Salvati dall’eutanasia ma non dalla cattività: altri 2 beluga e 4 delfini del Marineland sono stati trasferiti in un acquario

Un imponente sforzo di diplomazia e veterinaria internazionale ha evitato un tragico epilogo per gli ultimi cetacei rimasti nel parco canadese Marineland, situato a Niagara Falls in Ontario. La struttura, da oltre un anno chiusa al pubblico e messa ufficialmente in vendita, aveva dichiarato il prosciugamento delle risorse finanziarie per il sostentamento degli esemplari, arrivando a ipotizzare la soppressione degli animali.

Per scongiurare l’eutanasia, i beluga Cleopatra e Jelly Bean, insieme ai delfini Tsunami, Lida, Echo e Marina, sono stati protagonisti di un trasferimento aereo di sette ore via volo charter da Toronto verso la Spagna. Una volta atterrati, i sei esemplari femmina sono stati trasportati su strada verso la loro nuova casa presso l’acquario Oceanogràfic di Valencia, dove un’équipe specializzata gestisce un monitoraggio veterinario attivo 24 ore su 24 per favorire l’acclimatazione.

Lo stop del governo al trasferimento in Cina e la legge sulla captività

L’operazione verso la Spagna rappresenta la quinta fase del piano di evacuazione dalla struttura dell’Ontario, resasi necessaria in seguito a una complessa contesa istituzionale. Inizialmente, Marineland aveva pattuito la vendita di 30 beluga e quattro delfini a una struttura in Cina. La transazione è stata bloccata direttamente dal ministro della Pesca Joanne Thompson, la quale ha ritenuto l’operazione contraria alla normativa del 2019 introdotta dal parlamento canadese.

La legge vieta espressamente la cattività, la riproduzione e le esibizioni di balene e delfini sul territorio nazionale. Di fronte al veto ministeriale e alla conseguente minaccia del parco di ricorrere all’abbattimento in mancanza di fondi pubblici straordinari, è intervenuto un consorzio internazionale formato da acquari americani e spagnoli per farsi carico della protezione dei cetacei.

Un futuro incerto per i cetacei del Marineland, sconvolto dalla morte di Peekachu

La partenza di Echo, Lida, Marina e Tsunami segna un momento storico per la fauna canadese: i quattro esemplari rappresentavano infatti gli ultimi delfini in cattività presenti nell’intero Paese. Parallelamente, il trasferimento dei beluga Cleopatra e Jelly Bean si inserisce nel più ampio piano di reinsediamento mai realizzato al mondo per animali marini.

Altre balene provenienti dalla stessa struttura sono già state ricollocate negli Stati Uniti presso i centri SeaWorld di San Diego e San Antonio, l’Acquario Shedd di Chicago e l’Acquario della Georgia ad Atlanta. A Marineland restano attualmente soltanto sei beluga, anch’essi prossimi al trasferimento definitivo verso strutture specializzate sul suolo statunitense. Animali salvati sì, ma destinati a un futuro per nulla diverso rispetto al loro passato: la cattività in acquari e delfinari.

E a rendere il tutto ancora più incerto, e purtroppo drammatico, è la notizia della morte di Peekachu, una femmina di beluga trasferita all’Acquario Shedd, avvenuta per disidratazione dopo che i veterinari ne hanno accertato un calo nell’alimentazione. Un epilogo che nessuno avrebbe mai voluto ma che dimostra come i complessi e traumatici trasferimenti tra strutture artificiali, pur volti a evitare l’eutanasia, non rappresentino una vera soluzione per il benessere di questi cetacei.

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