Alcuni imballaggi monouso destinati al mercato italiano dovranno rispettare nuovi requisiti ambientali e potranno essere commercializzati soltanto se biodegradabili, compostabili e certificati come tali.
La novità arriva con un decreto-legge approvato il 4 agosto, che modifica il Codice dell’ambiente introducendo l’obbligo di compostabilità per alcune specifiche categorie di imballaggi. La misura anticipa così l’applicazione delle nuove possibilità previste dal Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), in vigore dal 12 agosto 2026.
La normativa europea permette infatti agli Stati membri dotati di sistemi adeguati per la raccolta e il trattamento della frazione organica di prevedere, per alcune tipologie di imballaggi, requisiti di compostabilità al posto della riciclabilità.
Quali imballaggi dovranno essere compostabili
L’obbligo non riguarderà tutti gli imballaggi, ma solo alcune categorie considerate particolarmente adatte a essere gestite insieme ai rifiuti organici. Nel comunicato del Governo si legge:
L’obbligo riguarda gli imballaggi impiegati per il confezionamento di prodotti ortofrutticoli freschi, nel settore della ristorazione e del catering, per le monoporzioni alimentari e nel settore dell’ospitalità.
Più nel dettaglio, la novità riguarda:
- gli imballaggi per prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati di peso inferiore a 1,5 kg
- gli imballaggi di plastica monouso per alimenti e bevande, riempiti e destinati al consumo nei locali del settore alberghiero, della ristorazione e del catering
- gli imballaggi di plastica monouso utilizzati nel settore alberghiero, della ristorazione e del catering contenenti porzioni individuali di condimenti, con alcune eccezioni
- gli imballaggi flessibili monouso per cosmetici e prodotti per l’igiene destinati all’utilizzo nel settore ricettivo
L’obiettivo è favorire una gestione più efficace della frazione organica, permettendo che determinati imballaggi possano essere trattati insieme ai rifiuti organici nei sistemi di compostaggio, quando progettati e certificati per questo scopo.
La misura punta inoltre a sostenere la filiera italiana delle bioplastiche compostabili, un settore già molto sviluppato nel nostro Paese, e le aziende che utilizzano questi materiali per i propri imballaggi.
La nuova regola non significa un addio generalizzato alla plastica monouso: riguarderà solo alcune categorie di imballaggi. La maggior parte delle confezioni continuerà infatti a dover rispettare i requisiti europei sulla riciclabilità, mentre l’obbligo di compostabilità scatterà solo per i prodotti individuati dalla normativa e nei contesti in cui esistono sistemi adeguati per la gestione dell’organico.
Quando entreranno in vigore le nuove regole
Il decreto-legge entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni. Le nuove regole si applicheranno quindi dopo il completamento dell’iter previsto per i decreti-legge.
Fonte: Governo