Cani e gatti vestiti con tute refrigeranti: la risposta giapponese alle estate sempre più roventi

In Giappone i 40 °C adesso hanno anche un nome ufficiale. Da aprile la Japan Meteorological Agency chiama kokushobi (酷暑日) le giornate in cui la temperatura massima raggiunge o supera quella soglia. E mentre il termometro sale, a Tokyo alcuni cani e gatti si fanno infilare dentro qualcosa che ricorda parecchio l’abbigliamento degli operai nei cantieri: una tuta con piccole ventole, tasche per il ghiaccio e aria che circola sotto il tessuto.

L’idea arriva da Sweet Mommy, azienda giapponese nata con l’abbigliamento premaman e poi entrata anche nel mercato degli accessori per animali. Il primo modello di tuta ventilata per cani e gatti risale al 2022; quello del 2026 è stato rivisto insieme a veterinari e prende in prestito il principio dei gilet con ventilatori già molto diffusi tra chi lavora all’aperto durante l’estate giapponese.

cool dog giubotto

©Rakuten

Ventole sulla schiena e ghiaccio intorno al collo

Nel modello mostrato quest’estate, le ventole alimentate a batteria fanno entrare continuamente aria sotto il vestito. Il collo ospita invece una tasca per un elemento refrigerante morbido, pensato per raffreddare una zona attraversata da grossi vasi sanguigni. L’aria percorre poi il corpo e fuoriesce dal collo e dalle aperture delle zampe.

Il nome “aria condizionata” usato per questi prodotti è piuttosto generoso: niente compressore in miniatura nascosto sul dorso del bassotto. Il sistema combina circolazione dell’aria, tessuto traspirante e materiale refrigerante. Nella nuova versione “a palloncino”, lanciata il 18 agosto, la stessa aria gonfia leggermente il vestito e crea uno spazio tra tessuto e corpo nel quale il flusso può muoversi. Il produttore ha previsto sei taglie, dai piccoli cani fino agli animali più grandi, e dichiara la compatibilità anche con i gatti.

Hikaru Uzawa, alla guida dell’azienda, ha spiegato che durante lo sviluppo i veterinari hanno consigliato di concentrare il raffreddamento soprattutto nelle zone attraversate dai vasi sanguigni più importanti. Da qui il colletto refrigerante. Il progetto continua a essere modificato anche in base alla taglia dell’animale: nel modello 2026 presentato a giugno, per esempio, il numero delle ventole può cambiare a seconda delle dimensioni.

Il successo commerciale è cresciuto insieme alle temperature. Sweet Mommy dichiarava a giugno oltre 8.000 tute vendute dall’avvio della linea; poche settimane dopo l’intera gamma di prodotti ventilati per animali, che comprende anche materassini e trasportini, aveva superato quota 15.000 secondo i dati dell’azienda. Numeri aziendali, quindi, ma sufficienti a raccontare quanto il caldo sia diventato anche un piccolo mercato.

In Giappone i 40 °C sono diventati abbastanza comuni da meritare una parola

La tuta arriva durante un’estate difficile da liquidare come semplice caldo di stagione. Nei dati della Japan Meteorological Agency, il 2 agosto almeno tre stazioni meteorologiche hanno raggiunto i 40 °C; il giorno successivo sono diventate sette. Già tra il 21 e il 23 luglio la soglia era stata superata in diverse località.

La nuova definizione di kokushobi è arrivata proprio nel 2026, dopo che la JMA ha riconosciuto quanto temperature simili siano diventate più frequenti. Fino a pochi anni fa la categoria meteorologica più alta, il mōshobi, indicava le giornate con almeno 35 °C. Ora c’è un gradino ulteriore. Cinque gradi sembrano pochi quando stanno scritti su una tabella; sull’asfalto, a trenta centimetri da terra, assumono tutt’altra consistenza.

Ed è proprio lì che camminano i cani. La loro capacità di disperdere calore è più limitata di quella umana e la vicinanza al terreno li espone anche al calore irradiato dalle superfici. Per questo la tuta può essere un aiuto durante gli spostamenti, soprattutto per animali più sensibili alle alte temperature.

La tuta non rende sicura una passeggiata sotto il sole

Il Ministero dell’Ambiente giapponese dedica ormai materiale specifico anche al colpo di calore negli animali domestici. Le indicazioni restano molto meno tecnologiche: evitare passeggiate e uscite nelle ore più calde, non lasciare cani e gatti sotto il sole, in ambienti surriscaldati o dentro un’automobile, neppure per poco tempo.

Una ventola sulla schiena, insomma, può rendere più sopportabile uno spostamento necessario. Non trasforma mezzogiorno ad agosto in un buon momento per portare il cane a fare due chilometri sull’asfalto.

La parte interessante dell’invenzione sta forse proprio qui. Un’azienda partita dai vestiti per donne in gravidanza ha guardato i lavoratori giapponesi con le giacche ventilate, ha ridotto tutto alla misura di un cane e ci ha aggiunto il ghiaccio nel colletto. Nel frattempo il Giappone ha dovuto inventare una categoria meteorologica per le giornate sopra i 40 °C. Il guardaroba degli animali sta cambiando perché è già cambiata l’estate.

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