La prima giornata di apertura della stagione venatoria si tinge subito di sangue e polemiche nel Frusinate, dove un grave incidente di caccia ha scosso la comunità di Ceccano. Protagonisti della vicenda sono due amici e membri della stessa squadra di cacciatori: un pensionato di 78 anni e un uomo di 65 anni. Stando alla ricostruzione dei Carabinieri, il più anziano si trovava appostato dietro un cespuglio che ha iniziato a muovere per verificare la presenza di eventuale selvaggina.
Purtroppo, il compagno situato sul lato opposto della vegetazione ha scambiato quel fruscio per il movimento di un animale selvatico, esplodendo una rosa di pallini che ha centrato in piena testa la vittima. Soccorso tempestivamente e trasportato in codice rosso all’ospedale di Frosinone, l’uomo ferito versa in condizioni gravissime con una prognosi riservata e proiettili conficcati nel cranio. Solo dopo aver portato l’amico in ospedale, il sessantacinquenne si è recato spontaneamente in caserma per consegnare l’arma, finita immediatamente sotto sequestro, mentre non sono mancate altre segnalazioni di spari vicini alle abitazioni a Fontechiari.
Il sondaggio Ipsos Doxa e il grido d’allarme dell’Enpa
Questo drammatico episodio riaccende con forza il dibattito sulla pericolosità della caccia non solo per gli animali ma anche per chi la pratica e chi potrebbe trovarsi per sbaglio a fare i conti con proiettili vaganti. Il tutto proprio mentre il Paese fa i conti con i dati inequivocabili di una recente ricerca condotta da Ipsos Doxa per la Fondazione Capellino su un campione di 7.002 maggiorenni. L’indagine rivela che il 75% degli italiani chiede l’abolizione della caccia, la sua progressiva riduzione fino alla scomparsa o la stretta limitazione a casi di emergenza, mentre appena il 3% vorrebbe incentivarla.
Non solo: il 61% ritiene l’impatto ambientale devastante e l’82% giudica l’attività insicura per chi frequenta boschi e sentieri. Parole duramente ribadite dalla presidente nazionale dell’Enpa, Giusy D’Angelo, che punta il dito contro la discussione in corso in Parlamento sulla proposta di legge C. 2984, definita “sparatutto” e mirata a stravolgere i principi di tutela della biodiversità sanciti dall’articolo 9 della Costituzione.