L’aspartame torna al centro del dibattito dopo la nuova valutazione scientifica dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).
Come annunciato nei mesi scorsi, l’ente europeo ha riesaminato le evidenze disponibili sul sale di aspartame-acesulfame (E 962, un edulcorante a basso o nullo contenuto calorico che combina due sostanze già note: l’aspartame E 951 e l’acesulfame-K.) e ha confermato la sicurezza dell’utilizzo dell’aspartame (E 951) ai livelli di esposizione già stabiliti.
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Secondo l’EFSA, insomma, le evidenze scientifiche disponibili confermano che il composto è sicuro ai livelli di esposizione stabiliti e non è necessario modificare le attuali soglie di sicurezza: il gruppo di esperti, infatti, non avrebbe riscontrato problemi di sicurezza associati agli usi e ai livelli di utilizzo attualmente segnalati di acesulfame K (E 950), aspartame (E 951) e del sale di aspartame-acesulfame E 962.
Aspartame: cosa ha stabilito l’EFSA
La nuova valutazione rientra nel programma europeo di rivalutazione degli additivi alimentari autorizzati prima del 20 gennaio 2009. Gli esperti dell’EFSA hanno esaminato diversi tipi di dati, tra cui studi tossicologici, epidemiologici e informazioni sull’esposizione alimentare.
La conclusione è che il sale di aspartame-acesulfame può essere considerato sicuro e che restano confermati gli attuali valori di assunzione giornaliera accettabile:
- aspartame: 40 mg per chilogrammo di peso corporeo al giorno
- acesulfame-K: 15 mg per chilogrammo di peso corporeo al giorno
La dose giornaliera accettabile non rappresenta un’indicazione su quanto consumare, ma un parametro utilizzato dagli enti regolatori per definire un livello di esposizione considerato sicuro anche nel lungo periodo.
L’aspartame è uno degli edulcoranti artificiali più utilizzati al mondo. È circa 200 volte più dolce dello zucchero e viene impiegato in moltissimi prodotti destinati a ridurre o eliminare l’uso dello zucchero.
Lo troviamo, per esempio, in:
- bibite senza zucchero
- gomme da masticare
- caramelle
- dessert
- prodotti a ridotto contenuto calorico
- dolcificanti da tavola
Nell’Unione europea la sua presenza deve essere indicata chiaramente in etichetta con il nome “aspartame” oppure con la sigla E 951.
La questione cancro
Negli ultimi anni questo additivo è stato al centro di un acceso dibattito scientifico e mediatico. Nel 2023 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) lo ha inserito nella categoria delle sostanze “possibilmente cancerogene” per l’uomo (gruppo 2B). Questa classificazione riguarda però il possibile pericolo associato a una sostanza e non misura direttamente il rischio reale alle quantità normalmente assunte attraverso gli alimenti.
Le valutazioni di enti che si occupano di sicurezza alimentare, come EFSA e il comitato congiunto FAO/OMS sugli additivi alimentari (JECFA), hanno invece continuato a basarsi sulla quantità effettivamente ingerita dai consumatori, mantenendo invariati i livelli considerati sicuri. In altre parole: una sostanza può essere oggetto di attenzione scientifica senza che ciò significhi automaticamente che l’esposizione abituale rappresenti un rischio concreto.
Cosa significa per chi consuma prodotti con aspartame?
La nuova valutazione dell’EFSA non cambia le regole: i prodotti contenenti aspartame possono continuare a essere venduti nell’Unione europea nel rispetto dei limiti stabiliti.
Per i consumatori il consiglio resta quello valido per tutti gli ingredienti: leggere le etichette, variare l’alimentazione e non basare la dieta quotidiana su prodotti dolcificati artificialmente. L’aspartame resta quindi una sostanza autorizzata e sottoposta a controlli, ma anche uno degli esempi più evidenti di quanto il rapporto tra alimentazione, scienza e percezione pubblica possa essere complesso.
Fonte: EFSA