Un’ondata di scontento popolare sta travolgendo le arterie del Mezzogiorno. La mobilitazione ad oltranza contro il carovita e l’impennata del costo del gasolio, schizzato vicino alla soglia di 2,3 euro al litro con un aumento del 40% rispetto allo scorso anno, ha condotto al blocco della circolazione stradale. Dalla mezzanotte di lunedì 19 ottobre, la protesta mossa dagli autotrasportatori ha causato 2 chilometri di coda tra Villa Literno, Pomigliano e la barriera di Napoli Nord sull’autostrada A1, oltre a paralizzare l’A30 tra Maddaloni e il Bivio per Caserta con 3 chilometri di incolonnamento. La Polizia Stradale e il personale di Autostrade per l’Italia sono intervenuti per gestire i blocchi a Caserta Sud, Palma Campania, Sarno e Nocera-Pagani.
In Puglia si registra la marcia del Consorzio Acar (Altamura Consorzio autotrasportatori riuniti), con un corteo di 35 motrici e 100 manifestanti partito da Altamura sulla statale 96 e diretto al presidio sul lungomare Nazario Sauro a Bari per incontrare il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro. In Calabria la protesta guidata dalla sigla Fedralog e dai movimenti agricoli presidia ben 15 snodi stradali tra Firmo, Cassano, il Pollino e Falerna. Sebbene inizino a scarseggiare le forniture di alimenti freschi nei supermercati e le scorte di carburante nelle pompe di benzina, gli autotrasportatori confermano che la protesta proseguirà fino all’incontro a Milano con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi, previsto per le ore 15,00 di martedì 20 ottobre.
L’affondo di Fiorello al Tg1 e il silenzio dei media sulle proteste del Sud
Mentre la paralisi dei trasporti rischia di fermare le catene logistiche del Paese, i riflettori delle grandi testate nazionali e del servizio pubblico sono rimasti a lungo puntati sui cortei studenteschi delle città del Nord, messe a ferro e fuoco da una frangia di violenti che si sono infiltrati nelle proteste. A rompere questo assordante muro di silenzio mediatico è stato lo showman Rosario Fiorello. Durante un collegamento in diretta nell’edizione delle 20,00 del Tg1 di domenica 18 ottobre, affiancato da Fabrizio Biggio, ha preso la parola con decisione per dare risonanza alla vertenza del Mezzogiorno, affermando:
Posso personalmente rivolgere un pensiero a tutti gli amici del Sud Italia che in questo momento stanno attraversando un periodo brutto?
Con la sua consueta ironia pungente, lo showman ha voluto mettere in risalto la compostezza dei lavoratori del Sud rispetto ad altre piazze più caotiche:
C’è una protesta in atto e stanno protestando senza spaccare niente, è una cosa importante.
Fiorello ha quindi sferrato la stoccata decisiva verso la linea editoriale della testata giornalistica, reclamando parità di attenzione:
La luce deve essere accesa anche al Sud.
Dinanzi al rimprovero in diretta, la conduttrice Emma D’Aquino ha tentato di difendere il lavoro della redazione replicando che ne avevano parlato. Parlato sì, ma quanto a lungo? Ben poco purtroppo, ma fortunatamente c’è chi, come Fiorello, non vuole lasciare le sofferenze di intere categorie di lavoratori ai margini del racconto televisivo.