Il titolo di re indiscusso della natura selvaggia appartiene quest’anno a Backpack, l’esemplare noto anche con il codice identificativo 89 che ha conquistato la vittoria della Fat Bear Week 2026. Questa competizione online, nata per celebrare l’orso bruno più imponente del Katmai National Park in Alaska, si è conclusa dopo una finale al cardiopalma lungo il celebre Brooks River. L’orso vincitore ha ottenuto 103.334 preferenze, superando per un soffio l’avversario identificato come orso 910, fermo a 98.253 voti.
Il torneo si sviluppa attraverso una serie di sfide a eliminazione diretta disputate dal 22 al 29 settembre sul sito ufficiale della manifestazione. Milioni di utenti si collegano da tutto il mondo per seguire le spettacolari immagini trasmesse dalle bear cam e votare il proprio plantigrado preferito. Quella che in apparenza può sembrare una simpatica gara sul web si fonda su un rigoroso monitoraggio ecologico ideato dai ranger del parco già nel 2014, pensato per mostrare la straordinaria trasformazione fisica degli animali tra la stagione estiva e quella autunnale.
La straordinaria storia di Backpack: da cucciolo ferito a campione
Dietro la mole imponente del vincitore si cela una storia di resilienza e sopravvivenza iniziata molti anni fa. Avvistato per la prima volta nel 2008 quando aveva circa due anni e mezzo, Backpack portava i segni di una grave ferita a una zampa che all’epoca aveva fatto temere il peggio ai biologi del National Park Service. A causa della mobilità ridotta, la madre dell’esemplare – la celebre femmina Holly, vincitrice a sua volta del torneo nel 2019 – era solita trasportarlo sul dorso durante gli attraversamenti del fiume, un’abitudine tenera che valse al piccolo l’insolito soprannome di “zaino”.
Nel corso della crescita, il giovane orso ha dovuto superare autonomamente un’altra seria lesione alla zampa senza alcun intervento umano, trasformandosi col tempo in un frequentatore abituale e pacifico del Brooks River. Oggi il campione è un’icona riconosciuta del parco, capace di attendere immobile e paziente sulla sua roccia preferita l’arrivo dei banchi di pesci, dimostrando una tempra fuori dal comune che ha conquistato il cuore della giuria popolare di tutto il mondo.
La dura lotta per la sopravvivenza e la fase di iperfagia
Per gli esemplari di orso bruno che popolano le aree protette dell’Alaska, accumulare peso non rappresenta un vezzo estetico, ma una vera e propria necessità biologica legata alla sopravvivenza. Durante i mesi estivi, gli animali entrano in una fase nota come iperfagia, un periodo di fame insaziabile in cui consumano enormi quantità di cibo, concentrandosi soprattutto sui salmoni che risalgono le correnti fluviali per riprodursi. Grazie a questa dieta ricchissima di energia, i maschi adulti possono superare facilmente i 500 chili di peso prima dell’arrivo della stagione fredda.
Questo incredibile accumulo di tessuto adiposo serve a preparare il corpo alla lunga fase di ibernazione, durante la quale l’organismo rallenta drasticamente il battito cardiaco e il metabolismo per superare fino a 5 mesi di sonno profondo senza assumere alcun alimento. La Fat Bear Week unisce così l’intrattenimento digitale alla divulgazione scientifica, trasformandosi in un appuntamento imperdibile per comprendere i cicli più autentici della natura.