Raccontare la natura attraverso una telecamera, mostrare la vita segreta degli animali ed ecosistemi lontani o semplicemente osservare con occhi diversi il mondo che ci circonda. Se avete realizzato un film (anche breve) dedicato alla natura, c’è un’occasione per mostrarlo al grande pubblico del terzo festival dedicato al cinema wildlife più longevo al mondo.
Dopo aver esplorato nel 2026 il tema caldo “Dominio e coesistenza”, il Gran Paradiso Film Festival si prepara a celebrare la sua trentesima edizione. Si tratta di un traguardo importante per una manifestazione decennale che ci riempie gli occhi di bellezza, ma soprattutto ci invita a guardare oltre le immagini, a interrogarci sul nostro rapporto con la natura e sulle nostre responsabilità. L’evento, organizzato da Fondation Grand Paradis, tornerà dal 19 al 24 luglio 2027 in Valle d’Aosta, tra Cogne, Introd e Rhêmes-Notre-Dame, per poi proseguire nelle settimane successive negli altri comuni del Gran Paradiso e online.
Per partecipare non serve pagare alcuna quota di iscrizione. Basta presentare un’opera che rispetti i requisiti del concorso e inviare la propria candidatura entro il 28 febbraio 2027.
Chi può partecipare al Gran Paradiso Film Festival 2027?
Il concorso è aperto a registi e autori che abbiano realizzato un film dedicato alla natura o alla fauna selvatica. Si può presentare sia un lungometraggio che un corto, ma ci sono alcune condizioni da rispettare. Le opere devono essere state prodotte dopo il 1° gennaio 2024 e, nel caso dei cortometraggi, non possono superare i 20 minuti di durata.
Ogni regista può candidare fino a due film, a condizione che non siano già stati selezionati nelle precedenti edizioni del festival. L’obiettivo è dare spazio a nuovi sguardi, valorizzando opere che hanno come protagonisti gli animali, gli habitat e il rapporto tra esseri umani e natura.
Chi desidera partecipare alla 30ª edizione del Gran Paradiso Film Festival deve inviare la propria candidatura entro il 28 febbraio 2027. L’iscrizione è gratuita e il regolamento completo, insieme alle istruzioni per presentare le opere, è disponibile sul sito www.gpff.it.
I premi in palio per i migliori film naturalistici
Per celebrare la sua trentesima edizione, il Gran Paradiso Film Festival conferma un montepremi complessivo di 11.500 euro, distribuito tra riconoscimenti per lungometraggi, cortometraggi e premi speciali. Il riconoscimento più importante è lo Stambecco d’Oro, del valore di 5.000 euro, destinato al miglior lungometraggio scelto dal pubblico. Lo scorso anno l’ambito premio è andato al film “Pangolin: Kulu’s Journey”, diretto da Pippa Ehrlich, che racconta il percorso di recupero di un giovane pangolino salvato dal brutale traffico illegale di animali selvatici.
Per i lungometraggi sono inoltre previsti lo Stambecco d’Oro Junior, da 500 euro, e il GPFF Online Award, da 1.000 euro. Anche i cortometraggi avranno i loro riconoscimenti: il premio CortoNatura da 1.000 euro, il premio della giuria tecnica da 500 euro e il GPFF Online Award da 500 euro. A questi si aggiungono tre premi speciali, ciascuno del valore di 1.000 euro: Miglior Sceneggiatura, Miglior Immagine e Sguardo Scientifico.
Quest’ultimo riconoscimento è particolarmente rappresentativo dello spirito del festival, che cerca di far incontrare il rigore della divulgazione scientifica con la capacità del cinema di emozionare e coinvolgere gli spettatori.
Non solo esperti, a scegliere i vincitori sarà anche il pubblico
Una delle caratteristiche più interessanti del Gran Paradiso Film Festival è il ruolo centrale degli spettatori. A differenza di molti altri concorsi cinematografici, infatti, il premio principale – il prestigioso Stambecco d’Oro – viene assegnato direttamente dal pubblico, chiamato a votare le opere durante le proiezioni.
Anche i più giovani hanno voce in capitolo, grazie allo Stambecco d’Oro Junior, attribuito da una giuria composta da giovanissimi spettatori. E chi non potrà raggiungere la Valle d’Aosta avrà comunque la possibilità di partecipare: attraverso il GPFF Online Award, una giuria da remoto potrà guardare i film in streaming e votare dal proprio dispositivo. La giuria tecnica, composta da professionisti dell’immagine, registi specializzati nel cinema naturalistico ed esperti del mondo scientifico e culturale, assegnerà invece i premi Miglior Sceneggiatura, Miglior Immagine, Sguardo Scientifico e Miglior Cortometraggio.
Nel cuore del Gran Paradiso, un festival che emoziona e risveglia le coscienze
Il Gran Paradiso Film Festival, diretto con grande passione e competenza da Luisa Vuillermoz, non è soltanto una rassegna cinematografica. È un appuntamento atteso che è riuscito a costruire negli anni un legame profondo con il territorio che lo ospita; e lo scorso anno noi di greenMe per un paio di giorni abbiamo respirato la sua atmosfera, assistendo ad alcune interessanti proiezioni, fra cui quella del meraviglioso documentario “Le Chant des Forêts”, diretto dal regista e fotografo francese Vincent Munier.
Nato nel 1984, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il primo parco nazionale italiano, il festival è diventato il terzo evento di cinematografia wildlife più longevo al mondo, che accende i riflettori su temi cruciali come la tutela della biodiversità, la crisi climatica, l’estinzione delle specie selvatiche e il rispetto della montagna. La kermesse non si limita a mostrarci la bellezza del mondo; la sua forza – oltre che nella splendida cornice della Valle d’Aosta – sta nella sua capacità di intrecciare immaginazione, scienza e impegno per l’ambiente, risvegliando le coscienze.
A raccontare la straordinaria crescita della manifestazione sono anche i numeri dell’edizione 2026: 24mila presenze tra pubblico in sala e online, distribuite in 18 giornate e nove location della Valle d’Aosta. In totale sono stati organizzati 102 eventi, tra cui 80 proiezioni cinematografiche, mentre la programmazione digitale ha raggiunto 168 ore di streaming. Numeri che confermano quanto il cinema naturalistico possa rappresentare uno strumento per avvicinare le persone alla conoscenza del mondo naturale, raggiungendo anche chi non può partecipare fisicamente. E la 30esima edizione si preannuncia ricca di sorprese e tanta bellezza.