La memoria collettiva incontra la modernità nel piazzale del supermercato Coop di via Bologna 2/4 a Cento, dove una struttura urbana ormai dimenticata ha trovato una seconda vita inaspettata. L’iniziativa porta la firma di Luca Sammartino e dell’associazione Tararì Tararera APS, attiva dal 2019 nella promozione artistica, con il supporto del Consiglio di zona soci Coop Alleanza 3.0 di Ferrara. Quella che un tempo era una comune cabina telefonica si è trasformata nel Cinemino, una piccola sala cinematografica tascabile per ospitare un unico spettatore alla volta.
Già una vecchia cabina era stata trasformata
L’idea di recuperare questi spazi dismessi nasce nel 2023 da un’intuizione condivisa con Silvia Bidoli, con l’obiettivo di preservare un frammento di storia quotidiana riempiendolo di nuovi significati. Non si tratta di un episodio isolato: già nell’estate del 2024, nei pressi di Porta Pieve, l’associazione aveva convertito un’altra cabina nel ProntoBook, un punto di scambio gratuito oggi inserito nella Biblioteca diffusa di Cento. Questo nuovo intervento rientra nel più ampio progetto Risonanze – L’ascolto che cura, capofila l’associazione Fra le Quinte, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per contrastare la solitudine e favorire l’aggregazione sociale.
Come funziona l’esperienza audiovisiva automatizzata
Varcare la soglia di questa micro-struttura regala un’esperienza immersiva e del tutto originale, inserita tra gli appuntamenti del Settembre Centese. Appena si entra, un sistema automatizzato fa passare la luce esterna dal verde al rosso, segnalando che il Cinemino è occupato e garantendo la totale privacy. All’interno si trova una comoda poltroncina rossa recuperata direttamente dallo storico Cinema Don Zucchini di Centocittà, affiancata da tessuti provenienti da Forni.
La tecnologia lavora dietro le quinte grazie al software sviluppato dall’ingegnere informatico Christian Pezzin. Sullo schermo compare immediatamente un Qr code: basta inquadrarlo con lo smartphone per accedere a un portale dedicato, scegliere uno dei cortometraggi in programmazione con una durata compresa tra pochi secondi e 10 minuti, e godersi la proiezione in solitaria.
Al termine della visione, lo spettatore può persino lasciare un feedback sull’esperienza vissuta. Unendo elementi di riciclo e programmazione avanzata, il Cinemino ridefinisce il concetto di fruizione culturale, portando l’arte cinematografica fuori dai luoghi tradizionali e trasformando un anonimo punto di passaggio ormai in disuso in un vivace presidio di comunità.