un costante contatto visivo e proteggendo il corpicino.

La novità scientifica rispetto agli odontoceti

Questa scoperta colma una lacuna significativa nella letteratura scientifica sui cetacei. Come sottolinea Olaf Meynecke, responsabile del programma di ricerca su balene e clima della Griffith University, i comportamenti di attenzione post-mortem erano stati ampiamente documentati soprattutto tra gli odontoceti, ovvero i cetacei muniti di denti come orche e delfini. Questi ultimi, in genere, tendono a spingere i piccoli deceduti verso la superficie dell’acqua. Nel caso dei misticeti, le balene con i fanoni come le megattere, un’attitudine così prolungata e intima sotto il pelo dell’acqua non era mai stata registrata prima d’ora con tale evidenza scientifica.

Il legame emotivo e la presenza di un’altra balena

Durante l’osservazione, durata oltre 3 ore secondo alcune rilevazioni e protrattasi nel tempo, gli esperti hanno notato la presenza costante di un secondo esemplare adulto rimasto vicino alla madre in lutto. Per gli scienziati, azioni di cura e accudimento così marcate confermano un attaccamento materno innato e una complessità sociale e cognitiva paragonabile a quella di altri mammiferi evoluti, come gli elefanti e i primati. La ricerca evidenzia come anche i giganti del mare condividano risposte emotive profonde di fronte alla perdita, aprendo nuove prospettive sulla comprensione della loro sensibilità.

Le implicazioni per la conservazione della specie

Documentare questi rari eventi di mortalità neonatale riveste un’importanza fondamentale per la conservazione marina. La ricerca coordinata da Olaf Meynecke e dal team australiano sottolinea la necessità di implementare sistemi di monitoraggio sistematico lungo le rotte oceaniche. Comprendere la profondità delle dinamiche emotive e dei legami familiari delle grandi balene non solo arricchisce la biologia marina, ma rafforza l’urgenza di proteggere questi magnifici mammiferi dai crescenti pericoli legati alle attività antropiche e ai cambiamenti climatici.

Fonte: Springer Nature Link

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