Frena all’ultimo momento per non investire un pedone distratto, poi si lascia sfuggire qualche imprecazione. Peccato che a due passi ci siano due agenti della polizia locale, che sentono ogni parola. Il conto per il ventiduenne, alla guida di uno scooter presso il Lido di Venezia, è di 102 euro.
Cosa racconta il post
La vicenda arriva da un post pubblicato su Instagram dalla pagina Venezia non è Disneyland, che riporta la testimonianza di un follower presente sulla scena. Secondo il racconto, l’episodio si sarebbe svolto nel pomeriggio dell’8 settembre, durante i controlli di polizia predisposti in occasione della Mostra del Cinema. Gli agenti impegnati nel presidio avrebbero notato la scena da vicino: il pedone che si getta sulla strada, la frenata improvvisa del motorinista, l’imprecazione che segue lo scampato pericolo.
Interrogato dagli agenti, il pedone avrebbe giustificato l’attraversamento spiegando di aver creduto di trovarsi in una zona pedonale. Al conducente, secondo la stessa ricostruzione, sarebbe invece toccato un elogio per la prontezza con cui ha evitato l’investimento, poi seguito della sanzione per la bestemmia pronunciata subito dopo. Nel verbale, riporta il post, la contestazione riguarda l’aver oltraggiato “le divinità venerate dalla religione di Stato”.
Cosa dice davvero l’articolo 724
La norma di riferimento è l’articolo 724 del Codice penale, che punisce chi bestemmia pubblicamente con invettive o parole oltraggiose contro la Divinità, oltre a chi compie manifestazioni oltraggiose verso i defunti. La sanzione va da 51 a 309 euro. Non si tratta più di un reato, perché la bestemmia è stata depenalizzata nel 1999, con il decreto legislativo 507, e da allora si configura come illecito amministrativo, senza conseguenze sulla fedina penale.
Il precedente legato a Vannacci
Il tema era già tornato d’attualità nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione della Base Ideologica e Programmatica di Futuro Nazionale, il documento politico del partito fondato da Roberto Vannacci. Nella sezione 13, nominata “Valori non negoziabili: demografia, vita, famiglia e identità cristiana” si chiede l’applicazione puntuale dell’articolo 724, con verifiche da parte delle forze dell’ordine e segnalazione all’autorità giudiziaria. Il testo parla di “assuefazione” e “buonismo ideologico” nel non sanzionare le violazioni, ed ipotizza di destinare gli incassi delle multe a iniziative sociali. La multa del Lido, in questo senso, arriva come un caso pratico che anticipa un dibattito ancora aperto.