Brescia, storicamente nota come la Leonessa d’Italia, custodisce tra le sue strade acciottolate un patrimonio che va ben oltre le straordinarie vestigia della Brixia romana o le imponenti architetture monumentali. C’è una ferita profonda, impressa a fuoco nella coscienza democratica della comunità il 28 maggio 1974, quando una bomba di matrice neofascista esplose durante una manifestazione sindacale in Piazza della Loggia, strappando tragicamente alla vita otto persone.
@RebeccaManzi/GreenMe
Quell’evento drammatico ha innescato una reazione civile straordinaria. Oggi la città risponde alla violenza del passato attraverso un monumento diffuso unico a livello nazionale, capace di unire il centro storico cittadino alla sommità del Colle Cidneo in un unico, commovente percorso di riscatto morale.
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Il Memoriale diffuso e la via del dialogo tra le formelle della storia
Nato dall’ispirazione ideale dell’avvocato Piergiorgio Vittorini, il Memoriale delle vittime del terrorismo e della violenza politica è un vero e proprio museo urbano a cielo aperto completato nel decennio tra il 2013 e il 2023. La progettazione originaria, affidata all’ingegnere Roberto Rezzola e successivamente integrata dall’architetto Marco Fasser con il supporto del Rotary Brescia Vittoria Alata, ha dato vita a un itinerario pedonale scandito da 441 pietre d’inciampo.
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Questa sequenza di formelle incise nel selciato commemora i caduti delle stragi politiche perpetrate sia in Italia che nel resto del mondo. Il tracciato unisce idealmente la stele commemorativa di Piazza della Loggia alla rocca medievale, coprendo una cronologia drammatica.
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Le iscrizioni ricordano eventi internazionali compresivi della strage di Portella della Ginestra del 1947 fino al massacro del campus universitario di Garissa in Kenya nel 2015, sebbene il nucleo centrale si focalizzi sulla scia di sangue che ha sconvolto l’Italia negli anni della strategia della tensione, tra il 1962 e il 2003. Ogni singola formella calpestata custodisce un progetto di vita spezzato dall’estremismo e non abbiamo potuto non emozionarci nel percorrerlo.
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La maestosità del Castello e il legame ideale con il Risorgimento
Il cammino della memoria trova il suo naturale e spettacolare culmine architettonico all’interno del Castello di Brescia, imponente fortezza medievale che domina l’intero panorama cittadino dall’alto del monte Cidneo. Considerato uno dei complessi fortificati più grandi e meglio conservati d’Europa, il Castello accoglie i visitatori attraverso un monumentale portale cinquecentesco protetto dai bastioni di San Marco e San Faustino.
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Oltre a ospitare elementi storici di grande fascino, come una vecchia locomotiva a vapore e il Museo delle Armi Luigi Marzoli, la rocca ospita l’innovativo Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia. È proprio qui che si chiude il cerchio emotivo: un’installazione digitale ripropone l’epico discorso che il sindaco Bruno Boni pronunciò durante i funerali delle vittime del 1974, creando un ponte ideale tra l’eroismo bresciano delle Dieci Giornate del 1849 e la resistenza civile contro il terrore moderno.
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La particolarità unica di Piazza Paolo VI e i due Duomi cittadini
Dopo questa visita toccante ci siamo spostati verso il cuore pulsante della vita cittadina che si articola attorno a tre piazze adiacenti. La prima è Piazza Paolo VI, nota anche come Piazza delle due Cattedrali per una caratteristica architettonica unica in Italia: la compresenza del Duomo Vecchio (La Rotonda) e del Duomo Nuovo.
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Il primo è il maggiore tempio romanico circolare tuttora esistente, eretto intorno al 1100, che colpisce per le sue linee spoglie e i preziosi affreschi posteriori di maestri come il Romanino e il Moretto. Al suo fianco svetta la facciata barocca del Duomo Nuovo, la cui maestosa cupola azzurra è tra le più alte d’Italia. Delimita la piazza il Palazzo del Broletto, antico edificio medievale oggi sede amministrativa.
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Dallo stile veneziano di Piazza della Loggia al razionalismo del rinoceronte
A pochissimi passi di distanza si apre Piazza della Loggia, la più bella della città per la sua evidente impronta stilistica veneziana. Il lato occidentale è interamente dominato dal cinquecentesco Palazzo della Loggia, sede del Comune, mentre sul lato opposto svetta la Torre dell’Orologio con il suo antico meccanismo astronomico.
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Infine il nostro itinerario ha toccato Piazza della Vittoria, superbo esempio di architettura razionalista che ospita il Palazzo delle Poste e il mercato del sabato. A unire idealmente le piazze, abbiamo trovato l’incredibile installazione d’arte contemporanea del rinoceronte sospeso, celebre scultura plasmata dall’artista Stefano Bombardieri.
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