Catturate (con reti da pesca) e deportate altre 100 capre inselvatichite ad Alicudi: fermiamo questa crudeltà!

L’equilibrio millenario di uno dei gioielli più selvaggi delle Isole Eolie è drammaticamente spezzato da un piano di eradicazione che continua a sollevare accese polemiche. Nel territorio incontaminato dell’isola di Alicudi, la comunità locale e le principali organizzazioni per i diritti degli animali stanno assistendo all’ennesima operazione di rastrellamento coatto che ha visto la cattura di circa 100 capre inselvatichite.

Questa nuova fase di trasferimenti, che segue le controverse deportazioni già messe in atto lo scorso anno, vede schierate in prima linea la LAV, la LNDC Animal Protection e l’associazione Vitadacani con la Rete dei Santuari. I coordinatori delle sigle animaliste hanno notificato una formale diffida alle autorità competenti e inoltrato una nuova istanza di accesso agli atti per scoprire i numeri precisi degli animali prelevati e chiarire quale sia la destinazione finale a loro riservata.

 

I rischi per la fauna e le criticità dei metodi di cattura

I metodi impiegati per il prelievo degli ungulati nell’arcipelago eoliano presentano drammatiche criticità operative che mettono a grave rischio l’incolumità degli animali. Nel corso delle precedenti operazioni, il panico generato dalle manovre di accerchiamento ha spinto diversi soggetti a precipitare nel vuoto dalle ripide scogliere dell’isola, mentre l’uso improprio di reti da pesca tese tra i sentieri per sbarrare le vie di fuga ha causato il ferimento e la morte di svariate capre.

Le dettagliate denunce già depositate presso la Procura della Repubblica evidenziano inoltre come gli esemplari catturati vengano ammassati e trattenuti all’interno di recinti di fortuna esposti alle temperature estreme del sole cocente. Strappate al loro stato di totale libertà, queste creature rischiano di passare da una severa prigionia al macello.

Proposte per un contenimento etico e sostenibile

Le capre rappresentano da secoli un elemento identitario e storico imprescindibile per Alicudi, contribuendo all’ecosistema e al fascino incontaminato che attira visitatori da ogni parte del mondo. La LAV, la LNDC Animal Protection e Vitadacani ribadiscono l’assoluta urgenza di interrompere queste operazioni cruente per avviare immediatamente un rigoroso censimento della popolazione caprina presente sul territorio.

Attraverso la richiesta di un tavolo di confronto diretto con l’amministrazione locale, le associazioni propongono di attuare un piano di contenimento delle nascite etico, scientifico e incruento. L’obiettivo prioritario consiste nel garantire una serena convivenza tra la popolazione umana e la fauna insulare, salvaguardando il diritto degli animali a vivere nel loro ambiente naturale.

Fonte: LAV

Leggi tutto