Carte Pokémon, il collezionismo vale 9 miliardi di dollari: disponibile la nuova espansione per il 30esimo anniversario

Sedici milioni e mezzo di dollari per un cartoncino di undici centimetri per otto, stampato ventotto anni fa come premio per un concorso di disegno indetto da una rivista giapponese. Detta così sembra una follia, il punto è che per il mercato del collezionismo a marchio Pokémon, oggi, è semplicemente il prezzo di mercato.

Un giro d’affari da 9 miliardi di dollari

Il fenomeno ha ormai dimensioni difficili da liquidare come una moda passeggera. Secondo un’analisi riportata dal Financial Times, basata su dati della piattaforma Chase Society, il giro d’affari complessivo delle carte Pokémon si aggira oggi intorno ai 9 miliardi di dollari, con gli Stati Uniti a fare da mercato trainante e una diffusione che tocca ormai Giappone ed Europa allo stesso modo. Un franchise nato nel 1996 come gioco per bambini che, trent’anni dopo, si comporta come un asset finanziario a tutti gli effetti, con la differenza, non da poco, che non produce dividendi.

Perché un cartoncino vale milioni

Le ragioni che i dati suggeriscono sono più d’una, e si intrecciano. C’è anzitutto l’effetto nostalgia, riservato a chi negli anni Novanta scambiava bustine nel cortile della scuola e che oggi ha superato i 30 o i 40 anni e dispone di un reddito da investire in quello che considera, letteralmente, un pezzo della propria infanzia. C’è poi la scarsità, la stessa logica che regola il mercato dei vini pregiati o degli orologi vintage: più un esemplare è raro e ben conservato, più cresce l’appetito di chi lo cerca. E c’è il ruolo tutt’altro che marginale del web, che ha trasformato un hobby di nicchia in una piazza di scambio globale, come nel caso di Jordan Dunne, collezionista inglese di 34 anni, il quale ha lasciato il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alla compravendita di carte, arrivando a fondare una società che quest’anno potrebbe fatturare circa 4 milioni di sterline.

Il record: la Pikachu Illustrator

Al vertice di questa piramide siede una carta soltanto. Il 16 febbraio 2026 la casa d’aste Goldin ha battuto una Pikachu Illustrator con classificazione PSA 10 (l’unica al mondo ad aver ricevuto il grado massimo di conservazione) per 16.492.000 dollari, come ha certificato il Guinness World Records. Il venditore era Logan Paul, che l’aveva acquistata nel 2021 per 5,275 milioni: in meno di cinque anni il valore è più che triplicato. Ad aggiudicarsela è stato AJ Scaramucci, figlio dell’ex direttore delle comunicazioni della Casa Bianca Anthony Scaramucci, e la cifra finale ha stabilito anche il record assoluto per qualunque carta collezionabile battuta all’asta, superando i 12,9 milioni pagati un anno prima per una card di Michael Jordan e Kobe Bryant.

carta pokemon da record

@loganpaul/instagram

La Pikachu Illustrator, come ho raccontato in questo articolo, fu disegnata da Atsuko Nishida, la creatrice originale di Pikachu, e distribuita nel 1998 solo ai vincitori di un concorso illustrativo su CoroCoro Comic: ne esistono appena una quarantina di esemplari, e quello di Paul è l’unico giudicato perfetto.

L’espansione per il 30° anniversario

Mentre il mercato secondario stabilisce record su record, The Pokémon Company International prepara il capitolo che dovrebbe accompagnare il trentennale del gioco di carte collezionabili. L’espansione “30° Anniversario“, disponibile dal 16 settembre 2026, segna un precedente nella storia del GCC, perché è la prima uscita a livello mondiale in contemporanea, senza gli sfasamenti di settimane o mesi che finora separavano Giappone, Nord America ed Europa. Ogni carta della bustina, comprese le energie di base, di norma opache, sarà olografica, e debutta una rarità inedita, la “Rara Futuristica”, firmata dall’artista giapponese Yoshirotten. Ogni confezione conterrà anche una delle trenta carte rare dedicate a Pikachu, ciascuna ambientata in un momento diverso della giornata, oltre al ritorno di trenta carte storiche che riportano indietro i collezionisti di più lunga data.

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