Il cane non riesce più a proseguire l’escursione perché troppo stanco: il salvataggio del Soccorso Alpino a 2000 metri che fa discutere (e riflettere)

Un’escursione ad alta quota nel Torinese si è trasformata in una notte d’ansia per una coppia di escursionisti bloccata lungo il sentiero tra il Pian della Mussa e il rifugio Gastaldi. I due camminatori si trovavano a circa 2.100 metri di altitudine, nel territorio comunale di Balme, quando hanno dovuto interrompere bruscamente la marcia. La ragione dell’improvviso stop non è stata un malore umano o un infortunio tra le rocce, bensì l’impossibilità di proseguire del loro cane di grossa taglia, arrivato allo stremo delle forze e completamente incapace di muovere un solo passo verso valle per la forte stanchezza.

Presa atto della situazione e con l’oscurità che avanzava, i proprietari hanno contattato la Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese intorno alle ore 22:00 di lunedì 28 luglio. Dalla stazione locale si è immediatamente attivata una squadra di terra composta da otto tecnici. Tra gli operatori inviati sul posto era fortunatamente presente anche un medico veterinario, una risorsa decisiva per valutare le condizioni sanitarie dell’animale prima di affrontare qualsiasi manovra di recupero al buio e su un terreno impervio.

La sedazione e il trasporto in barella

Raggiunto il gruppo lungo il tracciato, la squadra ha constatato che il quadrupede, dal peso imponente di circa 50 chilogrammi, non era assolutamente in grado di riprendere il cammino in autonomia. Per garantire la sicurezza dell’animale ed evitare reazioni dettate dalla paura o dal dolore durante il tragitto, il medico veterinario ha proceduto con una leggera sedazione. Una volta addormentato e adagiato su una barella da soccorso, il cagnolone è stato immobilizzato e caricato a spalla dai tecnici. La faticosa discesa a piedi verso il fondo valle si è conclusa con successo attorno a mezzanotte e mezza.

Attenzione ai rischi di portare con noi i cani in alta quota

Fortunatamente in questo caso tutto è andato per il meglio, ma questo episodio non può non accendere una luce sull’importanza della responsabilità quando si decidono di condividere le uscite in montagna con gli animali domestici. Per quanto i cani siano compagni d’avventura straordinari, la loro resistenza fisica non è illimitata, soprattutto se l’animale è anziano, non allenato o appesantito da una stazza importante.

Sottoporre un quattro zampe a dislivelli impegnativi e camminate estenuanti senza la dovuta preparazione rischia di trasformare una bella giornata all’aria aperta in un’esperienza traumatica. È fondamentale dunque tutelare il benessere del nostro amico peloso commisurando l’itinerario alle sue reali capacità fisiche per evitare che si ripetano situazioni di questo tipo.

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