Basta viaggi della sofferenza per i vitelli: questa compagnia di traghetti interrompe il trasporto di animali vivi

Brittany Ferries interromperà il trasporto di animali vivi sulle proprie navi entro settembre. Dopo mesi di proteste, petizioni e mobilitazioni internazionali, la compagnia di navigazione francese annuncia finalmente che non trasporterà più animali, compresi i vitelli non svezzati, lungo la tratta tra Irlanda e Francia.

Una decisione che mette fine a una pratica fortemente contestata dalle associazioni per la tutela degli animali, che da tempo denunciavano le condizioni difficili affrontate da questi cuccioli durante i viaggi.

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Per molti vitelli, infatti, il trasporto non rappresentava solo uno spostamento, ma una lunga esperienza di stress, paura e privazioni.

Ore in mare senza mangiare: il viaggio dei vitelli non svezzati

I vitelli non svezzati sono animali molto giovani, spesso separati dalla madre poco dopo la nascita e destinati a essere trasferiti in altri Paesi per l’allevamento o l’ingrasso.

Prima ancora di arrivare a destinazione, devono affrontare viaggi lunghi e complessi. Nel caso della tratta Irlanda-Francia, molti di loro trascorrevano oltre 18 ore in mare senza poter essere nutriti. E per molti il viaggio non finiva in Francia: dopo lo sbarco, alcuni animali venivano trasferiti ulteriormente verso Paesi come Paesi Bassi, Spagna e Polonia, aggiungendo altre ore di trasporto a una situazione già stressante.

Un vitello così giovane ha ancora bisogno di cure, protezione e stabilità. Invece, per il sistema del commercio internazionale di animali vivi, diventa una merce da spostare da un Paese all’altro.

La decisione di Brittany Ferries arriva dopo una forte pressione pubblica e una campagna internazionale guidata da diverse organizzazioni, tra cui Compassion in World Farming, Ethical Farming Ireland, WELFARM, FOUR PAWS, L214, Eyes on Animals ed Eurogroup for Animals.

Nel marzo 2025 la compagnia aveva annunciato la ripresa del trasporto di animali vivi dopo una pausa durata 30 anni, suscitando numerose proteste. La risposta della società civile fu allora immediata: oltre 100.000 e-mail inviate all’azienda, due petizioni che hanno superato complessivamente 100.000 firme e manifestazioni organizzate in Irlanda, Francia e Regno Unito.

Una mobilitazione che ha portato anche a diversi incontri tra la compagnia e le associazioni, durante i quali è stata chiesta la fine del trasporto di vitelli non svezzati e degli altri animali vivi.

Brittany Ferries ha iniziato a trasportare vitelli non svezzati dall’Irlanda lo scorso anno, pur sapendo che non avrebbero potuto essere nutriti durante il viaggio in traghetto di 18 ore verso la Francia: una pratica non solo crudele, ma anche in violazione della legislazione europea, lascia detto Caroline Rowley, Direttrice esecutiva di Ethical Farming Ireland. Dopo oltre un anno di campagne, siamo felici che il CEO abbia finalmente preso la giusta decisione di porre fine a ogni coinvolgimento in questo commercio. Irish Ferries è ora l’unica compagnia di traghetti che trae profitto dalla crudeltà e dalla sofferenza degli animali.

La decisione di Brittany Ferries rappresenta un passo avanti, ma il problema del trasporto di animali vivi resta ancora aperto.

Secondo un sondaggio riportato da CIWF e pubblicato a gennaio, il 90% dei cittadini italiani ha espresso preoccupazione per le condizioni degli animali durante questi trasferimenti. Nel Regno Unito, proprio per le criticità legate al benessere animale, l’esportazione di animali vivi destinati all’ingrasso e alla macellazione è stata vietata nel 2024.

Con l’uscita di Brittany Ferries da questo settore, aumenta ora la pressione su Irish Ferries, che rimane l’unico vettore a continuare il trasporto di vitelli non svezzati sulla rotta Irlanda-Francia, dopo il ritiro di Stena Line.

Ogni animale trasportato non è solo un numero su un documento di viaggio. È un essere vivente che può provare stress, paura e disagio. La scelta di Brittany Ferries dimostra che la pressione dei cittadini e delle associazioni può cambiare decisioni aziendali e aprire nuove strade.

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