Bat-box: in questo sobborgo di Parigi stanno installando delle “casette per pipistrelli” per combattere le zanzare tigre

Nove bat box fissate nei parchi, un censimento dei pipistrelli diviso in due stagioni e un obiettivo molto concreto: capire se questi piccoli predatori notturni possono aiutare Suresnes, comune alla periferia ovest di Parigi, a tenere sotto controllo le zanzare. Il progetto è partito da un cittadino, Charles Seck, è stato scelto dagli abitanti attraverso il bilancio partecipativo 2025 e a febbraio è passato dagli scrutini agli alberi. La città di Suresnes ha installato i primi cinque rifugi nel Parc du Château, nello Square Léon Bourgeois, nello Square Ferrié e nel Parc des Landes.

Entro la fine dello stesso mese i rifugi previsti sono saliti a nove. Intanto il Comune ha affidato a specialisti dei chirotteri un inventario per capire quali specie frequentino davvero la zona, quanti esemplari ci siano e quali spazi urbani possano favorirne la presenza. La prima fase si è svolta tra giugno e agosto, nel periodo delle nascite; la seconda è prevista in autunno, durante la riproduzione. Alla fine dell’anno i dati dovrebbero servire anche a decidere eventuali nuovi interventi. Il programma pubblicato dal Comune comprende quattro aree di monitoraggio, dalle rive della Senna al Mont-Valérien.

I pipistrelli mangiano le zanzare, il difficile è sapere quante

L’idea ha una base molto semplice: i pipistrelli europei insettivori mangiano anche zanzare. Sul numero, però, conviene abbassare un po’ il volume. Nella comunicazione di Suresnes compare la cifra, piuttosto invitante, di 600 zanzare divorate da un pipistrello in un’ora. La letteratura scientifica racconta qualcosa di meno ordinato.

Uno studio pubblicato su PLOS ONE, per esempio, ha analizzato la dieta di cinque specie di pipistrelli australiani attraverso il DNA contenuto nelle feci. Le zanzare comparivano soprattutto nell’alimentazione delle specie più piccole. I ricercatori calcolavano che questi animali avrebbero dovuto ingerire circa 600-660 zanzare nell’arco della notte per soddisfare il proprio fabbisogno energetico se la loro dieta fosse stata composta soltanto da zanzare. Non stavano quindi osservando 600 catture ogni sessanta minuti.

Altri lavori confermano comunque che il rapporto predatore-preda esiste. Nel 2018 una ricerca condotta in Wisconsin ha trovato DNA di zanzara nel 71,9% dei campioni di piccolo vespertilio bruno e nel 33,3% di quelli di grande vespertilio bruno. Un altro studio, svolto in un’area fluviale urbana dell’Australia e dedicato proprio alle bat box, ha invece trovato zanzare nell’11% dei campioni fecali analizzati. Cambiano le specie, cambiano gli ambienti e cambia parecchio anche il menu. Gli stessi autori invitano alla prudenza quando dalle zanzare mangiate si passa alla riduzione effettiva delle loro popolazioni. Lo studio sulle bat box conclude che questi rifugi sono utili alla conservazione dei pipistrelli e al controllo generale degli insetti, mentre l’effetto specifico sulle zanzare richiede ancora dati più solidi.

Suresnes, almeno, ha scelto di misurarlo. Prima i rifugi, poi il censimento, quindi i risultati. Una sequenza meno spettacolare del famoso pipistrello da dieci zanzare al minuto, ma decisamente più utile.

Perché la Francia sta cercando nuove armi contro la zanzara tigre

Il problema nel frattempo si è allargato parecchio. Secondo il Ministero della Salute francese, al 1° gennaio 2026 la zanzara tigre, Aedes albopictus, risultava stabilmente insediata in 83 dei 96 dipartimenti della Francia metropolitana. Può trasmettere dengue, chikungunya e Zika quando entra in contatto con virus circolanti. Nel 2025 la Francia ha inoltre registrato 81 focolai di trasmissione locale di chikungunya e 809 casi autoctoni, il valore più alto dall’avvio della sorveglianza rafforzata.

Le bat box possono quindi diventare un tassello interessante soprattutto nei parchi, lungo i corsi d’acqua e negli spazi verdi urbani, dove aiutano contemporaneamente una fauna che in città perde facilmente rifugi naturali. Difficilmente, però, potranno fare il lavoro sporco da sole.

La zanzara tigre sfrutta quantità d’acqua minuscole per riprodursi. Sottovasi, secchi, tombini, giochi da giardino e contenitori lasciati all’aperto possono diventare focolai larvali. Per questo le autorità sanitarie francesi continuano a mettere al primo posto la rimozione delle acque stagnanti. Lo stesso principio vale in Italia: l’Istituto Superiore di Sanità considera Aedes albopictus una delle principali specie invasive presenti nel Paese e raccomanda di intervenire soprattutto sui piccoli ristagni d’acqua che permettono alle larve di svilupparsi.

A Suresnes hanno aggiunto nove piccole scatole sugli alberi e aspettano che siano i dati a dire quanto possano aiutare. Se funzioneranno, i pipistrelli avranno guadagnato una casa e gli abitanti qualche puntura in meno. Già un contratto piuttosto dignitoso.

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