Durante le eclissi di sole le api smettono di ronzare: cosa sapere in vista dell’eclissi del 12 agosto 2026

Durante le eclissi di sole le api smettono di ronzare. Il fenomeno fu osservato per la prima volta il 21 agosto 2017 negli Stati Uniti, quando il Sole rimase completamente oscurato per alcuni minuti, e fu documentato da un gruppo di ricerca dell’Università del Missouri. Un’osservazione che torna oggi di grande attualità: mercoledì 12 agosto 2026 l’Europa vivrà infatti la sua prima eclissi solare totale dopo vent’anni, un’occasione unica per tornare a riflettere su come questi straordinari insetti reagiscano al buio improvviso in pieno giorno.

Un fenomeno biologico unico, che coinvolge una delle specie più affascinanti e indispensabili per la vita sulla Terra: le api. Nel 2017 milioni di americani si fermarono per osservare la loro stella oscurata, uno degli spettacoli più emozionanti che la natura possa regalare. E in quel momento così particolare, anche questi straordinari insetti “si fermarono”.

Cosa successe nel 2017

Durante l’eclisse del 2017 i ricercatori entrarono in azione assistiti da circa 400 persone tra scienziati, volontari e studenti, anche delle scuole elementari, oltre a insegnanti del Missouri, dell’Idaho e dell’Oregon. In 16 postazioni di osservazione furono collocati microfoni vicino a fiori impollinati, lontano dai rumori generati dagli esseri umani. E al culmine dell’oscurità, tutti ascoltarono il silenzio: le api avevano smesso completamente di ronzare.

Il motivo? Il buio in pieno giorno non è qualcosa che rientra nella normale esperienza di un’ape, spiegò Candace Galen, autrice principale della ricerca, dell’Università del Missouri. Si tratta di un vero e proprio “errore” comportamentale: l’oscurità viene interpretata come il segnale della notte, ma arriva nel momento sbagliato della giornata.

Studi precedenti avevano già mostrato che questi insetti volano più lentamente al crepuscolo e rientrano nelle colonie con il buio. Lo studio del 2017 confermò che le api interrompevano completamente il ronzio solo durante la totalità, mentre continuavano a volare, seppur più lente, nelle fasi di eclissi parziale. In altre parole, le api scambiano l’eclissi totale per la notte.

Il lavoro fu pubblicato sulla rivista Annals of the Entomological Society of America.

L’eclissi del 12 agosto 2026: cosa cambia

Il 12 agosto 2026 il cielo europeo tornerà protagonista di uno spettacolo che manca dal continente da vent’anni. La fascia di totalità, larga circa 290 chilometri, attraverserà la Groenlandia, sfiorerà la punta occidentale dell’Islanda e proseguirà sulla Spagna da nord-ovest a sud-est, fino alle Isole Baleari, dove il cono d’ombra lascerà la Terra al tramonto sul Mediterraneo. In queste zone il Sole scomparirà del tutto per un tempo compreso tra un minuto e mezzo e circa due minuti, e diventerà visibile la corona solare.

In Italia l’eclissi sarà invece parziale, ma comunque suggestiva: nelle regioni del Nord-Ovest, e in particolare a Ventimiglia, la copertura del disco solare sfiorerà il 95%. Il fenomeno avverrà nel tardo pomeriggio, poco prima del tramonto: l’inizio è atteso indicativamente tra le 19:25 e le 19:40, con il momento di massima copertura tra le 19:50 e le 20:25 a seconda della località.

Una precisazione importante: solo nella stretta fascia di totalità che attraversa Groenlandia, Islanda, Spagna e Baleari il cielo diventerà davvero buio come di notte, la condizione che nel 2017 spinse le api al silenzio. In Italia, dove l’eclissi resterà parziale anche nei punti di massima copertura, la luce si affievolirà sensibilmente ma non si spegnerà del tutto: sarà quindi interessante osservare se le api, anche qui, rallentino la loro attività senza però smettere completamente di ronzare, come già osservato nelle fasi non totali dello studio americano.

Un dettaglio in più per chi osserva il cielo

Chi si trova nella fascia di totalità o comunque all’aperto per l’eclissi del 12 agosto potrà godersi anche un altro spettacolo: quella sera coincide con una notte di Luna Nuova, condizione ideale per l’osservazione delle Perseidi, la celebre pioggia di stelle cadenti di San Lorenzo, subito dopo il tramonto.

Attenzione agli occhi, non solo alle api

Un promemoria che vale per tutti, non solo per gli appassionati di entomologia: l’osservazione diretta del Sole, anche durante un’eclissi parziale come quella italiana, può causare danni permanenti alla vista. L’unico mezzo sicuro sono gli appositi occhiali per eclissi certificati secondo la norma ISO 12312-2. Non sono invece sufficienti occhiali da sole (anche sovrapposti), pellicole radiografiche, filtri fatti in casa o oculari di fotocamere. Bambini e ragazzi sono i soggetti più a rischio.

Meravigliose api, non smetteranno mai di stupirci. E chissà cosa racconteranno i ricercatori, i volontari e le scuole che il 12 agosto 2026 si metteranno di nuovo in ascolto, questa volta nei cieli d’Europa.

Fonte: Annals of the Entomological Society of America.

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